FALLUJAH – The Flesh Prevails

FALLUJAH – The Flesh Prevails

Terza prova su Unique Leader per il quintetto californiano, che con il nuovo “The Flesh Prevails” fortunatamente riprende l’interessante discorso avviato con l’EP “Nomadic”, cercando di mescolare una sensibilità melodica ambient/progressive con un substrato ritmico di marca death metal. Due scenari completamente diversi, due sollecitazioni opposte… aspirazioni cinematografiche, vere e proprie arie celestiali e la severità e il tecnicismo di certo metal estremo che trovano sintesi nelle musiche del gruppo statunitense. “Nomadic” è stato appunto il primo tentativo da parte dei Fallujah di forgiare questo suono più arioso ed emotivo e “The Flesh Prevails” ne è a tutti gli effetti il logico successore: le intelaiature dei pezzi sono state levigate e lo stile approfondito ulteriormente. Il disco, con il suo andirivieni di incursioni rapidissime e note angeliche, ha a tratti la forza ipnotica della risacca e ci trasporta in panorami di intima meditazione. Il growling di Alex Hofmann o i blast-beat a cui le ritmiche spesso ricorrono richiamano chiaramente il mondo death metal, ma il vero fulcro della proposta, ovvero i sinuosi intrecci di chitarra e il sempre più intraprendente lavoro di synth, non potrebbero evocare atmosfere più distanti da quelle tipicamente extreme metal. In numerosi brani il sound propende senza grandi indugi per il versante melodico delle influenze dei ragazzi: sonorità squisitamente eteree che si accendono già a partire dall’opener “Starlit Path”, anche se è con il singolo “Sapphire” che l’album esplode veramente, in un tripudio di percussioni impazzite, la sensualità di una notte stellata e motivi chitarristici ora sereni, ora malinconici, che si intrecciano e si rincorrono in tortuose fughe, come se The Faceless e Origin provassero a fare il verso ai Deafheaven. Ci piacerebbe che i Fallujah mettessero questo cuore anche nella forma dei loro dischi, i quali si avvalgono sempre di produzioni sin troppo fredde e digitali, lontane appunto dal sentimento che invece emerge con forza dalle loro note. Vi è troppa rigidità, troppa perfezione nella struttura base di “The Flesh Prevails”: il disco così è senza dubbio valido, ma un tocco più umano nelle performance strumentali e nei suoni avrebbe fatto guadagnare al tutto diversi punti in più. In ogni caso, il fascino dei contenuti di questa nuova opera è davanti a tutti: manca poco affinchè la band raggiunga la completa maturità.



Informazioni Album

Durata: 00:41:32

Disponibile dal: 22/07/2014

Etichetta: Unique Leader

Distributore:

Tracklist

1. Starlit Path

2. Carved From Stone

3. The Night Reveals

4. The Flesh Prevails

5. Levitation

6. Alone With You

7. Allure

8. Sapphire

9. Chemical Cave


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  • Fabio Gisotti

    disco da 8 abbondante minimo.perfetto.

  • Simone

    Recensione giusta. Dopo diversi ascolti é si un gran bel disco, ma si sperava in qualcosa di piú. Sapphire rimane la perla indiscussa del disco.

  • L’innominato

    Attendo con ansia che mi arrivi a casa

  • Blessed are the sick

    “The Flesh Prevails” è un album ben concepito senza dubbio, emozionante e che regala simultaneamente una sensazione di relax e furia, quasi un momento zen oserei scrivere. Bella recensione, mi trovo d’accordo con le ultime righe, manca poco affinché la band raggiunga la completa maturità, comunque, l’ascesa di queste giovani stelle del metal è appena cominciata.

  • Edward Idioteque Maleffo

    Recensione che rispecchia perfettamente la mia opinione riguardo questo album. Tanti sentimenti in parte tarpati da suoni e performances non fredde, bensì gelide.

  • Edoardo del Principe

    avrei pensato tutto meno che ti piacessero. Sono belli bravi e personali ma 42 minuti la stessa canzone è un po’ troppo, giusto 2 tracce riconoscibili, troppe parti strumentali che ripetono sempre la stessa solfa. sempre lo stesso effettino sulla chitarra. Per quanto ci siano dei pro oggettivi l’album è mediocre

  • Jack Rancid

    Rigidità certo, ricerca della perfezione nella produzione non troppo (o forse davvero troppo, che stroppia). C’è qualcosa di grosso che non va in questo senso, tutto suona troppo artificioso e molto poco dinamico. Non è il primo disco in cui sento dei pastrocchi del genere che mandano alle ortiche la qualità finale, qua si sta prendendo una brutta strada.

  • MagliettaUmida

    A me piace molto, ma concordo sui suoni fredddddddi