EMMURE – Slave To The Game

Pubblicato il 01/05/2012 da
voto
7.5
  • Band: EMMURE
  • Durata: 00.31.52
  • Disponibile dal: 10/04/2012
  • Etichetta: Victory Records
  • Distributore: Venus

Dopo esser piombati sulla scena ed essere cresciuti sino a diventare una delle priorità principali di Victory Records, gli Emmure non tolgono il piede dall’acceleratore, per girare il più possibile senza guardarsi indietro, crescere, monetizzare, vivere il sogno. Non a caso, contiamo il loro quinto disco in sei anni, una prolificità assurda che non presupporrebbe l’evoluzione sonora che effettivamente avviene, lenta ma costante, album dopo album. “Slave To The Game” si riferisce al loro staus di ‘players’, doppio senso tra rubacuori da marciapiede e hardcore gamers: chiedetelo alle followers di Frankie Palmieri e Jesse Ketive, novelli sex symbol da Twitter, oltre ad anima e mente del gruppo. Già dalla tracklist emerge liricamente la gimmick vincente dello stallone di rime Palmieri, devoto videogiocatore sotto la stella di Capcom e divoratore di fumetti Marvel. Ogni titolo (oltre ai tatuaggi che stanno invadendo il suo corpo) presenta una citazione ad uno dei due universi, con l’ovvia predilezione per l’immortale saga di “Street Fighter”. Musicalmente, “Slave To The Game””è l’evoluzione del precedente “Speakers Of The Dead” e presenta un inasprimento estremo delle vocals, contraddistinte da un growl persistente spezzato solo dal parlato di Palmieri, che fa il verso all’idolo Fred Durst senza copiarlo, giocando su frasi ad effetto, ripetizioni e alternanza clean/growl. Ketive sale però sugli scudi estremizzando le già folli compressioni e distorsioni tipiche degli Emmure, in un gioco di ignoranza fatto di tablature in codice binario, ribassamenti insostenibili e dinamiche incalzanti. Gli fa gioco il nuovo entrato Mark Castillo, che prende la tecnica dei Between The Buried And Me e la forza nell’urgenza e nell’impatto che erano caratteristica vincente dei Bury Your Dead… un vero asso nella manica che contribuisce alla crescita e all’arricchimento di questo muro sonoro irreale, deforme sino all’iperbole fumettistica. Quel che è meglio è che viene amplificata anche l’altra componente fondamentale dei thugs dal Queens, ovvero quel sapore nu-metal che affiora praticamente in ogni traccia nelle sperimentazioni chitarristiche, nei fischi, negli arpeggi sinistri ed effettati, facendo rivivere i dialoghi tra Head e Munky in un contesto deathcore attualissimo. Il loro limite è il personaggio che incarnano, allo stesso tempo invischiato fino al collo e leader incontrastato del clichè, polarizzando le impressioni di pubblico e addetti ai lavori. Follow the leaders.

TRACKLIST

  1. Insert Coin
  2. Protoman
  3. She Gave Her Heart to Deadpool
  4. I Am Onslaught
  5. Bison Diaries
  6. Poltergeist
  7. Cross Over Attack
  8. Umar Dumps Dormammu
  9. Blackheart Reigns
  10. MDMA
  11. War Begins With You
  12. A.I.
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