DISSECTION – Storm Of The Light’s Bane

DISSECTION – Storm Of The Light’s Bane

A metà degli anni ’90 Norvegia e Svezia facevano a gara nello sfornare album di black metal. Lo standard qualitativo era altissimo e quella generazione di musicisti non era conscia del fatto di stare scrivendo, disco dopo disco, pagine della storia del metal. I Dissection, progetto che da sempre si è identificato con il genio musicale di Jon Nödtveidt, avevano già debuttato con “The Somberlain”, mostrando che si poteva suonare in maniera melodica senza perdere un briciolo di oscurità, vigore e dannazione nel proprio suono. Ma è con “Storm Of The Light’s Bane” che il gruppo raggiunge il proprio zenit musicale. La produzione del disco è un netto salto di qualità, una delle migliori dell’epoca, che raffina e contorna in maniera migliore i sentieri chitarristici delle canzoni, definendo meglio gli schemi del drumming e missando perfettamente i lamenti rabbiosi di Nödtveidt. I due minuti scarsi di “At The Fathomless Depths” passano direttamente alla storia come un’introduzione gelida, fredda, che permea chiusura, usando solo la chitarra elettrica con l’aggiunta di percussioni in lontananza, percussioni che hanno il sapore di una chiamata alla battaglia. Dopo ciò, la rabbia di una generazione che cresce al freddo, inseguendo l’ombra e odiando i credo prestabiliti, trova forma in “Night’s Blood”, una delle canzoni più belle di sempre del genere. La furia del brano si basa su una struttura ritmica molto dinamica che corre e rallenta, si allunga e si accorcia, mentre le chitarre assecondano il tutto con riff veloci e taglienti quando serve e melodia rallentata quando c’è da creare atmosfera, il tutto con un tono che altro non produce se non una sensazione gelida. “Unhallowed” è black metal duro e crudo, dove si inseguono le alte velocità tipiche dell’epoca, ma con una raffinatezza chitarristica che è solo frutto di armonie ricercate. I lamenti melodici e la debordante sequenza chitarristica finale dimostrano le due sfaccettature del gruppo all’interno dello stesso brano: armonia e durezza. Quel che ad altri complessi non è concesso, ovvero abusare di melodia e di suoni puliti – specie quando ancora è in corsa la ricerca al suono più ‘true’, grezzo e diretto – è lecito a Nödtveidt e compagni. “Where Dead Angels Lie”, brano lento dall’inizio alla fine, è un capolavoro di testi, musiche, arrangiamenti e liriche in cui sussurri, sospiri, narrazione dura e cruda e un riff di chitarra assurgono a litania nel continuo ripetersi, concedendo spazio anche all’acustico; il tutto per un’atmosfera fiabesca, guerreggiante, tipica di una storia di una landa desolata. La coltre di oscurità musicata dai Dissection esagera nella seconda parte del disco quando i brani, i più duri e diretti dell’album, assomigliano più alle composizioni di “The Somberlain”, ma in versione matura e quindi migliore. Incredibile come le canzoni non sbaglino un riff, inseguendo la batteria nelle sue mutevoli espressioni. E quindi la title-track, dal break centrale molto epico, e poi “Thorns of Crimson Death”, uno dei cavalli di battaglia dal vivo, otto minuti di pura maestria; e “Soulreaper”, black metal a tutta velocità. Qualche nota di pianoforte chiude un lavoro epocale. Le note vicende del leader porteranno alla stasi del gruppo, salvo poi tornare anni dopo quando Jon Nödtveidt manifesterà ancora il suo genio musicale usando il marchio Dissection, ma non nelle forme per i quali i più lo amavano. Fu l’ultima volta prima di uccidersi: ma il suo testamento musicale era già stato scritto con “Storm Of The Light’s Bane”.



Informazioni Album

Durata: 00:43:02

Disponibile dal: 17/11/1995

Etichetta: Nuclear Blast

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. At The Fathomless Depths

2. Night's Blood

3. Unhallowed

4. Where Dead Angels Lie

5. Retribution - Storm Of The Light's Bane

6. Thorns Of Crimson Death

7. Soulreaper

8. No Dreams Breed In Breathless Sleep


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  • simothrasher

    uno dei pochi dischi black metal che apprezzo

  • nicolas

    leggere qst recensione ed andare a riascoltare per l’ennesima volta qst capolavoro..pensare alla fine prematura di un grande artista e giovane ragazzo cm Jon mi mette una tristezza assurda nel cuore…ci manchi Jon..tu e la tua musica…R.I.P.

  • Llyr McFaol

    Concordo anch’io uno dei pochi album Black che vale

  • ThunderKiss91

    Capolavoro del Black. Peccato della mancanza di cervello di Jon.

  • jonvarg

    Senza dubbio nella top 5 dei migliori album metal di quella decade.

  • soccol

    non dare 10 a questo disco è un insulto al disco stesso!

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1667466487 Fabio Human Improvement Proces

    10/10 e stop

  • magnum.88

    porco cazzo che album…..inferiore solo a at the hearh of winter degli immortal….se vi fanno un prelievo dopo aver ascoltato questo album, uscirà praticamente una granita di sangue….. 10/10

  • davidgilmour

    non sono un grande appasionato di black metal ma ci sono alcuni album nel genere che sono dei veri e propri capolavori, uno di questi e proprio

    Storm Of The Light’s Bane. Unhallowed! mi fermo qui..

  • devil

    Un capolavoro assoluto nella storia del Metal !!

  • devil

    Questo assoluto capolavoro inferiore ad un merdosissimo album firmato Immortal?????!!! Ma non dire cazzate per favore!! Gli Immortal non sanno suonare! Per non dire di peggio! Hai sicuramente sbagliato a scrivere!

  • SeventhSonOfTheBeast

    Gli Immortal non sanno suonare??? Che stronzata colossale…gli Immortal hanno oggettivamente fatto dei capolavori, se a te non piacciono è un altro conto! E di tecnica ne hanno eccome!

  • DiscipleOfTheWatch

    Equilibrio perfetto tra ferocia e melodia… Capolavoro del black-death, dirlo è quasi banale.
    A spell was cast, and the sky turned red…

  • Dardomenorrea

    Si ma cazzo questo non e blash meral è brit pop coi controcazzi alla crocodil dandy

  • Dardomenorrea

    E poi questo disco è un insulto al disco stesso

  • MorbidAngel19

    10 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!