ALLEGAEON – Elements Of The Infinite

ALLEGAEON – Elements Of The Infinite

Sempre meglio. Dopo il promettente debut “Fragments Of Forms And Function” del 2010, e l’ancor più valido “Formshifter” del 2012, gli Allegaeon compiono un altro passo nella giusta direzione con “Elements Of The Infinite”, terzo full-length che riesce nell’impresa di risultare più pesante, e al tempo stesso più accessibile, dei suoi predecessori. Forti di un trademark sonoro ormai consolidato, poco sinteticamente definibile come ‘futuristic melodic technical death metal’, per effetto anche delle lyrics a là Big Bang Theory, i Nostri sono sopravvissuti indenni all’ennesimo cambio di line up (oltre all’ennesimo cambio di batterista il terzo in tre album, il membro fondatore Ryan Glisan ha lasciato il posto alla seconda chitarra a Michael Stancel), uscendone anzi rafforzati in termini di qualità e varietà. Per capire che qualcosa è cambiato, sono sufficienti meno di 2 minuti dell’opener “Threshold Of Perception”: un’orgia di chitarre acustiche e orchestrazioni sinfoniche degne dei miglior Dimmu Borgir preparano il rullaggio dell’astronave Allegaeon, prima del decollo a velocità smodata verso l’empireo del melodic-death più tecnico. Pur tenendo il pedale dell’acceleratore costantemente impostato sulla velocità Mach 3, sia nelle ritmiche in blast beat che negli onanismi neo-classici degni del miglior Ammott, il quintetto del Colorado riesce a tenere sempre alto il livello di tensione, infilando una serie di pezzi killer  – su tutte “Dyson Sphere”, “1618″ (di cui consigliamo anche lo spettacolare video-parodia, dove emerge un’inedita attitudine ‘cazzara’ dei Nostri), e “Gravimetric Time Dilation” -, in una tracklist in grado di regalare qualche nuova sorpresa ad ogni ascolto. In mezzo ad una simile colata di groove metallico e melodia liquida, spicca per intensità la conclusiva suite “Genocide For Praise – Vals For The Vitruvian Man”, dodici minuti in cui tutti gli elementi dell’Allegaeon sound sono spinti al massimo, similmente a quanto fatto, in contesti diversi, dai Dark Tranquillity di “Insanity’s Crescendo”, o dai Between The Buried And Me di “White Walls”. Moderni, ma al tempo stesso classici; potenti, ma melodici; intricati, ma accessibili. Se amate gli ossimori, gli Allegaeon sono il gruppo che fa per voi, ed “Elements Of The Infinity” è, ad oggi, la loro migliore rappresentazione.



Informazioni Album

Durata: 00:58:24

Disponibile dal: 24/06/2014

Etichetta: Metal Blade Records

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. Threshold Of Perception

2. Tyrants Of The Terrestrial Exodus

3. Dyson Sphere

4. The Phylogenesis Stretch

5. 1.618

6. Gravimetric Time Dilation

7. Our Cosmic Casket

8. Biomech II

9. Through Ages Of Ice – Otzi's Curse

10. Genocide For Praise – Vals For The Vitruvian Man


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  • Edoardo del Principe

    Per me è un cd scritto a tavolino con zero ispirazione, i primi due gli fanno un culo enorme a questo, ma proprio in modo evidente e palese, basta ascoltare una a caso del cd prima e questo….poi so opinioni

  • http://www.haddah.it sorma666

    No dai, a me è piaciuto molto. Formshifter è meglio, ma devo dire che questo è la sua continuazione naturale, soprattuto con l’apertura Threshold Of Perception, il cui riff portante avrei voluto scriverlo io… e anche il resto. Questi qui fanno il culo a gruppi ben più blasonati e non li caga nessuno.. verranno mai in Italia?

  • Francesco Tinella

    La produzione più brutta dell’anno insieme ai within the ruins