DEVIN TOWNSEND – Ki

Pubblicato il 13/06/2009 da
voto
7.0
  • Band: DEVIN TOWNSEND
  • Durata: 01:06:51
  • Disponibile dal: 25/05/2009
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

La notizia principale che accompagna la promozione della nuova opera del genialoide canadese Devin Townsend, secondo il nostro modesto parere, è che il buon Hevy Devy è reduce da un periodo di totale disintossicazione: basta droghe, basta alcool, basta dipendenze di qualsiasi tipo; per un certo periodo sembrava anche basta musica, ricordate? Fondamentale saperlo, già, perché come Sansone con la sua chioma, pare proprio che Devin abbia perso un bel po’ della sua Illuminazione attraverso la ripulita che si è dato. E quindi diciamolo subito: “Ki” – prima di una serie di quattro uscite sotto il monicker Devin Townsend Project (noi, per uniformare i suoi lavori solisti, proseguiamo con il semplice Devin Townsend) – non è all’altezza dell’istrionica fama del ragazzo in questione; fa specie scriverlo, ma questo disco, dopo una buona/ottima sequenza iniziale di pezzi, si deprime su se stesso e sfuma in una noia tanto leggera musicalmente quanto pesante in veste di effetto collaterale. Le mire del DTP prevedono che ognuno dei quattro dischi in essere venga registrato da session sempre diversi, che vadano ad assecondare l’umore ed il songwriting di Townsend: per questo primo giro, abbiamo il piacere di ascoltare Duris Maxwell, batterista 62enne che ha suonato con Heart, Jefferson Airplane e pure Jimi Hendrix, Jean Savoie, bassista di una coverband dei Beatles che fino all’altro giorno girava il mondo su navi da crociera, ed il fido Dave Young alle keyboards e all’elettronica; ottimi elementi senza ombra di dubbio, che ben si accompagnano alla verve blues, jazz, ambient e prog-rock che contraddistingue “Ki”, un lavoro poco metallico e molto soft, forse davvero troppo. Devin arriva a dichiarare che a volte the whisper is louder than the roar (il sussurro è più rumoroso del ruggito), ma ci viene difficile constatare come questo motto possa calzare a pennello qua dentro. Attenzione, però, non fraintendeteci: la classe del canadese rimane del tutto invariata e “Ki” dimostra ancora una volta quanto l’infinita creatività di Devin riesca a dare vita a suggestioni oniriche quanto mai vivide e penetranti (“Terminal”, “Lady Helen”), per poi magari caoticizzare il tutto attraverso cacofonie vocali (“Heaven Send”) e cadenze blueseggianti coinvolgenti ("Gato" e la spettacolare “Disruptr”), fino a giungere alla pazzesca miscela di prog e rock anni ’50 che è “Trainfire”. Insomma, avrete capito che, rispetto a ciò cui siamo abituati al cospetto di simil geniaccio, tale raccolta di canzoni lascia un po’ di amaro in bocca, ma, tirando bene le somme, non si può neanche negare un sette pieno al coraggio e all’inventiva che sempre e comunque permeano le attività di questo grande uomo di musica. Già curiosi di sentire dove andranno a parare i dischi successivi della serie, per ora accontentiamoci di un angelo castrato delle ali

TRACKLIST

  1. A Monday
  2. Coast
  3. Disruptr
  4. Gato
  5. Terminal
  6. Heaven Send
  7. Ain’t Never Gonna Win…
  8. Winter
  9. Trainfire
  10. Lady Helen
  11. Ki
  12. Quiet Riot
  13. Demon League
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