HOBBS ANGEL OF DEATH – Heaven Bled

Pubblicato il 29/11/2016 da
voto
8.0
  • Band: HOBBS ANGEL OF DEATH
  • Durata: 00:57:47
  • Disponibile dal: 14/10/2016
  • Etichetta: Hells Headbangers
  • Distributore:

Dopo oltre due decadi di silenzio discografico, Peter Hobbs torna alla carica con un nuovo agguerrito lotto di brani racchiusi sotto il nome di “Heaven Bled”. Dopo un passato sulla cresta dell’onda sul finire degli anni ’80, grazie al validissimo lavoro omonimo prodotto all’epoca dalla Steamhammer di Sodom, Destruction e Razor, ed i decenni successivi vissuti invece piuttosto in sordina, sembra che l’ultimo lustro abbia invece portato nuova vita al simpaticissimo frontman australiano, che, assoldata una nuova line-up, fra l’altro di base proprio in Italia, ha passato i due anni appena trascorsi letteralmente in giro per tutto il mondo, rinverdendo non poco la memoria dei più giovani e riaccendendo gli entusiasmi intorno al nuovo imminente lavoro in studio della band. Come detto, un’esperienza nel settore ormai pluridecennale ha permesso al frontman di osservare dal vivo il progressivo evolversi del genere, riuscendo così a creare nel nuovo album una riuscita combinazione tra lo spirito old school degli esordi misto ad una tendenza alla commistione con generi più estremi che non solo convince, ma riesce a rendere “Heaven Bled” un prodotto più che competitivo rispetto al contemporaneo mercato underground. Che non si sia rimasti coi paraocchi ai tempi dei lustrini e dei pantaloni attillati lo dimostra caparbiamente un riffing per niente adagiato, ma anzi tirato il più delle volte al massimo, costretto in fughe black/thrash che alimentano continuamente la verve magnetica del frontman australiano. Il suo stile vocale, a momenti roco e trasandato, si unisce alla perfezione alla resa sudicia delle canzoni, dotate al tempo stesso di una produzione calibrata che permette con facilità di seguire anche gli sviluppi più complessi delle tracce in scaletta. Proprio la prima parte del full, infatti, mette in mostra non solo gli episodi più forsennati, come l’opener a bruciapelo “Il Mostro Di Firenze”, ma anche quelli più finemente strutturati, ossia quelli in cui più emerge con orgoglio l’estro annerito e luciferino del lead guitarist Simon Wizen, in forza alle schiere infernali di Ondskapt e Valkyrja e capace di approfondire di molto le dinamiche interne di questi brani. “Walk My Path”, grazie proprio a delle belle evoluzioni e ad un hook melodico letale, si staglia da subito un ruolo di rilievo rispetto a tutto il materiale, ma sono effettivamente diverse le hit che si susseguono durante l’ascolto: “Final Feast” unisce sotto lo stesso tetto Venom e Slayer nella maniera più genuina e credibile possibile, “Suicide” alza la posta in palio con scambi indiavolati tra gli strumenti, mentre “Drawn And Quartered”, apparentemente più placida, si sviluppa intorno ad un motivo subdolo e maligno che la rende una delle più memorizzabili sin dai primi ascolti. Se “Heaven Bled” rappresenta senza dubbio il momento più propriamente black metal del discorso, dalle tracce successive in poi ci si avvicina lentamente ad uno stile heavy/thrash più canonico, in cui però si fanno notare ancora il guizzo sfolgorante di “Son Of God” e il sapore anthemico della prima parte di “TFMF”, ennesimi esempi della sorprendente duttilità compositiva di Peter Hobbs. Una prestazione alla batteria massiccia e prepotente, un basso adeguatamente corposo ed assoli a profusione fanno inoltre da cornice al piano malefico ideato dall’australiano e messo in atto nella maniera più saggia ed esperta possibile: in questo senso “Heaven Bled, più che un semplice album di ritorno, rappresenta un compendio esaustivo di cosa significhi aver vissuto l’estremo, ed in generale la musica metal sulla propria pelle per una vita intera. Lunga vita al re.

TRACKLIST

  1. Il Mostro Di Firenze
  2. Walk My Path
  3. Final Feast
  4. Suicide
  5. Drawn And Quartered
  6. Heaven Bled
  7. Sadistic Domination
  8. Son Of God
  9. Depopulation
  10. TFMF
  11. Hypocrites
  12. Abomination
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