ENDON – Mama

Pubblicato il 17/11/2015 da
voto
8.5
  • Band: ENDON
  • Durata: 00:42:10
  • Disponibile dal: 07/08/2015
  • Etichetta: Daymare Recordings
  • Distributore:

Si sono aperti nuovi squarci dell’inconoscibile sulle nostri teneri carni e materializzate nuove terrificanti visioni dell’impensabile nelle nostre menti grazie al surreale e catastrofico debutto dei giapponesi Endon. “Impensabile” è il termine che più facilmente ci trapassa la mente nell’ascoltare questo orrore in forma auditiva: “Mama”, questo il titolo del debutto della giovanissima formazione di assassini sonori di Tokyo, ci perfora il cervello come fosse uno strumento di tortura psicologica uscita da un film dell’orrore, o come fosse una sorta di incubo “a orecchie aperte”. “Mama” è un opera estemporanea e alienante che assale l’ascoltatore con un armamentario sonoro alieno e inaudito, la cui esistenza sembra il frutto di calvari impossibili che invece sono tutto, fuorché opera della fantasia… Quella degli Endon è un’opera sadica e perversa; un supplizio senza fine che violenta i sensi e sbrana la percezione con una terrificante ondata di violenza. Anche solo immaginare orrori simili, anche per pura fantasia, sarebbe stato impossibile. Ecco dunque svelato l’innominabile potere di questa band: ha fatto sì che realtà superasse la fantasia, scaraventando l’ascoltatore in un universo parallelo di sadismo uditivo così insensato e crudele che si stenta anche a credere che ciò che abbiano concepito possa essere frutto della realtà. Che il Giappone sia da sempre la patria delle avanguardie noise più esagerate e delle perversioni musicali più inconcepibili, quella è cosa nota. Ma gente come Merzbow, Friendship, KK Null, Incapacitants, Hanatrash, Ruins e Crack Fierce, in confronto a questi Endon, non solo sembrano nulla più che una passeggiata in un parco durante un tiepido pomeriggio primaverile, ma sembrano anche il ricordo lontano di un mondo in cui, in tempi andati, era rimasto un briciolo di umanità e pietà e che il collettivo noise-metal di Tokyo ha deciso di annichilire e annientare in quarantadue minuti di atrocità che non hanno nulla di questo mondo. Ciò che si cela invece dietro alle visioni scarnificanti degli Endon è qualcosa che ridicolizza per sino l’estremo stesso come noi tutti lo avevamo concepito sino ad oggi, è qualcosa che scava in profondità dentro di noi aprendoci ferite nella percezione talmente profonde da essere destinate a non rimarginarsi mai, e a suppurare in eterno in un’inguaribile stupefazione, perennemente lì a sanguinare, a colare eterno stupore e a ricordarci quale sonorissima lezione abbiamo imparato imbattendoci nella musica di questi psicopatici dissacratori di qualunque equilibrio mentale, e a quale novità e inaudita follia ci siamo esposti per la prima volta. Allora, partiamo dai sopra citati capisaldi del Japanoise (Merzbow, ecc. ecc.): ci sono tutti ovviamente, ma vengono poi esasperati in un’escalation di sadismo che sembra non trovare mai fine, eternamente sbattuti e rimbalzati avanti e indietro da un campo di forza invisibile fatto di eterna e onnipotente violenza, di caos insensato a sua volta eretto su tre cardini stilistici di totale, abominevole e inumana devastazione sonora, ovvero grind, noise e black metal, tutti e tre centrifugati a livelli di estremismo praticamente fantascientifici. Siamo letteralmente al limite massimo del credibile, sembra di stare nell’anno Settantamila e qualcosa dell’estremo, come se stessimo assistendo alla versione extreme metal di “Dune”. Si gira la boa – ovviamente – dei  padri putativi della rock deviato giapponese – gli immancabili G.I.S.M. – e si fa un’ultima sosta a raccogliere dosi invereconde di brutalità noisegrind da gente come Noism (non i Noisem, per piacere…), prima di gettarsi a capofitto tra le braccia aperte e sature di veleno di gente come Deathspell Omega, Knelt Rote, Column of Heaven, Deathroes, Sutekh Hexen e oltre. Avete capito – il grindcore più efferato seviziato dal black metal più contorto e surreale, brutalizzato infine da inenarrabili stupri e violenze harsh noise e power electronics. Nessun disco ha mai vomitato fuori la parola “futuro” con fare così rude e sprezzante come “Mama” dei giapponesi Endon. Questo non è un disco che si ama o si odia, né che si ascolta normalmente o si fruisce come altro prodotto musicale esistito sin’ora. Più della “musica” contenuta nel disco, o dei suoi suoni, qui si fruisce violenza confezionata in un formato inedito, si assorbe tortura, si subisce sadismo tramite le orecchie… si assume odio tramite i dotti auricolari, con i nostri timpani come unico organo percettivo capace di mostrarci un’evidenza cui altrimenti nessuno crederebbe mai.

TRACKLIST

  1. Etude For Lynching By Family
  2. Parricide Agent Service
  3. Acme Apathy Amok
  4. Pray For Me
  5. WIWTWM
  6. Just Like Everybody
78 commenti
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