JESU – Jesu

JESU – Jesu

Il primo full-length del progetto Jesu è un disco fondamentale per due motivi. Innanzitutto perché il lavoro in questione ha inaugurato la carriera solista di Justin Broadrick dopo la fine dei Godflesh e ha iniziato il secondo periodo più sperimentale della sua stellare carriera, catapultando il musicista di Birmingham nella leggenda. “Jesu” ha infatti messo Broadrick sulla mappa dei geni veri, di quei musicisti inarrivabili che viaggiano su binari completamente diversi dalla norma e che, grazie a delle doti e a delle visioni artistiche assolutamente fuori dal comune, hanno innovato, rivoluzionato, battuto nuovi sentieri e aperto nuove strade per le nuove leve di musicisti estremi. Il secondo motivo per cui questo album è essenziale è rintracciabile nel suo posizionamento all’interno della HydraHead Records di Aaron Turner. “Jesu” è semplicemente uno dei dischi più iconici, celebri e conosciuti dell’intero catalogo dell’etichetta. Un lavoro che grazie alla sua unicità e (a)tipicità ha enormemente ampliato gli orizzonti della label permettendole di espandersi con successo in territori più astratti e sperimentali. “Jesu”, in sintesi, è senza dubbio il simbolo, l’uscita più indicativa della seconda metà della storia dell’etichetta. Con questo album Broadrick è maturato in tutto, facendo un balzo in avanti come artista e songwriter sconvolgente. Ha cominciato a sperimentare con le voci pulite in maniera tutt’altro che scontata, dimostrandosi un vocalist più che dignitoso. Ha cominciato a sperimentare con la home production, accostando alla figura di artista anche quella di produttore completamente indipendente e autosufficiente, in pieno controllo della sua arte, ma soprattutto, grazie alle sperimentazioni con il dream pop e lo shoegaze, ha traghettato la sua carriera nel regno dell’astratto più ricercato e prezioso, diventando da dominatore pressoché totale del mondo del post-metal, del doom e dell’industrial tramite i Godflesh, a dominatore anche del drone-doom, del noise e dell’ambient metal. “Jesu” insomma le ha proprio tutte: sensibilità shoegaze-pop struggente (“Tired Of Me”, “Sun Day”), capacità immaginifiche ed evocative inarrivabili (“We All Faulter”, “Your Path To Divinity”), e una montagna letteralmente sterminata di riff sludge-doom perfetti e giganteschi (“Friends Are Evil”, “Man / Woman”, “Walk On “Water”), discesi direttamente dal downtuning dissonante e glaciale dei Godflesh e in grado di erigere onde di distruzione sonora talmente enormi da non lasciare in piedi neanche la memoria del nostro totale annichilimento al loro cospetto. L’intero lavoro è in realtà un viaggio angosciante e surreale nella mente di un uomo perennemente in guerra con se stesso, uomo che non è mai riuscito a placare la sua inconsolabile e meditativa malinconia e venire a termini con il suo lato più acerbo e distruttivo. “Jesu” è davvero un’opera incredibile in questo. Tremendamente umana nella sua disumanità. E’ una battaglia costante. Un eterno scontro tra Bene e Male. Un dualismo espresso in suono che si sprigiona dal corpo, dalla mente, dal cuore e dall’anima di un uomo dotato di una potenza evocativa inarrivabile, che si è tradotta in riff mostruosi, atmosfere soffocanti e opprimenti, melodie surreali per bellezza e profondità, e soundscape stellari, tessuti e lavorati come la più sublime delle trame. Basta prendere una canzone a caso tra le otto che Broadrick ha racchiuso in questo scrigno di magia sonora: “Friends Are Evil” vi rapirà, vi porterà via in un mondo che è puro interiore, pura introspezione, puro silenzio e confronto con se stesso. Ma tutto attorno tutto crolla, tutto viene mandato in frantumi. Il mondo circostante collassa sotto un bombardamento implacabile di riff mostruosi e giganteschi, incapaci di trovare una qualsivoglia forza mitigatrice in grado di fermarli o placarne la cieca sete di annientamento. E come questa tutte le altre canzoni, tutte a loro modo impreziosite fino al collasso di questo geniale dualismo fatto di quiete e distruzione. L’intero album è come un ciclone, con un cuore di quiete al suo interno e un mare di disumana distruzione tutt’attorno. Album semplicemente fatto di puro e inconsolabile genio.



Informazioni Album

Durata: 01:14:30

Disponibile dal: 25/01/2005

Etichetta: Hydra Head

Distributore: Goodfellas

Tracklist

1. Your Path To Divinity

2. Friends Are Evil

3. Tired Of Me

4. We All Faulter

5. Walk On Water

6. Sun Day

7. Man / Woman

8. Guardian Angel


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  • ieoooh

    se interessa è da poco online sul bandcamp la versione digitale picture disc, oltretutto si può scaricare in modalità name your price, nel caso qualcuno non l’avesse mai sentito..da avere

  • spectral sorrow

    grande justin!!