BLEEDING EYES – A Trip To The Closet Universe

BLEEDING EYES – A Trip To The Closet Universe

Ci eravamo già occupati dei Bleeding Eyes all’epoca dell’EP “One Less To My Last”, un lavoro forte e in perfetta linea con il percorso musicale che questa band aveva iniziato nell’oramai lontano 2002. Da lì molte cose sono cambiate, non solo nei cambi di formazione che hanno visto il batterista Lorenzo Caronte rimanere l’unico membro del nucleo originale della band, ma anche in un suono ora più maturo e caratteristico, figlio di anni di dedizione e di un recente accumulo di esperienze live sicuramente da non sottovalutare. “A Trip To The Closet Universe” potrebbe forse risultare apparentemente meno diretto ed avvincente se messo a confronto con il suo passato, ciononostante sono evidenti i passi avanti fatti dal punto di vista del songwriting e della ricerca di una propria identità. Meno aggressivi e più architettonici, i Nostri si ritrovano ora a vedersela con un doom metal non solo sporcato da badilate southern e stoner, ma anche messo sotto effetto di stupefacenti da quell’occulta acidità tanto cara agli Electric Wizard. Due blocchi stilistici che vanno anche a caratterizzare la struttura del disco stesso: se nella prima parte gli spunti da Orange Goblin e Karma To Burn sono piuttosto evidenti, nella seconda a fare da padrona è un’atmosfera meno desertica e più estraniante, per non dire allucinata, uno stacco che potrebbe lasciare interdetti gli amanti delle sonorità distorte ma più legate al mondo dell’hard rock – vedasi appunto pezzi come “Arrotino” o “Pozzo Senza Fondo” – e felici quelli che, al contrario, sono aperti a qualsiasi interpretazione del termine. Avremmo gradito maggiormente che questi aspetti fossero meglio gestiti, magari più compensati in un singolo pezzo o resi alternati in maniera molto più spontanea lungo il corso della tracklist. Annotazioni strutturali a parte, il lavoro della band è comunque di buon livello, dimostrato ampiamente da riff durissimi e dal tiro ora più cadenzato del drumming di Lorenzo, così come da un cantato che valorizza – per la metà del lavoro – una lingua italiana che sarebbe meglio non sottovalutare mai quando si parla di metal o affini. Infine, complice anche la sua breve durata, “A Trip To The Closet Universe” ha il pregio di non stancare l’ascoltatore e di lasciarsi fruire molto volentieri anche da un pubblico parzialmente estraneo da questo tipo di sonorità. Ora speriamo che la lineup attuale si assesti e che questo possa dare i suoi frutti nell’immediato futuro.



Informazioni Album

Durata: 00:33:21

Disponibile dal: 12/12/2012

Etichetta: Go Down Records

Distributore:

Tracklist

1. Arrotino

2. Cruel World

3. Pozzo Senza Fondo

4. Barrage

5. Terzo Occhio

6. From Now On It Can Only Get Worse


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