ANTHRAX – Among The Living

ANTHRAX – Among The Living

E anche per gli Anthrax venne il momento della definitiva consacrazione: dopo due album più che buoni, il quintetto newyorchese tirò fuori dal cilindro il primo capolavoro della propria carriera, quell'”Among The Living” che, a detta della stragrande maggioranza dei fan, rimane tutt’oggi l’apice creativo della band. Uscito nel 1987, uno degli anni di grazia per il thrash metal, “Among The Living” arriva sulla scena come un uragano e spazza via quanto fatto in precedenza, configurandosi come il primo vero e proprio album thrash tout court della band. Gran parte degli all-time classic degli Anthrax sono qui contenuti: da “Caught In A Mosh” a “Indians”, dalla title-track a “I Am The Law”, non c’é un singolo episodio fuori posto. Il successo non tardò ad arrivare, Scott ‘Not’ Ian divenne un’icona del metal, Belladonna venne considerato a buon diritto l’unico cantante thrash degno di questo nome e la sezione ritmica formata da Bello e Benante, con il fondamentale apporto dello stesso Ian, divenne una delle migliori ad aver mai calcato un palco. L’album parte alla grande con la title-track, cavalcata thrash veloce e possente, con un Belladonna che annichilisce l’ascoltatore in virtù di una prova superba; pregevole anche il cambio di tempo che rende la traccia più cadenzata e adatta a creare devastanti mosh in sede live. “Among The Living” é tratta dal romanzo di Stephen King ‘L’Ombra Dello Scorpione’. Parlando di moshpit, non si può dimenticare l’inno “Caught In A Mosh”, dotato di un chorus irresistibile da urlare a squarciagola. Anche in questo caso i ritmi sono molto alti e si segnala in particolar modo il buon lavoro di Dan Spitz alla chitarra. Il primo singolo estratto dal disco é “I Am The Law”, tratto dal fumetto di Judge Dredd, del quale la band era grande estimatrice. La struttura qui, a differenza delle canzoni precedenti, é basata su un mid-tempo roccioso, sul quale Joey Belladonna ricama una delle sue performance migliori di sempre: la vorticosa accelerata finale (massacrante dal vivo) ha fatto scuola, diventando un vero e proprio canone del thrash metal. Già con questi tre pezzi gli Anthrax sarebbero potuti entrare nella leggenda, ma i Nostri non si accontentano ed ecco a seguire la splendida “N.F.L.”, che a livello lirico scandaglia il problema della droga e dei giovani, davvero molto sentito in quegli anni in America. Per problemi di censura la band si inventò l’acronimo del titolo (N.F.L. sta per ‘Nice Fucking Life’) e più volte all’interno della song ripete il verso al contrario (‘Efilnikufesin’). La trovata, semplice ma geniale, avrà molti seguiti: gli Anthrax, infatti, in futuro faranno uscire “Penikufesin”, “Oedivnikufesin” e l’esilarante “Dallabnikufesin”, contenuta su “Attack Of The Killer B’s”. A seguire l’ottima “N.F.L.” troviamo altri due classici quali “Skeleton In The Closet”, ispirata dal racconto di Stephen King ‘Un Ragazzo Sveglio’, presente nella raccolta ‘Stagioni Diverse’, e “Indians”: la prima é una thrash song tout court con Benante sugli scudi, a svolgere un lavoro di batteria instancabile e preciso come un metronomo, mentre la seconda, dedicata dalla band ai nativi americani (Belladonna ha origini pellerossa), é probabilmente l’apice emozionale dell’intero album, grazie soprattutto al cantante che interpreta con particolare trasporto tutto il brano. Poste in chiusura, troviamo tre perle che non hanno avuto la visibilità del resto dell’album, anche se lo meriterebbero: la prima, “One World”, ha un ritmo non particolarmente veloce, ma é dotata di un refrain che resta in testa sin dal primo ascolto. A seguire “Horror Of It All” e, soprattutto, “Imitation Of Life” inducono ad un gigantesco mosh in virtù di ritmiche assassine e schegge impazzite di chitarra, oltre alla solita prova maiuscola di Joey che, pur urlando come un ossesso, riesce sempre a trovare le linee vocali migliori e più efficaci per dare ai brani una marcia in più. Risulterà chiaro a tutti che “Among The Living”, oltre ad essere uno degli apici creativi del gruppo, é anche una pietra miliare dell’heavy metal, da avere assolutamente nella propria discografia!



Informazioni Album

Durata: 00:50:22

Disponibile dal: 22/03/1987

Etichetta: Island Records

Distributore:

Tracklist

1. Among The Living

2. Caught In A Mosh

3. I Am The Law

4. Efilnikufesin (N.F.L.)

5. A Skeleton In The Closet

6. Indians

7. One World

8. A.D.I. / Horror Of It All

9. Imitation Of Life


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  • DiscipleOfTheWatch

    Non lo sento da una vita, questa è l’occasione buona per rispolverarlo! Sicuramente il loro apice creativo, già l’anno successivo avranno un calo con il meno bello Sate of Euphoria; degli Anthrax odierni si può parlar male quanto si vuole (a me l’ultimo non è parso quella roba inascoltabile che molti descrivono comunque), ma la doppietta Spreading the Disease-Among the Living ci ricorda che quando quella definizione fu coniata, erano davvero BIG.
    But talking to someone, is like clapping with one hand…
    P.S. Bella la rece! Aggiungo che N.F.L. dovrebbe, oltre a parlare certamente di droga, riferirsi nello specifico a John Belushi.

  • SeventhSonOfTheBeast

    Spettacolare! Forse gli Anthrax nella loro storia non hanno raggiunto complessivamente il livello degli altri Big 3, ma l’energia sprigionata in quest’album spazza via tutti i lavori di Megadeth, Slayer e Metallica degli anni d’oro! Ripeto, parlo solo di energia, nel senso che per me AML = headbanging sfrenato dal 1° all’ultimo minuto! E lo dico da fan accanito dei ‘Deth e degli Slayer…

  • Daniele Marchese

    album superlativo, io comunque considero Spreading the Disease un gradino sopra Among the Linving, perciò non sono d’accordo quando si afferma che Among … sia il primo capolavoro degli Anthrax, opinione personale, bella recensione, complimenti!!