ANNEKE VAN GIERSBERGEN – Drive

ANNEKE VAN GIERSBERGEN – Drive

A metà degli anni Novanta si ebbe una vera e propria esplosione di gruppi guidati da cantanti donna, soprattutto per quanto riguarda il gothic doom, ed il mercato fu quasi saturato dal numero di uscite e dalla continua nascita di nuovi gruppi; ok, di cantanti femminili alla guida delle band ce ne sono sempre state, ma la vera svolta per il genere arrivò con “Mandylion” dei The Gathering, nel 1995, che con il suo successo spalancò la porta al grande pubblico per un genere che ancora aveva molto da dare, e l’idea che, senza “Mandylion” ed il seguente “Nighttime Birds” a gettar luce dove prima c’era solo oscurità, oggi non avremmo molte delle band female fronted che amiamo di più è un pensiero tutt’altro che campato in aria. Il segreto del successo di “Mandylion” è la voce inarrivabile, e negli anni mai superata, di una (allora) giovane cantante al debutto, Anneke, all’epoca ventiduenne. Questa premessa per inquadrare i meriti passati del personaggio che oggi si presenta sul mercato con il suo secondo album da solista, dopo l’uscita dai The Gathering e dopo aver sciolto la band da lei fondata in seguito, gli Agua De Annique, prima di valutare quelli presenti. “Drive”, si diceva, è il secondo album da solista per Anneke Van Giersbergen, dopo il debutto “Everything Is Changing” dello scorso anno. La voglia di esplorare nuovi territori e di non darsi limiti che da qualche tempo sembra accompagnare Anneke oggi è forte più che mai, a quanto pare, perché da questo punto di vista “Drive” riesce addirittura a superare il precedente. Se “Everything Is Changing” era giocato in costante bilico tra elettronica ed alternative rock, qui le porte si spalancano ed abbiamo un mix totale tra rock, hard rock, punk, pop, alternative e mille altri generi, con la cantante che, forte di una personalità davvero esuberante, gioca continuamente con la propria voce come mai fatto prima, con vocalizzi sparsi per l’intero album del tutto inediti. Canzoni ottime, un songwriting che ora ricorda i primi Muse, e la canzone dopo i Cranberries di “No Need To Argue”, e poi ancora la Lady Gaga di “Born This Way”, per arrivare a Sonic Youth, Paramore e a umiliare il ricordo di Adele nella dolce “My Mother Said”. Produzione azzeccatissima, non completamente cristallina e un poco ruvida, per un disco perfetto. Da segnalare la traccia numero otto, “Mental Jungle”, nella quale Anneke duetta con il cantante turco di origini armene Hayko Cepkin, che ovviamente canta in turco, per un risultato delizioso. Se da Anneke è partito tutto un genere, dopo diciotto anni è ancora lei la regina: inarrivabile.



Informazioni Album

Durata: 00:37:32

Disponibile dal: 20/09/2013

Etichetta: Inside Out

Distributore: EMI

Tracklist

1. We Live On

2. Treat Me Like A Lady

3. She

4. Drive

5. My Mother Said

6. Forgive Me

7. You Will Never Change

8. Mental Jungle

9. Shooting For The Stars

10. The Best Is Yet To Come


Link

Ultimi contenuti correlati

Consulta l'archivio per: ANNEKE VAN GIERSBERGEN

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.

  • bisturi

    ero partito scoraggiato ma devo dire che sto album è ottimo! l’ho già ascotlato parecchie volte e mi piace sempre di più…non vedo l’ora arrivi il 24 ottobre per gustarmela dal vivo….bella lei

  • Raffaele

    Il 24 ottobre tutti presenti alla Salumeria!!!!!!!!!!

  • Valentina Crescentini

    Anneke è una garanzia!

  • Stargazer

    Fantastica!

  • Andrea

    Album gradevole di una bravissima e meritevole artista che purtroppo il suo passato metal ha condannato in eterno a costituire la divagazione di metallari col desiderio di dimostrare a se stessi di essere di mentalità aperta. Ciò spiega anche il ritorno al rock/metal a sfavore di sonorità alternative/indie. Comunque il pezzo con il cantante arabo o finto arabo, Mental Jungle, è abominevole.

  • Nicola Dalla Valle

    Liv Kristine con i Theatre of Tragedy aveva aperto il genere mi pare..

  • Andrea

    The Gathering – Afterwords batte Anneke 10-0

  • metalmadman666.blogspot.it

    Gran bell’album, anche se trovo il predecessore molto più variegato e ricco di sfumature. Questo Drive è molto più rock, ma forse un pelo più monotono. Comunque Anneke si dimostra ancora una volta un’artista sopra le righe. Molto bella ed intensa “My mother Said”

  • metalmadman666.blogspot.it

    D’accordissimo su mental Jungle, veramente un pezzo orribile

  • V.74

    Mah, onestamente credo che se sul disco non ci fosse scritto Anneke lo reputerebbero tutti un disco pop/rock come tanti altri. Non mi sembra nulla di meglio di quanto già fatto da gente come Kelly Clarckson e simili. Possiamo girarci intorno quanto vogliamo ma sempre musichetta usa e getta rimane.