Cosa sarà mai venuto in mente a questi enigmatici ragazzi finlandesi per cambiare i connotati al black metal in maniera così radicale? Oppure non era affatto quello il loro intento: inseguendo tutt’altre aspirazioni musicali, sono finiti per puro caso a creare qualcosa spaventosamente simile al black metal? La risposta a questa domanda sicuramente la sanno solo loro, ma la proposta dei Cirlce Of Ouroborus è talmente spinta verso lidi di astrazione musicale a noi così incomprensibili che solo una elaborata operazione di ascolto – concentrazione – interpretazione – elaborazione ci ha permesso di discernere (forse) cosa compone cosa in questo particolarissimo album. Stiamo senz’altro parlando di “qualcosa” che ha un “qualcos’altro” di black metal, perchè c’è, ma non si capisce bene nè il primo elemento, nè il secondo. La descrizione, insomma, subisce lo stesso paradosso del prodotto stesso, e tende a diventare assurda e inesprimibile se si scelgono male le parole. “Eleven Fingers”, insomma, è black metal nelle atmosfere senza ombra di dubbio, ma è suonato senza chitarre, o almeno così pare. Al posto della sei corde ci si staglia davanti un tappeto “ritmico” di synth e tastiere, che mimano il lavoro depressivo e disperato tipico delle chitarre black metal, e ne ottengono anche lo stesso risultato, spianando la strada per uno dei lavori più malinconici e disperati che sentirete quest’anno, ma trasformando inevitabilmente l’album in un lavoro completamente a sè e diverso, strutturalmente più prossimo a certa prima dark-wave di fine anni Settanta o a un certo post-punk minimalistico di inizio anni Ottanta, che a una qualsiasi forma “metal”. Le voci fanno lo stesso giochetto: passano la maggior parte del tempo a interpretare un ipotetico Ian Curtis “pagano” e “malvagio”, per poi fugare ogni dubbio e lasciare il campo ad uno screaming secco, primitivo, urticante e soffocato dal feedback in pieno stile Vikernes ancora adolescente. Se gli Swans (di cui i nostri sembrano una sorta di costola revivalista) hanno contribuito a forgiare un certo immaginario post-metal e post-industrial, tramite l’estremizzazione e la crudele sfigurazione di certi elementi no/dark-wave e post-punk, i Circle Of Ouroborus sembrano aver ottenuto un risultato molto simile, violentando ad ogni livello la new age e varie altre forme di synth-rock e psichedelia spuria. Come nel caso dei grandiosi Midnight Odyssey, se un ipotetico incrocio tra Xasthur, Burzum, Dead Can Dance, Joy Division e Tangerine Dream vi incuriosisce, allora i Circle Of Ouroborus vi lasceranno piacevolmente sorpresi.
Informazioni Album
Durata: 00:41:40
Disponibile dal: 16/08/2011
Etichetta: Handmade Birds Records
Distributore:
Tracklist
1. The Prayer
2. Shadows Lead
3. Warpath
4. Staining The Paper To Create
5. Sigil Of Suns
6. Magenta Chambers
7. Soul To The Body