EMPTINESS – Error

EMPTINESS – Error

Signore e signori inchinatevi di fronte alla opprimente grandezza di questo album death metal mostruoso e futuristico. Non ci troviamo solo davanti ad un lavoro extreme metal strabiliante per tutta una serie di motivi che a breve vi spiegheremo, ma siamo soprattuto di fronte ad una piccola rivoluzione, ad un ridifenimento di tutto un corollario di regole e logiche deal black-death una volta del tutto sensate e pertinenti, che oggi i belgi Emptiness ci hanno d’un tratto svelato come fallate e contingenti, e che hanno spazzato via con giusto due riff di chitarra. Questa band ci ha chiaramente fatto capire che si poteva, e si doveva far di meglio, che si poteva andare oltre, e loro lo hanno fatto. Il primo concetto da chiarire su questo stravolgente terzo album (inquantificabile il gap con i primi due, qualitativamente lontantissimi lavori) della band belga è che questi quattro folli hanno pensato l’impensabile e realizzato l’irrealizzabile: hanno fuso il death metal e il black metal con il noise rock. Qualcuno prima di loro si era spinto a tanto? No, ecco fatto, la prima novità allucinante introdotta dal quartetto belga è presto svelata. Si parte dall’irrinunciabile sound del conterraneo death metal beneluxiano, ovvero quello marcio ma rigonfio di fierezza e magniloquenza degli Asphix e dei Gorefest. La linealogia è dunque quella di un death metal cadenzato e opprimente ma molto groovy, e non quella del death più tecnico, tagliente e caotico delle scuole scandinave e americane. Già per questa riproposizione di una grande scuola del death metal ormai purtroppo quasi completamente caduta in disgrazia e dimenticata, questi quattro pazzi meritano un rispetto infinito, poichè ne hanno sapientemente riproposto la più pura essenza, riattualizzandola e non semplicemente riciclandola. Il secondo ingrediente che va a forgiare il sound stupefacente e inaudito dei Nostri è l’uso esaltante che viene fatto del (post) crust inglese, lo stesso che ha dato i natali ai Napalm Death prima e ai Godflesh (“Dissolution”) e ai Fudge Tunnel (“Not Enough”) poi. Soprattutto queste ultime due band sembrano aver apportato un contributo non indifferente alla materializzazione del suono surreale dei Nostri, i Godflesh in particolare. Il suono di chitarra tutto Fender e ribassatissimo degli Emptiness fa venire in mente immediatamente “Streatcleaner” e la sua magniloquente cacofonia di chitarroni giganteschi avvolti in una nube di dissonanze e ronzii di ogni sorta (“No Earth”). Ma la verità nuda e cruda che questo lavoro impone alle nostre orecchie è che si potrebbe dissezionare il sound di questa band all’infinito e addentrarsi nei suoi labirintici meandri sonici senza mai venirne a capo, tanto sembrano essere variegate, minuziose e particolari le influenze e la miriade sterminata di spunti dal quale la band attinge per creare il suo immondo muro di rumore. Non passa molto prima che ci accorgiamo che i Nostri sono andati veramente oltre e che hanno cominciato a smisticare con il noise rock e ad avvolgere il loro intero impianto sonoro in un ronzio raccappricciante. Incredibile ma vero. Basta ascoltare l’altissima ingegneria sonica di “It And I” e “Deafer” per rendersi conto che ci si sentono dentro i Big Black, quanto i Killing Joke  e i Die Kreuzen o i Butthole Surfers , e successivamente si va addirittura oltre fino ad arrivare agli Skullflower di “IIIrd Gatekeeper” (“Nothing”), ai Grey Daturas e ai Subaranchnoid Space (“Low”). Tutto questo surreale e impossibile sfarzo di generi, influenze e rimandi diversi viene poi amalgamato e nitidizzato dagli Emptiness in maniera stupefacente, e sembra essere il frutto di un distillato perfetto in cui la materia prima è accennata con furbizia estrema ma mai riproposta integralmente, e il risultato finale appare dunque come un prodotto tutto nuovo, indipendente e completamente sui generis. Il groove dilaniante e apocalittico della  title-track per esempio, evoca scenari inimmaginabili e nefasti: gli Amebix e i primi Morbid Angel fusi insieme in un nuovo e  innominabile abominio metallico. Anche l’assolo di chitarra finale fa drizzare i peli sul collo per quanto è glaciale, sofisticato e chirurgico, e fa venire una gran nostalgia di Trey Azagthoth nei suoi deliri di gioventù. E in fine la colla usata dalla band per compiere questa pazzesca alchimia è il black metal, che i Nostri usano in dosi massiccie in tutto il disco senza però svelarne mai in maniera ovvia il peso che a questo viene attribuito. In questo gli Emptiness raggiungono le sfasatissime vette di follia dei Portal, altra band nella  quale ogni confine musicale sembra sfocato e trasposto ad un livello tutto nuovo, rivitalizzato in una nuova logica ed estetica estrema inaudita e inclassificabile. Nominate un disco in cui l’ambiguità sonora viene sfruttata da una band come punto di forza invece che esserne compromesso come una debolezza. Non esiste, e questo non fa che rendere gli Emptiness ancora più strabilianti. Si potrebbe andare avanti per ore a tentare di “catturare” con le parole il sound e lo stile inaudito di questa band, ma la cruda realtà è che questi quattro pazzi sono andati troppo oltre per lasciarci degli appigli descrittivi. Sappiate soltanto che “Error” è uno dei dischi death metal dal suono più originale e folle mai sentiti, che il songwriting e la creatività di cui dispone lasciano assolutamente basiti e che l’intero album è dotato di una profondità e di un intelletto inenumerabile che lo rende un lavoro profondamente epico e immersivo. Disco praticamente già candidato ad essere il miglior album death metal del 2012.



Informazioni Album

Durata: 00:38:34

Disponibile dal: 22/05/2012

Etichetta: Dark Descent

Distributore:

Tracklist

1. Deafer

2. Error

3. It and I

4. Worst

5. Dissolution

6. Not Enough

7. Low

8. Nothing

9. No Earth


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  • http://www.facebook.com/edoardo.delprincipe Edoardo del Principe

    Ammetto di averlo sentito distrattamente e non mi era sembrato un capolavoro, ripasso e giudico! Complimenti per la mastodontica recensione

  • nensha78

    io mi son sempre chiesto….. ma 10 lo date mai? cioè che cazzo deve fare uno per avere 10?

  • SeventhSonOfTheBeast

    Mi pare di averlo letto un 10 una volta…se non sbaglio era un album appartenente alla rubrica “I Bellissimi”…

  • andrea

    A sentire due pezzi su youtube non mi sembra il nuovo Sgt. Pepper’s del metal di cui all’ottima recensione, ma vedremo.

  • http://www.facebook.com/filippocaino.apostata Filippo Caino Apostata

    dopo un paio di ascolti sinceramente l’ho un po’ ridimensionato rispetto alle attese, e per ora gradisco di più oblivion. ma forse devo ancora capire bene che cosa suonano.

  • Fraffo

    kyuss- blues for the red sun , at the gates – slaughter of the soul, entombed – left hand path e credo altri

  • http://www.facebook.com/edoardo.delprincipe Edoardo del Principe

    Dopo un paio di ascolti attenti posso dire che è un’ottimo lavoro con un sound personale e diverse canzoni super ma non è costante nella tracklist, a volte ci sono proprio dei vuoti che affiancano l’ascolto

  • Pao Lino

    futuristico?? folle??? bha

  • claudio.luciani

    Per dare 10 bisogna che venga fuori un capolavoro che resista all’usura del tempo: poiché questo non si può sapere prima che siano trascorsi (un bel po’) anni dall’uscita di un album, 10 non lo vedrete mai in una recensione di album che non siano tra i “Bellissimi”. E’ una questione di serietà: non siamo così presuntuosi da reputare “storico” un disco appena uscito.

  • claudio.luciani

    Mattia, spacchi sempre :)

  • Fantocci

    E’ proprio vero che i gusti son gusti … Questo “Error” già dal nome dovrebbe far capire qualcosa :-)
    Lavoro penoso come pochi, monocorde, originalità ZERO, voce limitata, suono orribile … Devo aggiungere altro? In ogni canzone ci si aspetta almeno un “lampo”, ma niente di niente, noia totale. Sembra un demo di un gruppo che suona da 1 annetto…

  • actionman

    dove lo scarico?

  • ieoooh

    bah.

  • Lykatheo

    “Qualcuno prima di loro si era spinto a tanto? No”. No? Gli Ulcerate scusate dove li mettiamo? Di molto superiori a questi Emptiness, secondo me… ripeto, secondo me.

  • HSB

    ragazzi questo disco è fenomenale…. fidatevi di Mattia. Ottima recensione