BLINDSIDE – Silence

Pubblicato il 21/11/2016 da
voto
8.0
  • Band: BLINDSIDE
  • Durata: 00:47:45
  • Disponibile dal: 20/08/2002
  • Etichetta: Elektra Records
  • Distributore: Warner Bros

All’alba del nuovo millennio, trainato dal successo planetario di Korn, Deftones e Limp Bizkit a partire dalla seconda metà degli anni ’90, il nu-metal è ormai diventato il genere di riferimento nelle classifiche e nelle radio di mezzo mondo, ovviamente colonizzate dalla foltissima pattuglia a stelle e strisce. Come noto, con la sola parziale eccezione dei cugini della terra d’Albione, i semi del crossover non hanno dato grossi frutti nel Vecchio Continente in generale e nella Svezia in particolare (soprattutto considerando la quantità industriale di band da esportazione su versanti più ‘classici’ di rock e metal), ma nondimeno qualche germoglio ha attecchito anche a quelle latitudini. Se il nome più gettonato in questo senso è quello dei Clawfinger, storica formazione attiva con alterne fortune per due decadi, meno noto ma altrettanto interessante è il caso dei Blindside, formatisi a Stoccolma nel 1994 e assurti agli onori delle cronache nel 2001, dopo un tour con i P.O.D. (all’epoca all’apice del successo di “Satellite”). Ed è proprio grazie a Sonny e soci che – dopo l’acerbo ononimo debutto rap-metal e il più hardcore oriented “A Thought Crushed My Mind”, entrambi editi dalla Solid State – vede la luce nel 2002 “Silence”, battesimo su major destinato a lasciare il segno non soltanto grazie ad una manciata di pezzi entrati di prepotenza nelle rock-chart d’Oltreoceano, ma anche e soprattutto per effetto di una qualità complessiva tale da farne ancora oggi uno dei migliori esempi di nu-metal ‘forestiero’. Tirato a lucido dalla produzione di Howard Benson, l’album parte subito forte con la tripletta di singoli, nonchè perfetta sintesi del Blindside-sound, in cui trovano posto i classici stilemi nu-metal (“Caught A Glimpse”), le ritmiche più lineari dell’alt-rock da classifica (“Pitiful”) e qualche reminiscenza hardcore (“Sleepwalking”); il tutto, manco a dirlo, tenuto insieme dalla versatile ed emozionante timbrica del singer Christian, autentico valore aggiunto come da tradizione del genere. Oltre al trittico d’apertura, “Silence” contiene però parecchie altre piccole gemme per gli appassionati di queste sonorità: dalle scariche di rabbia (“Time Will Change Your Heart”) ai momenti più pacati (“Midnight”), dai brani più introspettivi (“You Can Hide It”) a quelli più solari (“Painting”), dalle emozioni forti in stile 36 Crazyfists (“Coming Back To Life”) ai chorus ‘larger than life’ dei P.O.D. (“She Shut Your Eyes”), non c’è un attimo di tregua fino a quando la title-track acustica non fa calare il sipario ricaricando le batterie in attesa di un altro giro di giostra. Parlare di loro in termini di ‘one hit wonder’ sarebbe ingiusto rispetto sia a quanto venuto prima che alla produzione successiva – caratterizzata da alterne sfortune ed altrettanti cambi stilistici, in concomitanza con il declino del genere -, ma resta il fatto che quanto meno “Silence” non può mancare nella discografia di ogni vero ‘rimastone’, ad imperitura memoria di come le sonorità californiane avessero all’epoca trovato terreno fertile anche nella lontana e ben più fredda Svezia.

TRACKLIST

  1. Caught A Glimpse
  2. Pitiful
  3. Sleepwalking
  4. Cute Boring Love
  5. The Endings
  6. You Can Hide It
  7. Thought Like Flames
  8. Time Will Change Your Heart
  9. Painting
  10. Midnight
  11. Coming Back To Life
  12. She Shut Your Eyes
  13. Silence
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