Il nome Blockheads dirà forse poco al pubblico italiano, generalmente poco propenso a scavare nell’underground e a frequentare la scena d’oltralpe, eppure il quartetto di Nancy vanta una carriera più che ventennale. Con gli Inhumate, i Nostri probabilmente rappresentano in Francia quello che i Cripple Bastards rappresentano nello stivale: un nome leggendario, portabandiera di un sound incompromissorio che affonda le proprie ragioni nella tradizione hardcore e grind; un nome che finalmente può ambire a guadagnarsi una certa popolarità anche oltre confine, visto l’importante accordo siglato con la Relapse, etichetta che, fra l’altro, da non molto ha messo sotto contratto anche gli stessi Cripple Bastards. In questo quinto capitolo sulla lunga distanza, emerge subito la vena fortemente polemica e politicizzata della band, influenzata dal grindcore d’annata non solo a livello musicale, ma anche, come spesso avviene per i gruppi ruotanti attorno a questo filone, a livello lirico e attitudinale. Venticinque invettive, venticinque manifesti di odio a base di un grindcore qua e là venato di hardcore, death metal e sludge, il cui riferimento più prossimo non può che essere quello dei Brutal Truth degli esordi e dei Napalm Death. “This World Is Dead” si dipana come un corteo dalle intenzioni tutt’altro che pacifiche: prima fulmineo e indisciplinato, con diverse tracce di un minuto o anche meno, volte a destabilizzare e a squassare i padiglioni, poi più mirato e, se possibile, letale, con episodi dal minutaggio maggiormente elevato e un’insistenza su trame groovy che colpisce nettamente il bersaglio. Proprio questi ultimi brani fanno compiere ai Blockheads il cosiddetto salto di qualità: se da un lato entrano immediatamente in testa, dall’altro acquistano sempre nuove dimensioni e piacere man mano che gli ascolti si susseguono. Con questo “This Worls Is Dead” la band ci dà quindi un’altra conferma della sua buona vena compositiva, nella quale le influenze del passato – a quelle già citate aggiungeremmo anche qualcosina dei Nasum – vengono rilette secondo un’esperienza e una competenza solidissime; il tutto amplificato da una produzione cruda ma pompata al massimo, che impreziosisce ogni brano con pennellate rosso sangue e grigio cemento. Davvero un bel dischetto, che consigliamo a tutti gli appassionati di grindcore.
Informazioni Album
Durata: 00:39:18
Disponibile dal: 22/01/2013
Etichetta: Relapse Records
Distributore: Audioglobe
Tracklist
1. Deindividualized
2. Already Slaves
3. Born Among Bastards
4. Final Arise
5. Bastards
6. Awaken
7. This World Is Dead
8. Hidden Terrors
9. All These Dreams
10. Media Warfare
11. Be A Thorn To Power
12. Human Oil
13. Poisoned Yields
14. To The Dogs
15. Buenos Aires S.C.
16. Crisis Is Killing The Weak
17. Famine
18. Sell Your Flesh
19. Look Dawn
20. Take Your Pills
21. Digging Graves
22. Pro-Lifers
23. Follow The Bombs
24. Doctrine Of Assured Mutual Destruction
25. Trail Of The Dead