HELLOWEEN – Straight Out Of Hell

HELLOWEEN – Straight Out Of Hell

Mamma mia che disco! E chi se lo sarebbe aspettato, dopo quasi trent’anni di onorata carriera, che gli Helloween fossero ancora in grado di registrare un vero e proprio capolavoro! Avete letto bene, poiché non abbiamo nessun timore ad affermare che “Straigth Out Of Hell” possiede tutte le carte in regola per essere definito un capolavoro, tra l’altro ben congegnato ed assortito. Sì, perché questo disco metterà d’accordo tutti i fan della band, essendo la perfetta sintesi dei grandi album del passato remoto e più o meno recente delle zucche più famose dell’heavy metal: le tredici canzoni presenti nel CD racchiudono la veemenza e l’irruenza di “Walls Of Jericho” e “Time Of The Oath”; le grandiosi melodie e i refrain irresistibili dei due “Keepers”; la classe di “Master Of The Rings” e, infine, la potenza e la rabbia di “Better Than Raw” e “The Dark Ride”. Le incertezze presenti negli ultimi due più che discreti dischi sono qui dimenticate: i Nostri riescono a confezionare un lavoro di assoluta grandezza, forti di una line-up ormai stabile e rodata (impressionanti le prove di Gerstner e di Dani Löble alla batteria soprattutto) e di una prestazione vocale di Deris di altissimo livello, forse una delle sue migliori di sempre con la band. Se qualcuno di voi che ha già ascoltato il disco dovesse ritenere queste parole esagerate, farebbe meglio a sentire con attenzione e sviscerare con spirito critico ogni singola traccia, per potersi rendere conto di come gli Helloween siano riusciti a rinverdire sia i propri fasti che quelli del power metal tutto – un genere, inutile negarlo, stanco ed abusato. Un album di questa caratura merita di essere analizzato dall’inizio alla fine soffermandosi su tutti i brani; sarebbe tremendamente ingiusto tralasciarne qualcuno. Si parte alla grande con il singolo “Nabatea”, dotato di un refrain irresistibile e perfettamente bilanciato tra potenza, velocità e melodia: sorprendenti le atmosfere centrali che richiamano la lunga suite “Keepers of The Seven Keys” del secondo capitolo dell’omonimo album. “World Of War” ricorda invece il mood ed il riffing di “The Dark Ride” (la canzone) e riesce ancora a fare centro con un ritornello sensazionale e parti solistiche di chitarra e basso che mozzano il fiato; “Live Now!” è, al contrario, un midtempo moderno e godibile. La seguente “Far From The Stars” è infarcita – a livello di melodie – di rimandi ai gloriosi tempi dei due “Keepers” e, oltre a ciò, è avvalorata da un ritornello semplicemente grandioso e da suoni debitori a “The Game Is On” nei guitar-solo; “Burning Sun” presenta ancora un ottimo Deris in un pezzo tra i più epici mai scritti dalla band. Con “Waiting For The Thunder” i Nostri, ancora una volta, svecchiano la propria proposta fondendo un groove molto moderno ed una fantastica melodia di piano con il loro classico stile; “Hold Me In Your Arms” è l’unico momento di relax del disco: questa è una riuscita ballata nel classico stile dell’era Deris, cantante mai troppo apprezzato e capace di raffinatezze vocali poco appariscenti ma di indubbio spessore. “Wanna Be Good” è il pezzo che non ti aspetti: qui gli Helloween stupiscono confezionando la loro “We Will Rock You”, un divertissement, diremmo, più che riuscito. Con la tiltletrack si lasciano alle spalle queste piacevoli evasioni e tornano con un pezzo classicamente power che, seppur molto canonico, riesce a divertire; con “Asshole” Weikath e compagni rallentano i ritmi, evidenziando una delle caratteristiche principali della band di Amburgo, ossia quella di passare con estrema naturalezza da atmosfere gioiose e piene di speranza ad altre cupe e cariche di rabbia – come  in questo caso – dimostrandosi in entrambi i momenti insuperabili. Qui Deris abbraccia uno stile declamatorio e la band lo accompagna impeccabilmente. “Years” è Helloween old-style fino al midollo, la band pesca con furbizia le migliori melodie del proprio songbook e riesce a segnare un altro punto a proprio favore, con quello che ormai è per molti un suono datato o che, se proposto da altri gruppi, finisce inesorabilmente per annoiare. L’interessante “Make Fire Catch The Fly” ripropone soluzioni più moderne, mentre la conclusiva tirata ed arrabbiata “Church Breaks Down”, si presenta come un episodio piuttosto atipico per la band, per la sua natura volta verso la denuncia. Come dicevamo all’inizio “Straight Out Of Hell” è semplicemente uno dei migliori dischi della veterana band tedesca, in cui vecchio e nuovo convivono con naturalezza e la qualità è veramente alta. Un miracolo reso possibile da una formazione che dimostra di avere ancora la voglia e la capacità di stupire. Imperdibile.



Informazioni Album

Durata: 01:00:00

Disponibile dal: 18/01/2013

Etichetta: Sony

Distributore:

Tracklist

1. Nabataea

2. World Of War

3. Live Now!

4. Far From The Stars

5. Burning Sun

6. Waiting For The Thunder

7. Hold Me in Your Arms

8. Wanna Be God

9. Straight Out Of Hell

10. Asshole

11. Years

12. Make Fire Catch The Fly

13. Church Breaks Down


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  • metalmaster666

    Mi immagino già gli utenti che si metteranno a commentare “eh ma è un voto troppo alto gnè gnè gnè” xD ma piantatela! Questo disco è fantastico!!

  • http://twitter.com/hellfiremichi Michele Bellana

    Non avrei scommesso un centesimo su questo album, ora mi avete veramente incuriosito.

  • Piske

    Caspita! Gli Helloween top album?! Per un fan leggere tali recensioni fa bene al cuore :-D

  • http://www.facebook.com/wonderghio41 Giovanni Corradi

    Immensi! tra l’altro hanno debuttato al 4° posto nella classifica tedesca!

  • http://www.facebook.com/ocram.marcio Ocram Marcio

    bel disco, …ma non mi ha (ancora) convinto del tutto..se posso dir la mia , preferisco Seven Sinner, soprattutto per la (a mio parere)bellissima e ispiratissima “far in the future”.

  • rezze

    non ce credo manco se lo ascolto

  • rezze

    non ci credo manco se lo ascolto…

  • NECCIO

    PER UN VECCHIETTO COME ME VEDERE LE ZUCCHE AL TOP MI FA SENTIRE DI NUOVO UN METAL KIDS……..NON VEDO L’ORA DI ASCOLTARLO.

  • davidgilmour

    Preso oggi ed ascoltato due volte. Per me il miglior lavoro dai tempi di The Dark Ride! Erano anni che aspettavo un ritorno del genere e non ci credevo più, invece.. poi un Deris così non lo sentivo dagli anni 90, mostruoso con un’interpretazione magistrale. Fatelo vostro fans delle zucche!
    Voto: 8

  • Smegma

    grazie di esistere Helloween..disco ispiratissimo, ci sono almeno 5/6 hits paurose! Non vedo l’ora che arrivi in Italia l’Hellish Rock Tour per gustarmeli come si deve m/

  • LuigiKiskeMiticocchio

    Un discone! Concordo con chi ha detto che è il loro miglior disco da The Dark Ride, un sound classico ma dannatamente fresco ed attuale e con un Andi Deris che è tornato a graffiare come non mai, un disco da prendere al volo!

  • http://www.facebook.com/luca.galvagni.9 Luca Galvagni

    Anche per me è il loro miglior disco da “The Dark Ride”; inoltre ritengo sia tra i loro migliori in assoluto

  • http://www.facebook.com/paolo.ripamonti1 Paolo Druden Ripamonti

    boh. io ho sentito solo World Of War e nabatea ma non mi piacciono per niente. ovviamente ascolterò l’album intero, ma non sono fiducioso

  • peppemetal81

    Una perfetta sintesi tra passato e presente della band tedesca.Power metal is the law!

  • http://www.facebook.com/sedio86 Nicola Sedioli

    mm, lo sto ascoltando da un paio di giorni, ma .. the dark ride e better than raw mi piacciono ancora di più, c’era un più alto tasso di innovazione , non è male per nulla anche questo, però non avrei dato 9 tutto qui

  • frank

    Ma capolavoro de che? Lo considero uno dei dischi peggiori degli Helloween. A parte un gran bel pezzo come Nabataea, il resto dell’album è piatto, scontato, banale. Non pretendo assoluta innovazione da questa band, ma nemmeno che ci siano ritornelli scontatssimii e abusati, parti di canzoni scopiazzate da loro pezzi precedenti e riempitivi a non finire. Si regge a malapena in piedi grazie al grande Deris e alla prestazione di Daniel Löble sempre in prima linea e incazzatissimo nel suo drumming. Parlando del periodo recente 7 Sinners e soprattutto Gambling sono tutt’altra roba… Un tuffo nel vuoto. voto: 5.5

  • Drummerista

    Un bel album senz’altro, però degli ultimi lavori delle zucche, 7 Sinners a mio parere è molto più innovativo e aggressivo a livello di sound e composizione, che non ha fatto rimpiangere “Better Than Raw” (che per me rimane l’album più completo in assoluto) e “The Dark Ride” (molto oscuro)… Però vedere/sentire gente che a quasi 50 anni ti sforna certa roba non è poco…!!! HelloweeN Forever…m/

  • Raffaele

    Anch’io concordo pienamente. Gli potrei dare giusto un 6 / 6+ di stima…. Non di più……

  • http://www.facebook.com/danthewalrus Daniele Dan Castelli

    Perfettamente d’accordo :D

  • http://www.facebook.com/danthewalrus Daniele Dan Castelli

    Pare che gli Helloween dell’era-Deris non riescano a fare un disco che non incontri i miei gusti nemmeno impegnandosi. Questo “Straight Out Of Hell” è davvero ispirato e si sente. Ci sono un sacco di novità ed un sacco di richiami al passato. Come detto, una perfetta unione tra passato, presente e probabilmente futuro.
    C’è da dire che, a differenza del recensore, non mi trovo d’accordo sul “passo in avanti” rispetto agli ultimi due: la rocciosità di 7 Sinners e la cattiveria di Gambling With The Devil sono due degli esperimenti meglio riusciti in casa Helloween. Anche se, ripeto, è difficile che Deris & co. riescano a produrre un album brutto per i miei gusti.

    Al di là di qualsiasi opinione comunque, un inchino a questi uomini immensi che ancora oggi riescono a sfornare lavori del genere e ad emozionare il pubblico come loro sanno fare. Non per niente sono la mia band preferita.

    Happy happy Helloween!

  • http://www.facebook.com/danthewalrus Daniele Dan Castelli

    Dagli una possibilità, suvvia ;)

  • Alessandro Corno

    Gran disco, tra i migliori dell’era Deris

  • http://www.facebook.com/valentini.nicola Nicola Valentini

    L’album lo ascolterò bene ma i commenti che dice di apprezzarlo reputando ottimi dischi anche gli ultimi dell’era post-grapow/kusch non mi fanno affatto ben sperare. Ripeto ascolterò meglio l’album anche se al primo impatto l’ho trovato molto mediocre. Mi sorprende molto che tutti ne abbiano opinioni così positive.

  • http://www.facebook.com/valentini.nicola Nicola Valentini

    Rivaluto la mia posizione. Il disco non è malaccio.

  • http://www.facebook.com/ceppaflex Fabio Pinci

    Disco totalmente inutile con ritornelli riciclati a go go. Se questo è un capolavoro Keeper pt.2 cosa cazzo è???

  • sam82ita

    Attirato dal “TOP ALBUM” me lo sono ascoltato con un sacco di hype.
    Onestamente l’ho trovato parecchio monotono. Alcuni pezzi sono notevoli, ma nulla che mi abbia fatto gridare AL MIRACOLO!!!

    Se al primo ascolto non apprezzo un album, difficilmente cambio idea.

  • smash-ya

    Disco fantastico. Ma quando mai!! Non sono per niente d’accordo. E’ il classico album post Better than Raw (l’ultimo gran disco che hanno registrato secondo me). Non c’è niente nè di nuovo nè di classico, soprattutto niente di particolarmente ispirato. A questo punto meglio Keeper-Legacy. Non è una questione di Deris o Kiske – li apprezzo moltissimo entrambi – ma di resa musicale globale. Dal vivo continuano ad essere forti e a fare dei bei concerti (ogni volta che vengono in Italia almeno una tappa me la faccio), ma su album non mi convincono da ormai tanti anni. Niente di memorabile, non ti scuotono, non ti esaltano.
    Il mio voto è un 6 politico, perchè il minimo sindacale lo sanno sempre e comunque fare. Ma niente di più. In quanto fan ventennale spero ancora in un album degno della loro storia, prima che appendano gli strumenti al chiodo. Let’s hope for the best. Next.

  • Antonio Cappa

    Concordo al 100%, resta un buon acquisto