EREB ALTOR – Blot Ilt Taut

Pubblicato il 17/03/2016 da
voto
4.0
  • Band: EREB ALTOR
  • Durata: 00:45:47
  • Disponibile dal: 26/02/2016
  • Etichetta: Cyclone Empire
  • Distributore: Audioglobe

I Bathory sono stati una band seminale come poche altre nel metal estremo. Hanno, se non fondato, di certo stabilito i canoni di ben due generi: black metal (dagli esordi fino ad “Under The Sign Of The Black Mark”) e viking metal (con la transizione tra i due generi di “Blood Fire Death” e poi “Hammerheart” e “Twilight Of The Gods”, riprendendo il filone con i due “Nodrland”). Pezzi come “A Fine Day To Die”, “Song To Hall Up High”, “The Return Of Darkness And Evil” o “Woman Of Dark Desire” rappresentano momenti di culmine di questo genere e sono delle vere proprie gemme fatte di rabbia, epicità, tristezza ed oscurità, qualcosa che – in qualche modo – era lo specchio della personalità di Ace Börje Forsberg. Ma Quorthon non era solo questo: era un artista in continua evoluzione, un uomo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da sperimentare, così ecco l’epic/power di “Blood On Ice”, il death di “Requiem” e “Octagon”, ed il mix di tutti questi generi che troviamo nel bistrattato “Destroyer Of Worlds”. Per non parlare del materiale venato di indie e grunge presente nei due album solisti “Album” e “Purity Of Essence”. Vi state chiedendo perché stiamo scrivendo dei Bathory e non degli Ereb Altor? Forse ci sarete già arrivati, ma andiamo con ordine. Un musicista come Quorthon, che ha saputo cambiare così tanto nella sua carriera, ottenendo lo status di leggenda ed ispirazione per moltissimi, ma andando sempre per la sua strada anche a rischio di causare l’ira dei suoi fan, un musicista del genere, dicevamo, cosa avrebbe pensato delle band che riciclano e ricopiano un cliché preconfezionato? Probabilmente nulla, avrebbe semplicemente ignorato la cosa. Forse proprio per la natura così variegata della musica dei Bathory, per i differenti approcci che solo l’evoluzione di un musicista inquieto può creare, non ci sono molti gruppi che “osano” ricalcare in modo palese e ostentato la traccia lasciata dal “maestro”. Certo, ci sono eccome band che riprendono soprattutto il periodo viking e, su tutte, proprio gli Ereb Altor sono quelli che ne hanno fatto una professione. I risultati dei quattro di Gävle sono sempre stati buoni, magari dedicati per lo più ai nostalgici di una band che non esiste più, probabilmente divisi tra un sincero amore per i Bathory e la malizia di riproporre un genere che può far breccia nel cuore delle giovani leve. Non sta certo a noi giudicare.  Non sta a noi… fino ad oggi. Perché se prima si poteva imputare agli Ereb Altor una certa mancanza di personalità, oggi Mats, Ragnar e compagni hanno compiuto il passo in più: perché faticare a cercare di riscrivere pezzi dei Bathory quando possiamo tranquillamente risuonarli? Ecco quindi “Blot Ilt Taut” (indovinate? “Blood Fire Death” in svedese). Vi chiediamo scusa se abbiamo rubato un po’ del vostro tempo, perché la recensione poteva essere molto più breve (il nuovo disco degli Ereb Altor è composto sette cover dei Bathory, con una reinterpetazione leggera e peggiorativa) e ci perdonerete se ci lasciamo trasportare dall’intransigenza, ma questo disco sa tanto di presa in giro. Peggio: quando si tocca una canzone come “Song To Hall Up High” bisognerebbe sentirla, profondere la stessa sofferenza presente nell’originale, non ripulire il sound e bearsi di una produzione più moderna di trent’anni. Cercate un disco di una band che non avete mai ascoltato, spenderete meglio i vostri soldi, oppure date una possibilità a qualche disco dei Bathory che non vi è piaciuto. Ancora: completate la loro discografia o comprate una ristampa in vinile. Piuttosto bevetevi un paio di birra o tenetevi i vostri sudati risparmi in tasca. Ci preme solo consigliarvi di non sprecare tempo e denaro con questo disco.

TRACKLIST

  1. A Fine Day To Die
  2. Song To Hall Up High
  3. Home Of Once Brave
  4. The Return Of Darkness And Evil
  5. Woman Of Dark Desires
  6. Twilight Of The Gods
  7. Blood Fire Death
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