BEHEMOTH – The Satanist

BEHEMOTH – The Satanist

Nascita. Ascesa. Caduta. Resurrezione. Strano destino quello spettato ai polacchi Behemoth, che da semplici promesse dell’underground europeo hanno saputo assurgere nel giro di pochissimi anni allo status di prime donne del firmamento estremo mondiale, lambendo vette di popolarità impensabili per una formazione prettamente black/death. Tour incessanti, dischi curati tanto nella forma quanto nella sostanza ed una presenza scenica dall’impatto mostruoso hanno rappresentato la chiave di volta nell’incredibile parabola artistica dei Nostri, culminata con l’entrata nel roster del colosso Nuclear Blast e con un’opera, “Evangelion”, accolta trionfalmente sia dal pubblico che dalla critica. Poi, nell’agosto 2010, la tragica notizia della leucemia di Nergal, il lungo ricovero ospedaliero, il trapianto di midollo spinale come ultima ancora di salvezza. Mesi bui, sospesi tra paura e sofferenza, lacrime ed incertezze, con la band ridotta in ginocchio all’apice del successo e della visibilità mediatica. Oggi, sconfitta una volta per tutte la malattia e cavalcando l’onda di un’attesa febbrile, giunge finalmente il momento per i Behemoth di sollevarsi dalle proprie ceneri, dando alle luce un full-length – il qui presente “The Satanist” – che è anche il più viscerale ed emozionante della loro carriera. Un frammento incandescente di vita e spiritualità, prima ancora che una mera raccolta di brani, in cui il dramma umano che ha coinvolto l’istrionico frontman è messo al servizio di un songwriting fluido ed ispiratissimo, intento a recuperare certe sanguinarie istanze black metal degli esordi da un lato, e ad accogliere nuovi elementi musicali dall’altro. Difficile parlare di evoluzione in senso stretto, specie se – come in questo caso – la diretta interessata è una creatura dallo stile ormai codificato, ciò nonostante è innegabile la volontà da parte del quartetto di non ripetersi, esplorando nuovi sentieri con l’ausilio di una produzione mastodontica, che eleva alla massima potenza la sontuosità del sound e degli arrangiamenti. Un trionfo uditivo dal sapore quasi orchestrale, in cui voce, chitarra, basso e batteria fluiscono calde ed inarrestabili dalle casse, bilanciate tra loro da un mixaggio che non lascia nulla di intentato o al caso. Venendo finalmente alla musica, la tracklist alterna spaventosi assalti all’arma bianca, scanditi dai blast-beat penetranti di un ineccepibile Inferno dietro ai tamburi, ed episodi più controllati – primo fra tutti la titletrack – dove velati influssi gothic rock e cadenze lineari hanno modo di combinarsi con il death metal annerito del gruppo, in un’orgia di ritmiche fluide e melodie cangianti. Il meglio, ad ogni modo, i Behemoth lo riservano per il finale, dando libero sfogo all’ego smisurato del loro leader con una composizione, la splendida “O Father O Satan O Sun!”, che è un po’ la summa concettuale dell’intera opera; un inno cosmico di inesauribile intensità, intarsiato di cori, fiati e linee vocali sentitissime. Di fronte a tanta opulenza la concorrenza è letteralmente polverizzata e gli ultimi dischi della band – i comunque ottimi “Demigod”, “The Apostasy” ed “Evangelion” – sminuiti alla luce di una varietà di stili mai lambita in precedenza e di una cura per la forma canzone mai così affinata. Talento visionario e cristallino, tradotto nel non plus ultra della musica estrema moderna. Questi sono i Behemoth, questo è “The Satanist”: il battito d’ali infuocato di una fenice che reclama il proprio predominio sul mondo. Assolutamente imperdibile.



Informazioni Album

Durata: 00:44:17

Disponibile dal: 07/02/2014

Etichetta: Nuclear Blast

Distributore: Warner Bros

Tracklist

1. Blow Your Trumpets Gabriel

2. Furor Divinus

3. Messe Noire

4. Ora Pro Nobis Lucifer

5. Amen

6. The Satanist

7. Ben Sahar

8. In The Absence Ov Light

9. O Father O Satan O Sun!


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  • Simone Radici

    uao…

  • Blessed are the sick

    Si fallirà miseramente nel denigrare “The Satanist” nel caso si fosse delusi dal fatto che esso non assomiglia ai suoi tre maestosi predecessori come si fallirà nel pensare che il nuovo disco dei polacchi non sia un altro degno episodio della loro carriera. Finalmente tutto il talento di “Nergal” per gli assolo non viene soffocato come è accaduto nei precedenti dischi e con il bassista “Orion” ben distinto dai suoi colleghi per tonalità e da una sapiente sensibilità melodica con “Inferno” che questa volta propone meno blast bleating non perdendo nulla però di tutta la sua robustezza. Ascolto dopo ascolto l’atmosfera incalzante con la sua melodia profonda mi fa pensare ad una sorta di oscuro rituale e con un aspetto lirico che si propone il manifesto filosofico del pensiero e della cultura di Adam Darski e compagni, certo non potrà piacere a tutti però eravamo già stati avvisati e di non aspettarci qualcosa di simile al passato, personalmente, la ritengo una delle band più consapevoli dei verbi “Black/Death” e del modo di proporlo, un’altra straordinaria prova del carismatico frontman e dei suoi bravi compagni. Ridare vigore al metal più cupo e ricercato, questo è stato, band eccelsa.

  • Nicola Diamond Giacomazzi

    Veramente un ottimo album. Epico e potente allo stesso tempo. I behemoth non deludono, anzi sorprendono regalandoci uno dei loro album più personali. A questo punto non vedo l’ora di vederli il 20 Febbraio m/

  • Fab Pell

    pienamente d’accordo, non è un disco ma un rituale… “I believe in Satan” dichiarazione di intenti.

  • V.74

    Io sono uno di quelli che in tutta onestà, per gusto personale, preferivo un disco che proseguisse il discorso stilistico dei precedenti lavori, però riconosco che questo disco è fatto davvero con onestà e si sente il bisogno espressivo alla base della proposta. C’è tanta sostanza e proprio questo elemento fa in modo che, seppur con un po’ di amaro in bocca, io apprezzi e riconosca il valore di questo disco. Soprattutto perchè a mio avviso va molto in controtendenza rispetto a tentativo di fare qualcosa di facile consenso e facile presa sull’ascoltatore medio. Potevano andare sul sicuro cavalcando ciò che loro stessi hanno creato e con cui hanno conquistato il successo e invece non lo hanno fatto, quindi stima a mille.
    Questo è lo spirito con cui bisognerebbe sempre fare musica!

  • 555

    è sicuramento MOLTO meglio degli ultimi 2 cd, ma d’altronde non era difficile, è impopossibile definirli maestosi se non nella produzione sono un mix dello stesso riffing diviso in 10 tracce… così come eusto the satanist non fa altro che rispolverare la vecchia impronta black-death tipica dei behemoth di satanica e thelema con una produzione pazzesca. NIENTE di INCREDIBILE, ascoltatevi il migliore cd dei behemoth PANDEMONIC INCANTATIONS, una ver perla death black andata perduta dalla band stessa, questo cd è una brutta, ma più potente versione di quel periodo… altro che capolavoro…

  • diableria_

    Qualcuno si è lamentato della poca rifferia e della produzione plasticosa. Qualcun altro li ha paragonati a Cradle of Filth e Dimmu Borgir, band che alla prova del nove si sono presentate con album mediocri (Damnation e In Sorte Diaboli) sputtanando irreversibilmente quanto fatto di buono fino ad allora. Io dico che con un album così dei riff me ne fotto, e ben venga una produzione dove – finalmente – sento il basso ed ogni singolo sputo di Nergal. Solo chi li ha visti dal vivo e ne ha seguito l’evoluzione può capire quanto sangue abbiano sputato per arrivare a questo punto e quanto si meritino questa popolarità. Massimo rispetto, disco della madonna. E ora, scusatemi, vado a toccarmi.

  • Edoardo del Principe

    Vedo l’ipocrisia nella gente (non nel recensore) :’D
    Cioè ai Fleshgod diciamo peste e corna di tutto? Arrivano i Behemoth che sono più immagine di qualsiasi gruppi Death Odierno, tolgono le chitarre, mettono le orchestre e VA BENE?
    Qualcosa non mi torna o.o
    (anyway disco discreto, non brutto, non bello, alcune canzoni sono soporifere)

  • diableria_

    Non ho sentito i Fleshgod. Comunque sì, senza ipocrisie, direi che va MOLTO BENE. Anche perchè (ma qui si entra nel personale) se un gruppo fa quella che ritengo essere buona musica, francamente, dell’etichettatura, dell’immagine, delle interviste e del contorno non me ne po’ ffregà dde meno.

  • Blessed are the sick

    “Pandemonic Incantations” è un ottimo disco in effetti, poi, coerentemente al mio commento precedente penso che abbiano saputo migliorarsi e che gli ultimi due dischi siano stati bene equilibrati nell’aspetto “Death” e quindi ho apprezzato molto, è anche vero che quando si trova il “riff vincente” si torna sempre lì quindi ti capisco. Il nuovo disco rappresenta un ritorno al passato e sinceramente non mi dispiace, io penso sia una band che non apporti radicali cambiamenti nel genere che propone ma che però sa intenderlo bene e mi ritengo soddisfatto del nuovo disco anche se non mi ha lasciato sbalordito, insomma, è una band che rispetto siccome di stupidaggini non ne ha mai commesse, solo qualche disco più ispirato di qualche altro, chissà, un eventuale prossimo disco potrebbe essere un pieno salto nel passato, comunque sia, il tuo parere è stato interessante, un saluto.

  • Simone Radici

    ma no!Io preferisco molto di più le produzioni blackened death metal come l’ultimo Evangelion,The Apostasy e Demigod ;) a mio avviso è questa la fase in cui hanno dimostrato al mondo il loro genio e questo Satanist non fa altro che ribatterlo

  • Simone Radici

    lo sto ascoltando ora….boh sarò prevenuto nei loro confronti ma ciò che sto ascoltando è privo di difetti,un’apoteosi di sinfonie oscure in commistione con un death metal 100% al Behemoth sound…non potevo chiedere di meglio!
    Bentornati!

  • Blessed are the sick

    Grazie, sinceramente apprezzo che il cosiddetto “angelo caduto” non viene utilizzato come stereotipo ma come metafora anti cristiana per dire “no” ad un sistema di regole deviato e insofferente e quindi “I believe in Satan” è l’emblema del loro pensiero, persone coerenti e che non si nascondono, li rispetto anche per questo, saluti Fab Pell.

  • Edoardo del Principe

    Beh se non hai sentito i Fleshgod e non hai seguito il teatrino fatto dagli ascoltatori Death Metal non comprendi quanto ci falso ci sia dietro….il caso è spiegabile con il termine invidia ma sono solo illazioni, non mi riferisco alla redazione ma agli umori del pubblico che si lamenta che un gruppo Brutal toglie le chitarre da una parte si e dall’altra no…boh, speriamo che i Behemoth non smercino patate di Varsavia se no è la fine!

  • Blessed are the sick

    Vero, secondo te “Labyrinth” è stato un buon disco oppure no?

  • Edoardo del Principe

    Per me si, meno di Agony, ma al di la dei miei gusti qui si tratta di trattare tutti allo stesso modo o di essere coerenti. Qui mi pare invece che per invidia si tenda sminuire le band italiane che fanno il salto di qualità trovando scuse ridicole. Gli americani nella loro cultura Death Metal più longeva e di rilievo della nostra li apprezzano molto più di noi….ci può stare ma mi pare un caso che la maggior parte dei CRITICONI siano tricolore…

  • Blessed are the sick

    Un buon disco anche per me e concordo sul fatto delle scuse ridicole, anche perché se dovessimo citare gli “Hour Of Penance” non c’è proprio nulla da invidiare e questo vale anche per altri gruppi nostrani, poi parli dei “Behemoth” e via di fellatio metaforicamente parlando, penso che l’importante sia non criticare per il gusto di farlo, in effetti è un caso, atteggiamento bizzarro quello di scegliere solamente band italiane come bersaglio, di realtà valide qui da noi ce ne sono eccome, poi, per finire si tratta proprio di essere coerenti e trattare allo stesso modo, un disco che merita rispetto ad esempio è “Incendium” dei greci “Burial Hordes”.

  • diableria_

    Figlio mio, non avrei trovato parole migliori.

  • sathan

    evangelion e the apostasy sono degli album clone delle loro vecchie imprese, è come dire che gli ultimi due album degli iron sono geniali rispetto a the number of the beast…

  • murderface79

    C’è una differenza però. I Fleshgod hanno tolto le chitarre completamente, facendo un disco su base sinfonica, che è abbastanza fastidiosa ad un certo punto. Ne hanno proprio abusato, e questo è stato l’errore. Nei Behemoth le chitarre si sentono, solo che hanno un suono più tagliente, più black, con inserti sinfonici ogni tanto, e bilanciati perfettamente. Non sono mai stato un amante dei Behemoth, ma questo è proprio un bel disco, cosa che non posso dire di Labyrinth.

  • Simone Radici

    assolutamente no satana c’è molta differenza fra i primi album strettamente black e gli album da me citati!Non li definirei mai cloni

  • Edoardo del Principe

    Hanno tolto del tutto? :V ma lo hai sentito Labyrinth? CI stanno più chitarre sull’ultimo dei Fleshgod eh ahahahah

  • murderface79

    Il discorso era riferito anche ad Agony. Ma anche se in Labyrinth si sentono un po’ di più, il risultato non cambia.

  • dark

    sto con sathan. se si parla dii riffing, le canzoni sono uguali, dai piantiamola, dentro gli ultimi 3 album c’è antchristian phenomenon almeno 5 volte girata in maniera diiversa ;). I RIFF SONO UGUALI! che poi cambi la produzione e l’arrangiamento sono dettagli per a chi non interessa la musica ma solo le fucilate nello stereo a caso..

  • Simone Radici

    si ma aspetta un attimo: Antichristian Phenomenon in che album è? Cosa ho detto io?
    Ripeto: sono di gran lunga migliori i Behemoth blackened/death metal rispetto a quelli puramente black degli esordi(e di Pandemonic).Inoltre non sono nemmeno per scherzo d’accordo con ciò che dici sugli ultimi 3 album,e per fortuna non sono l’unico

  • stoppanovic

    Sui Cradle sono d’accordo, in effetti dopo Cruelty and the beast hanno iniziato a sforare…..ma i Dimmu Borgir non si discutono! Tu adori The Satanist e poi dici che In Sorte Diaboli è una ciofeca? Ma come è possibile? I Dimmu Borgir hanno da sempre suonato black sinfonico e col tempo si sono evoluti, ma restando sempre pesanti. Enthrone Darkness….., Spiritual Black Dimension, Deat Cult Armageddon sono incredibili, altro che chiacchiere! In The Satanist, il basso e la voce di Nergal si sentono benissimo e ciò farebbe di The Satanist un gran disco? Non capisco! Io li ho visti dal vivo, spaccano, ma quersto non è un gran disco, dove sono le chitarre? Già, magnifica produzione…e le chitarre? Staimo parlando di metal estremo! Hanno fatto tanto per arrivare a questo punto, concordo e la popolarità è meritata, ma ciò non li esime dal fare buona musica. Un buon disco con una magnifica produzione…….i testi? Basta, non avete altre idee? Sempre le solite cose, capisco la chiarezza di intenti e la coerenza, ma la monotonia regna sovrana a livello lirico………..spero in un miglioramento………
    I dischi della Madonna li facevano gli Emperor, dischi immensi ed ogni volta diversi, con idee sempre fresche e diverse……quella è evoluzione!

  • Giacomo Bellini

    Un album magistrale. Una sinfonia nera come la pece. Un inno all’arte più oscura e decadente. Non concordo a livello ideologico ma non posso che inchinarmi davanti a cotanta maestosità. Mio voto: 9

  • stoppanovic

    Se questo è Top Album, quello dei Carcass (che non è un capolavoro) è disco del decennio…

  • el carrettero

    nel death metal moderno, rovinato da quella piaga chiamata metalcore, loro sono sicuramente tra i TOP

  • angus81

    si ma è la qualità che è diversa gli ultimi fleshgod apocalypse fanno cascare semplicemente i coglioni per terra oltretutto con quella cazzo di batteria che sembra più che altro una macchina da scrivere,in poche parole una porcheria