DEVIN TOWNSEND – Addicted

Pubblicato il 15/12/2009 da
voto
8.0
  • Band: DEVIN TOWNSEND
  • Durata: 00:46:44
  • Disponibile dal: 16/11/2009
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: EMI

Che energia! Provate ad ascoltare “Addicted”, il nuovo lavoro del Devin Townsend Project, e capirete di che cosa stiamo parlando. Secondo lavoro di una sorta di progetto-quadrilogia, con il quale il buon Devin si affranca dai tanti stress lavorativi subiti nel recente passato, in particolar modo dalla parentesi Strapping Young Lad, visti dallo stesso ormai come un semplice lavoro obbligato e non più come un divertimento. Dopo il complesso e a tratti indecifrabile “Ki”, il musicista canadese ci delizia con un lavoro che lo riporta di diritto tra i migliori artisti del metal (e non), dimostrando come tutte le cose si possano sistemare con po’ di riposo e di riflessione. Metal melodico, niente di più semplice. Un calderone in cui Devin ha mescolato tutta la sua storia musicale (“Physicist”, “Infinity”, “Accelerated Evolution” su tutti), tirando le somme, e confezionando dieci pezzi uno più bello dell’altro. Che questo lavoro sia un gradino sopra il suo predecessore risulta chiaro fin dall’apertura, quella title-track che già da un po’ riecheggia nelle orecchie del sottoscritto (insieme alla grandiosa “Bend It Like Bender!”). Un mid-tempo graziato dalla grandiosa voce di Townsend, imbastardito da uno stortissimo assolo, e reso imponente dal classico wall of sound di cui il Nostro è maestro. Ottimi gli insierti elettronici, mai urlati, che trovano compimento nella successiva, apocalittica, “Universe In A Ball!”. Quest’uomo è proprio tornato in forma smagliante, non c’è che dire! Arrivamo alla succitata “Bend It Like Bender!”, potenziale singolo scala-chart, dove fa il suo ingresso la bellissima voce della comprimaria Anneke Van Giersbergen (ex-The Gathering, Agua De Annique) che come un usignolo intona delle melodie semplici e ficcanti, che diventeranno ben presto dei classici impossibili da dimenticare. Bastano due ascolti per capire ciò ed innamorarsi dell’album. Una piccola citazione in “Supercrush” nei confronti del passato recente della cantante, che ammalia nelle strofe introducendo la performance enfatica di Townsend nel ritornello: poesia pura. “Hyperdrive!” riprende con successo le linee guida di “Bender”, con qualche riff in più. Siamo a metà album, e l’eccitazione è già a livelli altissimi; giungiamo così a “Resolve!”, qualitativamente leggermente al di sotto della media, pur rappresentando una sorta di schizofrenico mix tra le melodie chitarristiche degli Spastic Ink e la musicalità dei Lacuna Coil, il tutto condito con un po’ di Strapping Young Lad. Un salto nel rock alternativo in occasione della sensuale “Ih-Ah!”, dove le chitarre distorte lasciano spazio ad un mellifluo suono di pianoforte e chitarre acustiche, che accompagnano un Devin più riflessivo che mai. I ritmi si fanno più incalzanti in “The Way Home!”, dove si recuperano alcune idee da “Ki”, in un climax crescente che funge da apripista per le due perle poste in chiusura: “Numbered!” e “Awake!!”, la prima molto profonda e a tratti depressiva (non deprimente) grazie ad Anneke, la seconda più genuinamente violenta, molto vicina a quanto proposto dagli Strapping Young Lad, specialmente nelle strofe, in cui Devin si ritrova a fare il ‘cattivone di turno’. Ma come, già finito? Noi ne vogliamo ancora! Abbiamo appena scoperto che il Devin Townsend Project ha ancora così tante ottime cose da comunicare, abbiamo avuto modo di conoscere una nuova fantastica coppia artistica (Townsend + Van Giersbergen = love for our ears), e già ci ritroviamo a dover premere di nuovo il tasto per riprendere l’ascolto. Aspettando il prossimo lavoro, ci limiteremo a consumare il presente CD.

TRACKLIST

  1. Addicted!
  2. Universe In A Ball!
  3. Bend It Like Bender!
  4. Supercrush!
  5. Hyperdrive!
  6. Resolve!
  7. Ih-Ah!
  8. The Way Home!
  9. Numbered!
  10. Awake!!
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