DANIEL MENCHE – Vilke

DANIEL MENCHE – Vilke

Ecco a voi il ritorno di uno dei maestri più affermati e pioneristici dell’electro noise americano. Fa piacere vedere che il nuovo lavoro di Daniel Menche sia stato stavolta preso in consegna da Aaron Turner e dalla sua nuova etichetta, la Sige Records: è l’ennesima conferma dell’inesauribile e vastissima passione per l’underground dell’ex Isis, nonché dell’enorme cultura musicale e apertura mentale che lo caratterizza. Il sodalizio Menche-Turner ci catapulta in un mondo distorto, vacuo, incolore, inodore, privo di vitalità e completamente morto. Il suono di Menche disegna paesaggi spettrali, ipnotici e crepuscolari un cui il dominatore assoluto è una ripetitività angosciante che ci dà quasi l’impressione che stiamo vagando in cerchio per una landa desolata e che, pensando di essere diretti da qualche parte (alla salvezza?), ci troviamo invece a ripassare sempre per lo stesso punto in un’escalation di angoscia e ansia incontrollabile. E’ forte in questo lavoro il richiamo a musicisti che hanno sempre fatto dell’ipnosi sonora e della ripetitività musicale il cardine del proprio sound. Parliamo di gente come Branca, Damien Rice e ovviamente i maestri indiscussi del nonsenso musicale più totale, ovvero gli Oneida (“Each One Treach One” docet) e i loro cugini Liars, benché in questa sede siamo ovviamente calati in ambienti che esulano abbondantemente da quelli più rock-oriented delle band citate. A questo va aggiunto il minutaggio del lavoro – quasi ottanta minuti totali con tracce che superano i venti minuti – per rendersi conto di quale oblio sonoro Menche abbia concepito. Seguendo i passi di Lustmord e Merzbow ovviamente, ma anche di artisti che si distaccano dall’electro-noise puro quali Matthew Bower, KK Null, Mikko Aspa, Prurient, Ian Dominick Fernow, Joe Preston (con il quale il Nostro ha collaborato più di una volta) e perfino i Sutekh Hexen, Menche è riuscito ad abbracciare mondi diversi e a materializzare una formula di noise sperimentale dai contorni altamente sfumati e ambigui in cui l’unico appiglio consistente è, in un paradosso agghiacciante, il precipitare senza appigli in uno straziante stato di stasi e sospensione percettivo-sensoriale. In questo lavoro singole note possono durare per dieci minuti, un singolo rintocco di synth può modularsi e trascinarsi per un quarto d’ora senza smettere mai di sanguinare contorsioni, ondulazioni e spasmi all’infinito. E se la forma vera e propria del lavoro è brutale, ovvero il contenitore immane rappresentato da minutaggi ridicoli, la sostanza non è da meno, materializzata tramite enormi ronzii e sciami di rumore affilati da migliaia di spigoli, lame e punte in grado di scavarci il cervello con una facilità immane e di abbattere ogni nostro appiglio percettivo nel giro di pochi minuti. Davvero un lavoro squassante che offre la possibilità di dare una sbirciata ad uno scorcio musicale interessantissimo e completamente fuori dal comune, e di fare un tuffo in una mentalità musical, compositiva ed espressiva di rarissima fattura e pensata davvero per pochissimi intimi.



Informazioni Album

Durata: 01:21:01

Disponibile dal: 14/05/2013

Etichetta: Sige Records

Distributore:

Tracklist

1. Vilke Part 1

2. Vilke Part 2

3. Vilke Part 3

4. Vilke Part 4


Link

Consulta l'archivio per: DANIEL MENCHE

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.