HOWL – Bloodlines

HOWL – Bloodlines

Ai tempi della recensione dell’album d’esordio degli Howl, avevamo ipotizzato che – dopo avere acquisito consapevolezza di loro stessi attraverso le esibizioni live – i ragazzi di Providence sarebbero tornati sul mercato sicuramente come songwriter migliori. In realtà i Nostri con il nuovo “Bloodlines” hanno un poco sparigliato le carte in tavola, andando a coprire uno spettro musicale che travalica ampiamente i confini del primigenio stoner sludge entro i cui canoni si erano fino ad oggi mossi. Senza dubbio le composizioni sono meglio strutturate che non in passato, ma lo sludge ora funge più da solida base di partenza che non da pilastro strutturale sopra il quale poggiare il tutto. I dieci brani contenuti in questo secondo platter sono di qualità altalenante, passando da momenti eccellenti ad altri sconcertantemente noiosi ed inconcludenti. Si parte benissimo con il primo singolo “Attrition”, che recupera le sonorità di “Full Of Hell” riproponendole però in maniera più coesa e personale; già dalla successiva “Midnight Eyes” si avverte un cambiamento ed una certa volontà di andare ad appiattire il sound su lidi NWOAHM cari ad esempio ai Lamb Of God, fermo restando un certo flavour sludge che la band di Randy Blythe non possiede. Decisamente male “Demonic”, mid tempo moderno che al proprio interno ha istanze ancora vicine ai Lamb Of God, ai Six Feet Under e perfino ai Testament, citati in un paio di riff di chiara ascendenza thrash (che il titolo del brano omaggi l’omonimo album di Chuck Billy e soci?). “One Last Nail” scomoda addirittura melodie vicine al metalcore più incazzoso, mentre “Down So Low” ci mostra il lato più cupo ed in un certo qual modo intimista degli Howl, che a tratti ricalcano ed imbastardiscono la lezione dei Type O Negative. L’album si risolleva un poco con “Your Hell Begins”, che tenta di miscelare black metal e sludge con un certo costrutto. Bene, anzi benissimo “With A Blade”, a cavallo tra southern sludge e groove metal, che tira in ballo senza troppi complimenti i migliori Pantera. Questo è senza dubbio ciò che alla band riesce meglio: una volgare accozzaglia di riff dal sapore sudista suonati con piglio deciso e muscolare. In chiusura si vira di nuovo verso lo sludge, ottenendo buoni risultati dal finale paludoso di “The Mouth Of Madness” e da “Embrace Your Nerve”, che al proprio interno ha delle melodie vincenti che pagano buoni dividendi. A fronte di una sezione ritmica coesa e terremotante e di un chitarrista piuttosto eclettico (il nuovo Josh Durocher-Jones), segnaliamo come la performance dietro al microfono di Vincent Hausman sia piuttosto debole e monocorde; il suo screaming molto sporco e dalle basse tonalità è anche ben fatto, ma non riesce mai a seguire i numerosi cambiamenti di stile ed umori che impregnano “Bloodlines”. Insomma, a conti fatti apprezziamo l’apertura mentale degli Howl, ma ci aspettavamo un lavoro decisamente più ispirato; invece ci troviamo davanti ad un paio di ottimi pezzi, un altro paio di tracce discrete e poi a dei tentativi mal riusciti di diversificare il proprio sound. Occasione sprecata.



Informazioni Album

Durata: 00:39:58

Disponibile dal: 29/04/2013

Etichetta: Relapse Records

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. Attrition

2. Midnight Eyes

3. Demonic

4. One Last Nail

5. Down So Low

6. Your Hell Begins

7. With a Blade

8. Of War

9. The Mouth Of Madness

10. Embrace Your Nerve


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