IN THE WOODS… – Omnio

Pubblicato il 11/09/2016 da
voto
8.5
  • Band: IN THE WOODS...
  • Durata: 01:03:19
  • Disponibile dal: 02/06/1997
  • Etichetta: Misanthropy Records
  • Distributore: Audioglobe

Il nome In The Woods… è tornato prepotentemente, da poco, sulla bocca di un po’ tutti gli appassionati di sonorità underground, soprattutto quelli legati a doppia corda a quel fulgidissimo periodo creativo, in ambito metal estremo, rappresentato dagli Anni Novanta. In attesa del prossimo, vicinissimo 16 settembre, giorno della pubblicazione dell’album del rientro sulle scene, “Pure”, dedichiamo uno slot dei nostri Bellissimi a questa formazione tanto abile e particolare quanto quasi sempre dimenticata e poco considerata, se non forse oggi, nel momento della sua agognata rinascita. Tre sono i full-length pubblicati dai norvegesi nel corso dei Nineties, tre lavori che ben evidenziano il genio artistico di una delle prime band a cimentarsi in quello che poco più tardi inizierà ad esser chiamato dagli addetti ai lavori avantgarde-black metal. E se l’ultimo “Strange In Stereo” (1999) è stato l’epitaffio ultra-sperimentale e spiazzante di un combo ‘avanti’ come pochi, il primo “HEart Of The Ages” (1995) è tuttora una pietra miliare del sottogenere. Ma la verità, come spesso accade, in questo caso sottoforma del disco stilisticamente più riuscito e meglio calibrato di casa In The Woods…, sta nel mezzo: per cui, eccoci qui a recensire il secondo full dei nordici, il masterpiece “Omnio”. La band in due anni si è evoluta già parecchio: il black metal tout-court, ancora presente nell’esordio, comincia a venire tranciato a grosse dosi dal sound e le screaming vocals acidissime, anche loro, vengono completamente eliminate. Il vocalist Ovl. Svithjod si trasforma in Jan-Ovl. S.-TranceTH e ‘si limita’ a declamare versi puliti in tono ridondante e recitativo; le immagini di boschi e foreste lasciano spazio ad un artwork più raffinato e poco associabile a iconografie metalliche; la produzione è ripulita, piena ma anche quasi docile, contenuta e delicata, costruita per incidere ma non troppo ferire; i pezzi si allungano di qualche minuto, diventando decisamente più introspettivi ed enigmatici, sinfonie epico-decadenti di romantica e mortifera atmosfera, di certo non facilmente assimilabili in pochi ascolti, anzi! L’uso della melodia, in “Omnio”, è subdolo, quasi assente, e si contano sulle dita di un paio di mani i momenti in cui ci si stupisce o ci si esalta per un preciso passaggio, ma non importa, perchè la forza del platter è nella sua interezza, nel suo ondeggiare fra spazio, Natura e dimensioni. Le linee vocali, che deraglieranno del tutto in seguito per “Strange In Stereo”, colpiscono lentamente ma inesorabilmente, come ad esempio in “Kairos!”, nella quale la soprano Synne Larsen ci delizia con una prova superlativa. “I Am Your Flesh” è forse il brano più aggressivo del lotto, quello che prima degli altri si fa ricordare, ma le due lunghe suite “299 796 km/s” e “Omnio?” rappresentano invero la grandezza intrinseca degli In The Woods… e di questo loro capolavoro: due lunghi viaggi dal sapore misterioso e oscuro, nei quali il tocco d’avanguardia norvegese si mischia al gusto per un progressive d’elite, aiutato ad esprimersi anche attraverso un puntellante quartetto d’archi, e a quei ancor presenti rimandi blackish che permeano di ardore latente l’intero lavoro. In quei meravigliosi anni d’azzardi musicali e ardite commistioni, gli In The Woods… si giocarono buona parte della loro fetta di torta in maniera spericolata, sempre in movimento e sempre cangianti, evoluzione forse fin troppo rapida e complessa da comprendere fino in fondo. Ma certo, “Omnio” è e rimane un disco eccezionale.

TRACKLIST

  1. 299 796 Km/s
  2. I Am Your Flesh
  3. Kairos!
  4. Weeping Willow
  5. Omnio? - Pre
  6. Omnio? - Bardo
  7. Omnio? - Post
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