GABRIELE BELLINI – Recreation: The Day Of The Mind

GABRIELE BELLINI – Recreation: The Day Of The Mind

Talvolta, quando chi scrive suona con gli amici in sala prove, succede che qualche pezzo venga particolarmente rumoroso e non ben riuscito. In quelle occasioni, immancabilmente, uno dei ragazzi del gruppo (sempre lo stesso) se ne esce fuori con la definizione: “fottutamente cacofonico, ragazzi”. Anche se, quando ciò accade, gli altri musicisti non mancano di prendersela con l’animale in questione perché non motiva il proprio commento, nel caso del disco di Gabriele Bellini lo troviamo quanto mai azzeccato. Cacofonico. Il ‘Vero ed unico Maestro Irriverente della sei corde Italiano’, così come ci viene descritto dalle note biografiche annesse al promo tool che ci viene inviato, di bravura sulla sei corde ce ne mostra ben poca, preferendo pasticciare con synth e percussioni registrate, atmosfere spaziali e basi elettroniche. Mettendo tutto assieme come in uno strano minestrone, e guarnendo il tutto con la chitarra, posta a suonare sopra tutto quel casino. E il risultato, dobbiamo proprio dirlo, non ci convince per niente. Il mix ‘spaziale’ fornitoci da “The Day Of The Mind” è confusionario e slegato, e nelle undici tracce che ascoltiamo fatichiamo a trovare un filo conduttore che non siano i ritmi schizzati di batteria sintetica che si odono su tutti i pezzi o, appunto, questa chitarra solista che cerca di improvvisare qualcosa sulla straniante base fornita. La produzione, esasperata sui suoni sintetici, ruba il sipario alla chitarra e ai solismi; in particolare, se si sta effettuando un ascolto casuale e non attento, si tende ad escludere quasi completamente il guitar-work, rimanendo concentrati sui loop di synth o sui folli ritmi percussivi, che rimbombano nella testa con una ripetitività fin troppo invadente, e annullano il piacere dell’ascolto. Sinceramente, non riusciamo quasi a capire quanto Gabriele possa effettivamente essere bravo come solista! Il modo in cui ci è fornita la musica non ce lo permette. Lontanissimo dai dischi di chitarra solista di stampo neoclassico, lontano anche dai più sperimentali album dei chitarristi di estrazione jazz e lontano, tutto sommato, anche dal metal. “The Day Of The Mind” è un album che sinceramente una volta ascoltato passa subito di mente, e non ci lascia il ricordo di una canzone o di un passaggio memorabili. Il tutto tende a compattarsi in un susseguirsi di basi registrate, e l’idea quando ci si toglie le cuffie è paragonabile a quella che si ha quando si esce da una discoteca: hai ballato, magari pure rimorchiato, hai passato un po’ di tempo… ma se qualcuno ti chiede cosa il DJ ha fatto passare nella serata probabilmente gli rispondi: “Boh, che ne so, ma non è quello l’importante. La serata è stata spaziale”. Ecco, appunto. Non è quello l’importante. Ripetiamo il concetto, casomai non sia chiaro: ‘cacofonico’.



Informazioni Album

Durata: 00:32:27

Disponibile dal: 23/01/2012

Etichetta: New Idols

Distributore:

Tracklist

1. Plastic Head: Kaos Time

2. Ahead: X Time

3. Regene

4. Out Now The Miracle

5. Beat, Bop & Space

6. Air

7. Velociraptor Android

8. Spiraldance

9. The Day Of The Mind

10. Stop The Gayger

11. Purity


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  • Devil

    L’autore di questa recensione capisce di musica quanto mio nonno. DI sicuro è uno dei tanti che ascolta le solite 6 zuppe riscaldate e di “sperimentazione” non ha mai sentito parlare. Redazione,lasciate recensiore questi Artisti con A maiuscola a chi sa recensirli,non al primo cavallo coi paraocchi che vi capita sottotiro!!!! Recensione ridicola,album HAMMERED per Metal Hammer…fate voi!!!