CAR BOMB – Meta

Pubblicato il 11/01/2017 da
voto
7.0
  • Band: CAR BOMB
  • Durata: 00:48:14
  • Disponibile dal: 28/10/2016
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  • Distributore:

Attivi dal 2002, i newyorkesi Car Bomb non sono usi a rilasciare nuovo  materiale con grande frequenza. Centellinano la loro presenza sul mercato, evitando di ingolfarlo di uscite fotocopia. “Meta” è infatti solamente il terzo album in quasi  quindici anni di attività, a cui si aggiungono un ep e uno split coi Burnt By The Sun. Durante il periodo trascorso dal bizzarramente intitolato “w^w^^w^w” (2012) ad oggi, i quattro hanno sostanzialmente pensato a far crescere, con moderazione, i piccoli ramoscelli che già si propagavano dal grosso tronco principale intagliato nel math-core e nel djent. Appellativi coniati apposta per una siffatta realtà, che al verbo del metal contaminato con l’hardcore e slanciato nella complicatezza spastica ha saputo abbinare una gigantesca pesantezza pachidermica, nel 2016 arrivata ad essere la componente più importante del sound. L’intera tracklist risponde all’esigenza di schiacciare e ridurre in polvere, pressando in una morsa insostenibile e, infine, fatale le nostre teste. I Car Bomb caricano e sovraccaricano, armandosi di chitarroni compressi mutuati con poche variazioni contenutistiche dagli imprescindibili Meshuggah. I maestri svedesi dell’estremo arzigogolato e groovy hanno insegnato molto ai discepoli statunitensi anche per l’utilizzo della batteria, che avanza storta e implacabile fra ragnatele di tempi mai troppo scorrevoli. Neanche molto ingegnosi, a dirla tutta, anche se il trivellante tambureggiare svolge diligentemente il suo compito di schiaffeggiamento sussultorio. Gli strappi a velocità doppia di quella del suono non sono andati comunque in soffitta, servono però da congiunzione e svolta in antitesi all’oppressivo mood dominante, non sono il fulcro delle operazioni. Il senso di alienazione, di stritolamento permanente, è ciò che in definitiva più preme alla formazione. A scongiurare il rischio che “Meta” diventi una monolitica ode alla follia strumentale, ci pensano iniezioni di pallide clean vocals e rilassamenti chitarristici verso orizzonti alternative capaci, almeno per qualche breve sprazzo, di togliere tensione al nostro sistema nervoso. Le piccole pause di alleggerimento sono quanto mai gradite e ben studiate, la voce di Michael Dafferner sa comportarsi egregiamente in questi casi e la perizia strumentale veramente vasta dei Nostri dimostra come i Car Bomb abbiano molto da dire anche in contesti più astratti e meditativi. Come ci appaiono avvincenti le poche ritmiche snelle e ficcanti, sfigurate da abbruttimenti vocali e una gradita ignoranza chitarristica, elementi che portano l’operato del gruppo dalle parti del miglior death-core. Proprio questa dimestichezza nel muoversi a distanze ragionevoli dalle proprie radici di fa sperare per un’articolazione più frastagliata dei pezzi nei prossimi anni. “Meta” suona maledettamente bene, la produzione pompatissima ne fa emergere tutte le qualità, ma l’omogeneità di fondo ne frena il passaggio dallo stadio di ‘buon disco’ a quello di ascolto imprescindibile. Nel girone delle mescolanze fra hardcore e extreme metal modello-rompicapo, i Car Bomb stanno nella fascia alta di gradimento ma, visto il potenziale, è d’obbligo chiedergli un netto miglioramento.

TRACKLIST

  1. From the Dust of This Planet
  2. Secrets Within
  3. Nonagon
  4. Gratitude
  5. Constant Sleep
  6. The Oppressor
  7. Black Blood
  8. Sets
  9. Cenotaph
  10. Lights Out
  11. Infinite Sun
3 commenti
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