HEAVENSHINE – Black Aurora

HEAVENSHINE – Black Aurora

Forse qualcuno tra voi ricorderà i Marshall, formazione heavy partenopea che, a partire dai primissimi anni del 2000, calcò per più di un lustro le scene sia locali che nazionali, portando avanti un discorso che vedeva sonorità heavy e prog intersecarsi ad input power e sinfonici; influenze, queste, che dal 2007 in poi risultano ulteriormente rafforzate dalla presenza costante di una controparte femminile alle varie voci maschili che si avvicenderanno durante la turbolenta storia della band. Adesso, come potete facilmente dedurre, i Marshall non esistono più come nome, ma la maggior parte dei membri che durante gli anni militarono tra le fila della suddetta band si trovano ora qui riuniti sotto il più mistico ed evocativo monicker di Heavenshine, pronti a rilasciarci il loro debuto: “Black Aurora”. Molte cose sono cambiate ovviamente, e le novità più grosse le troviamo ancora una volta dietro i microfoni, i quali adesso sono affidati alla coppia d’ugole Marco Signore/Miriam Ciccotti, ambedue molto bravi nelle rispettive parti e sorprendentemente abili nel cercare di essere l’uno complemento dell’altra, senza mai prevaricarsi ma anzi amalgamandosi molto bene come tonalità e stile. Basandosi su questa caratteristica, la teatralità e la drammaticità interpretativa delle due voci, il sestetto napoletano costruisce un discorso sonoro definito e personale, mantenendosi sulle orme di un metal gotico/sinfonico dalla spiccata maturità, che si mostra in grado di ricordarci, a tratti, sia il recente, bellissimo, “Ars Musica” dei Dark Moor, che alcuni solchi dei vecchi dischi dei Nightwish dell’epoca di “Once”. Accanto all’appena descritta base power e sinfonica troviamo però ancora importanti echi provenienti dalla scuola progressive che già influenzava la matrice musicale dei Marshall: l’impronta di tali sonorità è ben avvertibile tanto nelle ricche tastiere di Signore quanto nelle spesse chitarre a la Romeo della coppia Dardano/Pandolfi, ed in ultima battuta è proprio questa a gravarsi dell’importante compito di arricchire la proposta tutta, levando da quasi ogni angolo l’alone di già sentito che spesso fa scadere nella banalità molti lavori dello stesso genere. La girandola di nomi ed influenze citate è, nel caso di “Black Aurora”, decisamente molto vario: se sono Holopainen e i Nightwish a fare capolino nei pezzi più diretti (l’opener “Atlantis Reloaded”, “When The Father Lion Mirrors The Star”), in quelli più costruiti e meditativi è invece una sensibilità simile a quella dei Within Temptation a farsi avanti (“Dreamscape”), mentre l’epicità e l’irruente eleganza di Dark Moor e Serenity marchia a fuoco composizioni quali la title track o la bella “Sang Real”, uno dei pezzi più squillanti e pieni di personalità di tutto il lotto. Gli Heavenshine partono dunque al tavolo da poker del mercato musicale con un’ottima mano iniziale, avendo nell’acquisita esperienza e nella raggiunta maturità i propri assi principali; il resto delle carte si mostra poi altrettanto di livello, e finisce col regalarci tre quarti d’ora di buona musica, che a qualità e ricchezza riesce ad affiancare anche una certa originalità. Decisamente validi.



Informazioni Album

Durata: 00:46:18

Disponibile dal: 02/07/2013

Etichetta:

Distributore: Self

Tracklist

1. Atlantis Reloaded

2. Bean Sidhe

3. Black Aurora

4. Dreamscape

5. Phantom Of The Opera

6. Sutekh Hetep

7. When The Father Lion Mirrors The Stars

8. Fear Me

9. Embrace Of The Sun

10. Sang Real

11. Lucania


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