GIACOMO CASTELLANO – Cutting Bridges

GIACOMO CASTELLANO – Cutting Bridges

Abbiamo valutato a lungo l’inserimento nello spazio dedicato al ‘Non Solo Metal’ dell’opera prima in campo solista di Giacomo Castellano, virtuoso italiano della sei corde assai noto (soprattutto) in circuiti appunto esterni a quelli prettamente metal. “Cutting Bridge”, più che un disco solista come quelli che siamo abituati a recensire su queste pagine (Marras, Fareri, Liverani, D’Andrea), è una sorta di compilation di musica ad ampissimo spettro che, più che ‘farsi influenzare’, come succede spesso, da formule musicali esterne al rock, le segue in toto, creando canzoni che non si limitino ad avere atmosfere blues, jazz o quant’altro, ma risultano veri e propri pezzi di quel genere. Un’immersione completa, dunque, in ambienti musicali diversi, facendo in modo che ogni canzone trasporti effettivamente l’ascoltatore con suggestioni e d input unici, lasciando alla fine dell’ascolto un appagante senso di completezza, potremmo dire. C’è proprio di tutto in questo “Cuttin’ Bridges”, a partire da qualche sonorità a noi più familiare, come le progressioni à la Santana di “Garbage” o l’iniziale, rockeggiante, “Gaztambide”, fino ad esplorare senza alcun timore l’ambient (“The Dream Lay On My Bed”), il new age (“Little Elves”) o anche la fusion/hip-hop (“Music pt. I”, con il rapper Dre Love presente sulle strofe). Il tutto è molto rilassato, molto fruibile, complice appunto la presenza di brani cantanti, uno dal già citato Dre Love e altri due dalla sensuale voce della cantante italiana Rossella Ruini. La chitarra, sempre presente, non è quasi mai invasiva e non marchia a fuoco il singolo pezzo, lasciando libero Castellano stesso di mostrarci la propria bravura più come compositore che come mero strumentista, e permettendogli di cimentarsi con successo anche alle tastiere, o alla programmazione delle basi. Queste poche parole non bastano comunque a descrivere l’intero range musicale abbracciato da “Cutting Bridges” in quanto, oltre ai generi già citati, Castellano fa omaggio anche a qualcosa di ancora più lontano dal seminato, ed esempio con le intriganti tentazioni orientaleggianti/indiane di “Enviroment” o con le atmosfere country di “L.F.L.”, prima di giungere agli eccessi sperimentali della title-track “Burning Bridges”. Un ottimo disco insomma, che dobbiamo assolutamente consigliarvi per la sua innegabile capacità di riproporci perfettamente sonorità e stili appartenenti a generi diversi, ma che, visto anche il suo posizionamento nella sezione dedicata ai dischi non metal, non va confuso con il prodotto solista di chitarristi quali Princiotta o quelli citati prima. Un disco per sperimentatori, che amplia gli orizzonti musicali dell’ascoltatore, ma destinato a chi cerca espressamente una fuga dalla musica che ascolta di solito.



Informazioni Album

Durata: 00:56:08

Disponibile dal: 17/12/2012

Etichetta: Red Cat Records

Distributore:

Tracklist

1. Gaztambide

2. L.F.L.

3. Music (Part One)

4. The Dream Laying On My Bed

5. Music (part Two)

6. Garbage

7. Little Elves

8. Big As A Key

9. Ariete

10. Try To Save Yr Song

11. Environments

12. Cutting Bridges #1


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