CARNIVORE – Carnivore

Pubblicato il 01/08/2016 da
voto
8.5
  • Band: CARNIVORE
  • Durata: 00:43:15
  • Disponibile dal: 07/01/1986
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Pete Steele non necessita sicuramente di presentazioni, ma se la sua fama mondiale è legata ai fenomenali Type O Negative (e a un certo dettaglio lubrico che non stiamo a sottolineare in questa sede), tutta la sua storia, estetica e musicale, nasce qui. I Carnivore, sorti dalle ceneri dei Fallout, nel 1985 sono una promettente band della scena hardcore newyorchese, sebbene tale definizione vada loro parecchio stretta: prima di tutto perché non è mai stato possibile apporre un’etichetta chiara e definitiva a nessuna creatura di Steele; e poi perché, in un contesto di vita quasi comunitaria e straight-edge come quello NYHC, il Nostro già dimostrava  con ironia e malcelato disprezzo di avere un suo preciso approccio alla vita: da misantropo, per nulla avvezzo a gettare sul pubblico morali o insegnamenti, spesso frainteso per simpatizzante fascista. Ecco, tutto questo è perfettamente espresso dalla creatura nota come Carnivore, in grado di fare il tutto esaurito ogni volta che suonava al CBGB o al L’Amour, stupendo gli astanti con una carica iconoclastica mostruosa, il lancio di pezzi di carne e ossa e quelle curiose tenute da sopravvissuti postapocalittici, con gilet di pelliccia e spuntoni. La data di stampa ufficiale di “Carnivore” è il novembre del 1985, ma la distribuzione e la riedizione per il mercato europeo ci permettono di fare afferire questo seminale lavoro all’annus mirabilis 1986, di cui, su queste pagine, stiamo cercando di celebrare al meglio il glorioso trentennale; un anno in cui trionfavano i capolavori eterni del thrash, i Maestri continuavano imperterriti a pubblicare ottimi album, hair metal e AOR iniziavano a sbancare e poi… Poi l’indefinibile suono del futuro. Un po’ thrash, parecchio hardcore, intermezzi improbabili, campionamenti e una dose di nichilismo (musicale e concettuale) senza pari: il crossover, prima che diventasse un genere codificato di ben altro tipo, parte in fondo da qui.  Il volo di elicotteri da guerra e la sirena della contraerea ci introducono al riff spezza ossa di “Predator”, un fast tempo dedicato a presentarci l’assurdo immaginario della band, in cui la batteria di Louie Beato (o Beateaux, in questo caso) la fa da padrone tra ritmiche forsennate e rallentamenti strepitosi; e ovviamente, per quanto ancora acerba, la voce di Steele è già da brividi. La title-track “Carnivore”, che segue analoghe dinamiche ritmiche, è il manifesto della formazione, con quell’umorismo sottile e fine – “Did you cum I eat and run I live for sodomy” – tipico di Steele; ma soprattutto offre al nostro udito un paio di leitmotiv degli anni a venire: orgasmi femminili campionati e gli assoli in minore che arpionano la spina dorsale; due cifre distintive dei futuri Type O Negative. “Male Supremacy” è apparentemente il pezzo più canonico, se vogliamo, del lotto: un trascinante brano speed, su cui però si innesta sempre il cantato hardcore del baritonale vampiro di Brooklyn a descrivere i suoi neurodeliri talmente misogini da essere esplicitamente sardonici. Ma, appunto, la banalità è apparente, perchè dopo poco più di tre minuti, inizia uno struggente passaggio acustico che ricorda da vicino “Unsuccesfully Coping With The Natural Beauty Of Infidelity”: a testimonianza che nei Carnivore mancano sicuramente la perizia e la classe di Josh Silver e Kenny Hickey, ma il genio di Steele è già quasi completamente formato. Il primo lato del disco si chiude con “Armageddon”, che se resta tematicamente nel solco di quanto sentito finora, dal punto di vista musicale alterna, alla sfuriata selvaggia distintiva di questo lavoro, tempi e cadenze tipicamente doom. La successiva “Legion Of Doom” si apre con il rombo di un motore (chi ha detto Manowar?) e si muove su ritmiche dispari, in cui anche le linee vocali aumentano la sensazione straniante, uscendo parzialmente dalle battute della batteria; e sembra così fare da introduzione a uno dei pezzi più interessanti del lotto, ossia “God Is Dead”. Retta da un riff quasi hard rock, ma cadenzata come un pezzo dei S.O.D., si trasforma grazie (ancora una volta) al magniloquente lavoro di Beateaux in una specie di bossanova metal da lasciare a bocca aperta – o da spingere a divertite risate; emerge poi in questo brano una di quelle eterne contraddizioni di Pete Steele, capace di alternare testi e gesti di assoluta blasfemia a dichiarazioni di fede più o meno velate, allorché in un testo che condanna l’umanità per aver disprezzato e distrutto la Natura e il Mondo, arriva a declamare “He tried to save man once by sending down a son / But the bastards nailed him up and laughed at what they’d done”. I due brani finali, “Thermonuclear War” e “World War III and IV” rappresentano quasi un concept a sé stante, diviso in due brani inscindibili. Il primo mostra ancora una volta la versatilità di Keith Alexander, compianto chitarrista della band, capace di dare un’ulteriore nuova direzione al riff portante, votato qui a una sorta di omaggio ai Judas Priest, su cui però riesce a ricamare efficaci rallentamenti in perfetto stile Carnivore. Mentre il monumentale pezzo finale delinea definitivamente il distopico mondo in cui vanno a caccia di esseri umani i Carnivore, trascinandoci con artigli in questo affresco: ci aspettano una Terza e una Quarta Guerra Mondiale, e se sopravviveremo sarà solo per morire dolorosamente nella Quinta, per citare il caustico testo. Testo perfettamente cesellato su un inferno ritmico senza requie, almeno per i primi sette minuti; poi, sul finale, ci troviamo semplicemente sotto il fallout nucleare, ricoperti di cenere, mentre soffia il vento della Fine dei Giorni. Due anni dopo arriverà “Retaliation”, il successo commerciale (nei limiti dell’underground) e un sound molto più accattivante. Ma la leggenda di Pete Steele, o il più puro spirito dell’hardcore metal, sono assolutamente racchiusi qui.

TRACKLIST

  1. Predator
  2. Carnivore
  3. Male Supremacy
  4. Armageddon
  5. Legion Of Doom
  6. God Is Dead
  7. Thermonuclear Warrior
  8. World Wars III And IV
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