HAGGARD – Awaking The Centuries

HAGGARD – Awaking The Centuries

Gli Haggard sono una death metal band proveniente da Monaco di Baviera,formatasi ormai nel lontano 1991,che dopo aver avuto il suo momento di gloria nell’underground con il debutto autoprodotto del ’93 intitolato ‘Progressive’ – death metal suonato egregiamente con varie influenze che andavano da Entombed agli Amorphis – per poi evolversi nel concept di folk medievale e musica classica con vaghissimi echi metal del ‘And Thou Shalt Trust….The Seer’ dato alle stampe nel ’97,con l’estensione della band da 4 a 16 componenti (tra cui cantanti soprano,violini,clavicembalo e pianoforte). Con l’inizio del nuovo millennio la band di Asis Nasseri decide di imbarcarsi in un concept ispirato a Nostradamus, intitolato ‘Awaking the Centuries’ e che cerca di approfondire meglio il tracciato posto in essere dalla precedente realese,ma a mio avviso senza cogliere troppo nel segno.Chi di voi ricorderà il discreto ‘And Thou Shalt Trust….The Seer’ saprà benissimo che il grande scotto che dovette pagare quel disco fu una produzione troppo poco metal con delle chitarre minuscole e degli arrangiamenti troppo prevedibili a favore di grandi partiture di musica classica,che pur incastrandosi discretamente con la componente metal dell’opera, quasi la soffocava mettendola in disparte,quasi come se fosse un riempitivo,e non la spina dorsale da cui non si potesse non prescindere.Ascoltando band come Rhapsody o meglio ancora Therion, è facile rendersi conto quanto la componente metal sia ben incastrata con quella sinfonica, e come negli Haggard la strada per giungere ad una perfezione sintetica sia ancora lunga da percorrere . Ed a maggior ragione questo ‘Awaking ….’ mostra ancor di più il forte distacco tra il cantato death metal e le flebili chitarre che a malincuore tentano di emergere dalle maestose partiture orchestrali,senza naturalmente riuscire nell’intento prefissato,e suscitando a tratti un ibrido senso di grottesco al limite del voluto/non voluto.Serve a poco anche la partecipazione di Evert Fratermann,noto percussionista che in passato collaborò con Sting e Nigel Kennedy,e del prestigioso New Moscow Radio Choir a far rialzare le sorti di un disco che difficilmente potrà stupire,ed ancor di più interessare l’ascoltatore.Se siete amanti della musica classica ma non troppo,e pensate che il Rondò Veneziano sia la più grande espressione musicale del nostro secolo allora questo disco potrebbe fare voi.Mah……..



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