ANTHRAX – Spreading The Disease

ANTHRAX – Spreading The Disease

Gli Anthrax, tra tutti i capostipite del thrash americano anni ’80, sono sempre riusciti a ritagliarsi una posizione un po’ avulsa dai generali stilemi portati avanti dagli altri Big Three della scena, sia perché hanno sempre avuto un’attitudine molto più giocosa nell’approccio alla musica, sia per via di un sound sensibilmente più influenzato dalla NWOBHM imperante in Europa in quegli anni. I Nostri avevano già fatto girare la testa a molti con quel frutto ancora acerbo chiamato “Fistful of Metal”, lavoro grezzo e affilato che faceva trasparire tutta la rabbia di un gruppo di ragazzi cresciuti all’interno della spietata giungla urbana newyorkese (sì, dimenticavamo di fare presente che la band è l’unica a non provenire dall’assolata California). Quel lavoro ha mostrato gran parte del loro potenziale, il quale però non ha avuto modo di mostrarsi in tutta la sua pienezza sia per problemi dovuti ad una certa acerbità della proposta, come già premesso, sia per un’eccessiva, a parere di chi scrive, ruvidità del sound dovuta ad una produzione decisamente migliorabile. Il primo passo verso questa limatura è stato l’ingresso in formazione di quel piccolo numero 10 che risponde al nome di Joey Belladonna, dotato di una pienezza vocale, un’estensione ed un carisma che hanno davvero pochi eguali nella storia del metal. Il suo apporto a questa release, insieme a quello dell’altra new entry, il bassista Frank Bello entrato al posto del membro fondatore Dan Lilker (il quale poi fondò gli storici Nuclear Assault), ha portato una ventata d’aria fresca in seno al combo della Grande Mela, contribuendo alla nascita del nuovo Thrash 2.0 di questi Anthrax del 1985. Ma adesso passiamo al nocciolo della questione, “Spreading the Disease”. Il trittico iniziale è un qualcosa di annichilente: “A.I.R” ci colpisce in piena faccia con il suo spirito di ribellione adolescenziale palpabile (e questo spirito farà da filo conduttore per tutta le tracce dell’album), con quel suo riff iniziale granitico che non lascia scampo. La corsa continua poi con “Lone Justice”, pezzo veloce e melodico in cui la superba ugola di Belladonna dà davvero il meglio di se, regalandoci uno dei primi veri classici a marchio Anthrax. Il terzetto viene infine completato dalla storica “Madhouse”, spassosissimo uptempo thrash in cui i Nostri fanno divertire divertendosi, intrecciando magistralmente il riffing roccioso di un superbo Scott Ian (con ancora una folta chioma) con le vocals di un Belladonna in stato di grazia. Dopo questi primi tre ganci, la band ci delizia nuovamente con “S.S.C – Stand Or Fall”, riuscitissimo inno da cantare a squarciagola, introdotto da un virtuoso assolo del guitar hero Dan Spitz. Le succesive tracce volano tutte su livelli sempre molto alti, presentando spunti interessantissimi come il superbo crescendo di “Armed and Dangerous”. In chiusura, i Nostri hanno deciso di prenderci a schiaffi un’ultima volta con quel gioellino che risponde al nome di “Gung-Ho!”, pezzo anthemico di una velocità spropositata in cui Belladonna dà ancora una volta prova di essere il vero asso nella manica del combo americano, sputando versi al fulmicotone a tonalità altissime con una nonchalance assoluta. Questo “Spreading The Disease”, al pari di album quali “Ride The Lightning” dei Metallica e “Peace Sells…But Who’s Buying?” dei Megadeth, ha avuto il compito di definire il passaggio della band all’età adulta. Col successivo “Among The Living”, da molti ritenuto il loro assoluto capolavoro, il combo ha formalizzato il proprio ingresso nell’Olimpo degli Dei del Metallo, ma è con questo disco che i thrasher newyorkesi lo hanno prenotato, riuscendo a confezionare un’opera d’importanza storica, senza mai alcun calo di tono, quando i dischi erano ancora “All Killer, No Filler”.



Informazioni Album

Durata: 00:43:40

Disponibile dal: 30/10/1985

Etichetta: Island Records

Distributore: BMG

Tracklist

1. A.I.R.

2. Lone Justice

3. Madhouse

4. S.S.C./Stand Or Fall

5. The Enemy

6. Aftershock

7. Armed And Dangerous

8. Medusa

9. Gung-Ho


Link

Ultimi contenuti correlati

Consulta l'archivio per: ANTHRAX

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.

  • Disciple of the Watch

    Che scheggia questo disco, quante volte l’avrò ascoltato!
    Se è vero che Among the Living è meglio bilanciato, Spreading the Disease ha dalla sua un’energia e una freschezza… Scelta difficile tra questi due!

  • andrea1311

    Definirei “Among the living” il loro disco capolavoro,così come per i Metallica e i Megadeth sono stati i relativi “Master of Puppets” e “Rust in peace”,ma questo “Spreading the disease”(mio primo acquisto a nome Anthrax)fu un autentico flash,mix di potenza e melodia,con un cantante spaziale per il loro genere.Grandi.

  • pasqualone

    bello

  • jasonicdave

    Gran bel disco, nulla da dire se non che Aftershock ha un riff portante assurdo!!! Voto: 8.

  • Claudio Luciani

    Bella rece per un gran disco :)

  • torrence

    disco irripetibile per gli anthrax, ma spero di sbagliarmi e che bissino in futuro ;)