KING 810 – Memoirs Of A Murderer

KING 810 – Memoirs Of A Murderer

Di fronte all’imponente meccanismo pubblicitario che Roadrunner ha dedicato ai King 810 la reazione più facile è l’odio, velato da quel cinismo da tastiera che tende a screditare, in ogni maniera possibile, una proposta musicale che di fatto non è rivoluzionaria. Ad un ascolto disattento infatti i brani di “proem”, che anticipavano “Memoirs Of A Murderer” riportano a una compilation del 2002, periodo in cui il nu metal regnava sovrano e le major facevano a gara per firmare qualche sensation da dare in pasto all’ascoltatore casuale, che dietro l’ombra dei Korn avrebbe potuto far rientrare l’investimento. Perchè i King 810 meritano tutto questo? E’ sufficiente avere un 50 Cent bianco e un contorno gangsta per giustificare l’hype attorno all’ennesima formazione con l’immagine da duri? La chiave di lettura chi scrive l’ha avuta inquadrando il frontman David Gunn: il piazzato 28enne ginger dallo sguardo di ghiaccio regala una prestazione fuori dalla norma, inoltre il suo stile vocale immediatamente riconoscibile, tra il Corey Taylor dei primi Slipknot e l’espressività del giovane Robb Flynn, marchia a fuoco l’intero lavoro, in una prova drammatica ed esasperata, in un mix datato ma sicuramente più vivo e toccante dello sterile esercito di urlatori della scena metalcore. L’immaginario lirico di Gunn ci trasporta in un’apocalisse urbana di violenza, miseria e tensione sociale in maniera vivida e dolorosa, che riporta ai capolavori dei ’90 come “Urban Discipline”, “Burn My Eyes” o “In The Name Of Suffering”. Senza fare altri paragoni scomodi erano anni che non si assisteva ad un debutto così fiero e catartico, che con il contesto reale dell’inferno di Flint, le storie destabilizzanti sul passato dei componenti del gruppo e della gang/famiglia allargata creano un senso di pericolo tangibile, sensazione ormai cancellata da anni di inoffensiva ripetitività discografica. Quando da una parte ci sono formazioni come gli Upon A Burning Body che inscenano un rapimento e vengono smascherati dalla stessa label e dall’altra ci si immerge nella dura realtà del freddo metallo di lame, pistole e manette, pur restando in un contesto poetico lo squilibrio è evidente, si fa terra bruciata attorno. E’ la rabbia potente e cruda, derivata da un’esperienza di prima mano, assieme a quel morboso voyeurismo proprio dell’essere umano, che rende “Memoirs Of A Murderer” così avvincente e affascinante. Parlando dell’album anche chi ha apprezzato il contenuto di “proem” (l’eccezionale “Fat Around The Heart” su tutte) avrà di che sorprendersi: continuando sul sentiero tracciato dall’EP pezzi come la brutale “Best Nite Of My Life”, la lenta e pesante “Treading And Trodden”, la sinistra “Boogeyman” e la groovy “War Outside” confermano quanto di buono la band aveva presentato nell’anticipo. Una bomba come “Murder Murder Murder” inoltre, ripescata dal famigerato “Midwest Monsters”EP, sarà probabilmente il prossimo deflagrante singolo che li consacrerà come ‘next big thing’ durante il tour americano con Slipknot e Korn. A sorpresa viene poi svelato un lato più intimista e sorprendente che ridefinisce la profondità artistica della band, con una serie di perle inattese che diversificano l’opera e, paradossalmente, colpiranno l’ascoltatore in maniera ancor più dura: il folk western di “Take It” ne è il primo esempio, a staccare dall’incipit truculento delle prime tracce. Arriva successivamente il battito elettronico di “eyes” ad ampiare il terreno di gioco, svelando una sensibilità che non credevamo propria del gruppo e la ballata gotica “Devil Don’t Cry” fa salire un brivido lungo la schiena citando addirittura Nick Cave And The Bad Seeds. Si chiude in bellezza con “State Of Nature”, che evoca i Nine Inch Nails di “Hurt” mentre si esamina la nostra condizione di esseri umani e tutto sfuma verso il nero, sopra un ultimo ritornello sofferto. David Gunn ha il talento visionario, la poetica, la fermezza e il carisma per fare la differenza: per la sua band, per la sua gang e per quel buco di culo di città che potrà esser messa sulla mappa per qualcosa di diverso dal record di omicidi, ma anche per il metal moderno, che ha un disperato bisogno di punti di riferimento. Chi ascolta potrà guardare il Diavolo negli occhi, c’è un nuovo Nemico Pubblico. E’ l’inizio di qualcosa di grande per i King 810.



Informazioni Album

Durata: 01.08.07

Disponibile dal: 26/08/2014

Etichetta: Roadrunner Records

Distributore: Warner Bros

Tracklist

1. Killem All

2. Best Nite Of My Life

3. Murder Murder Murder

4. Take It

5. Fat Around The Heart

6. treading and trodden

7. anatomy 1:2

8. eyes

9. desperate lovers

10. boogeymen

11. devil don’t cry

12. anatomy 1:3

13. Carve My Name

14. War Outside

15. Write About Us

16. State Of Nature


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  • livinitup

    Mi sono documentato e,gimmick o meno usata per far parlare di sè,sono rimasto impressionato da tutto ciò che questi individui si portano dietro,dalle storie di violenza urbana alle lyrics disturbate e psicopatiche di Gunn. Fossero venuti fuori ai tempi del nu metal sarebbero divenuti enormi. Ma credo che creandosi il loro personale esercito di nuovi Juggalos riusciranno a lasciare un segno tangibile e a fare una carriera importante.

    Ho trovato anche questo breve documentario…a quanto pare a Flint le chance di rimanere coinvolti in qualche crimine sono 1 su 36.

    Come non essere d’accordo su questo pezzo:

    “erano anni che non si assisteva ad un debutto così fiero e catartico, che con il contesto reale dell’inferno di Flint, le storie destabilizzanti sul passato dei componenti del gruppo e della gang/famiglia allargata creano un senso di pericolo tangibile, sensazione ormai cancellata da anni di inoffensiva ripetitività discografica.”

    https://www.youtube.com/watch?v=gNz1vXDi4GQ

  • V.74

    8 a questi?…cioè questi meritano un voto più alto del nuovo septic flesh?!
    Comunque sia, per me questo è un disco di una banalità e di un già sentito scopiazzato un po’ ovunque e di una mediocrità imbarazzante che al massimo meriterebbe un 5 come voto…i tre punti in più secondo me lo fa tutto ciò che è extra musicale e che solletica tanto l’immaginario, ma che nulla ha a che fare con la musica che esce dalle casse, parere personale.

  • ChatNoir

    Vabbé, ma non si possono far paragoni del genere. Recensori diversi, gruppi differenti, generi ancor più diversi. Insomma, va bene la critica, ma così diviene no-sense.

    Detto che ho ascoltato per curiosità questo lavoro dato l’hype mostrato sulle pagine in queste ultime settimane e non l’ho apprezzato per nulla. Ma un po’ perché i miei ascolti si rivolgono altrove e quindi parto già con poca confidenza nei confronti della proposta (e scarsissimo interesse). Può essere che per i cultori del genere sia effettivamente un lavoro di qualità, dovrebbe esser letto entro la sua sfera d’appartenenza. La prestazione vocale del cantante comunque mi è parsa di livello, per espressività.

    A me fa sorridere piuttosto il concetto “gangsta” perché da ascoltatore di rap, insomma, non ci saranno i riffoni ribassati e cattivi che donano atmosfera, ma un Kendrick Lamar, senza scomodare NWA e West Coast storica raccontano realtà disagiate, come Compton, in modo elaborato e anche con certo spessore da anni. Non mi servono sicuramente i King 810 per scoprire la recessione economica nel Michigan e nell’industria automobilistica. Però se di questo parlano, del loro ambiente, c’entra il marketing fino a un certo punto. Detto che Roadrunner = Warner è ovvio che mettano in piedi un bel carrozzone per promuovere la “new sensation”, non si scopre di certo l’acqua calda.

    Oh, con sta pappardella per dire che se fosse per me si potrebbe dare pure 4 ai King 810, ma il voto andrebbe anche contestualizzato. Ripeto, lo dico con il totale disinteresse nei confronti del NU. Poi magari chi ne sa di più mi può tranquillamente dire “vabbé anche nel NU fanno cacare a nastro”. :D

  • V.74

    Sì, sulla contestualizzazione del voto nel loro genere hai ragione, ma era un mio sfogo personale perché comunque io tendo ad ampliare sempre il discorso alla qualità della musica espressa, al di là dei generi, e considerando il disco dei king 810 un disco di una mediocrità imbarazzante mi è subito scappato il paragone con un disco di grandissimo valore che ha ricevuto un voto inferiore.
    Detto questo, io non sono un appassionato del loro genere però lo ascolto volentieri e in passato ho comprato e seguito tutte le band storiche del genere, proprio per questo reputo il voto 8 come qualcosa che personalmente mi sembra “un’insulto” (passatemi il termine forte) alla musica di qualità e che ha davvero qualcosa da dire senza essere una semplice opera di riciclaggio e scopiazzamento di cose fatte, e pure meglio, da altri in tempi non sospetti.
    Poi il fatto che questo voto sia anche associato ad una band che casualmente sta macinando i maroni con l’opera pubblicitaria (come dimostra anche il fatto che più di metà recensine parla solo di quello e non di musica, me li fa stare anche abbondantemente sui c…., quindi tutto vorrei vedere, tranne che il regalare voti esagerati a gente che senza questo risalto pubblicitario non si filerebbe nessuno, come molte realtà ben più valide esistenti che nessuno calcola. :)

  • V.74

    Tra l’altro aggiungo un dettaglio, il fatto che sia stato messo tra i “top album”, cosa che invece era stata negata ai septic flesh ricevendo spiegazioni sul fatto di privilegiare band italiane emergenti per certe posizioni, eppure qui erano tanti a chiedere un trattamento diverso per quel disco…ma in questo caso, oltre al fatto che questo disco non merita un posto di risalto maggiore ai septic flesh (genere o non genere sempre nei top album sta uno e l’altro no), leggo (in precedenti notizie) anche che l’utenza pensa di questa band le stesse cose che dico io, quindi mi chiedo perché poi vengono prese posizioni a livello di recensione e valorizzazione così diverse se la media degli ascoltatori mi sembra giudicare in modo opposto, possibile che abbiamo tutti le orecchie guaste?…non voglio arrivare a pensare male, però resta il fatto che io proprio non ci arrivo, quindi il paragone derivava anche da questa amara constatazione.

  • Blessed are the sick

    Penso che il motivo per il quale accada che un disco come “Titan” non si sia collocato come “Top” provenga forse da una poca oggettività, se ci rifletti i “Septicflesh” sono un gruppo che da solo innalza la qualità di tutto il “Metal” e in effetti pare bizzarro a mio parere, un disco piace o non piace, va bene, cultori di un genere o meno però è dato di fatto che la band ellenica è distante anni luce su parecchi fronti rispetto ad altre realtà contemporanee, già, amare constatazioni, sarà che nemmeno io comprendo appieno, appunto, se alcune band non avessero il supporto pubblicitario adatto sarebbero a tutti sconosciute, tra l’altro il tempo scorre e “Titan” è sempre più nella mia memoria, a volte la gente sbaglia completamente, è l’unica cosa a cui riesca a pensare.

  • ChatNoir

    Però, perdonami, si sta parlando di dettagli. Cioè il top album alla fine cosa é ? Ci sarà più visibilità e per un lasso temporale un poco superiore alle normali uscite, ma se io voglio leggere dei Septic Flesh troverò la recensione e vedrò le parole scritte, perché al di là del voto son quelle che contano, più che il numerino. Che sia 7.5, 8, 6.5 l’importante è che la cosa sia ben motivata e chiarita lungo il testo.
    In questo, presunta oggettività o meno (che non posso metter in dubbio, non conoscendo il recensore) mi pare che l’8 sia ben chiarito. Non si condivide, il recensore ha preso un abbaglio ? Possibile, ma potrebbe esser anche il contrario.

    Sul gruppo in questione come ti ho detto per me sarebbe da cestinare al volo, ma so di non esser oggettivo. L’unica cosa su cui posso trovarmi in disaccordo nella recensione è quel “bisogno del metal moderno” perché in generale non mi piacciono le uscite roboanti, anche se fosse a riguardo del mio gruppo preferito. Se però si riferisce al mainstream del metal, lì c’è poco da obiettare, la frase regge, eccome. E il rapporto mainstream/underground è vecchio come non so cosa, gruppi di nicchia continueranno ad esistere e a esser supportati al di là dei King 810 del caso.

  • V.74

    Infatti il tutto si riduce ad una semplice catena di opinioni in cui ognuno ha il proprio ruolo: il recensore si espone volontaramente ad un pubblico criticando i dischi, e io, in quanto pubblico, critico le recensioni che non mi trovano d’accordo (personalmente lo faccio solo in casi che reputo veramente ingiusti)…e altri possono criticare me nelle mie obbiezioni, fa parte del naturale processo delle cose :D
    Comunque sia, per me il top album rappresenta l’obbiettività di quella che in quel momento si ‘erge’ ad autorità giudicante e in tutto questo meccanismo a volte perdo il filo nella possibile coerenza tra certe valutazioni così discordanti come logica…e mi limiterò a farlo sempre notare più educatamente possibile ;)

  • emiliocortese

    Ciao V.74. Grazie dei tuoi commenti.
    Vorrei solo farti notare che esiste una distinzione tra “Top Album” (attualmente abbiamo in Home Page gli Overkill) che hanno valutazioni più alte rispetto a quei dischi che finisco nella sezione “Hot Album” dove possono (e sottolineo possono) andare gli album che – generalmente – prendono un voto che è sopra a quella che è ritenuta la media.
    Se qualche album che ha preso un buon voto NON è finito nella sezione “Hot” è perché, evidentemente, la band gode comunque già di una certa visibilità mentre di solito tendiamo a mettere in “Hot” uscite con MENO visibilità oppure, la precedenza viene sempre data a gruppi italiani.
    E’ chiaro che, facendo uscire un tot di “Hot” a settimana, ci sono periodi in cui può accadere che nella stessa settimana in una redazione ci siano più album che escono con buoni voti, e altri periodi in cui invece ciò non accade. E questo è l’unico motivo per cui magari possiamo non aver messo come “Hot” qualche album con tale voto.

    Poi, non entro nel merito della discussione circa la valutazione degli album in quanto sarei, ovviamente, di parte facendo parte della redazione. L’unica cosa che vorrei permettermi di farti notare è che paragonare i King 810 ai Septicflesh è un paragone che verramente non ha alcun senso: sono due generi completamente diversi e per giunta la recensione è stata scritta da due persone differenti che, ovviamente, avranno anche gusti dissimili…
    Ciao.

  • V.74

    Grazie, apprezzo la disponibilità a spiegarmi meglio i vostri criteri, ovvio che la mia opinione sul giudizio sproporzionato dato ai king 810 non può cambiare, e fondamentalmente è da questo dettaglio che poi partiva tutta la mia questione sui paragoni di merito, seppur in modo forse troppo lato, ma comunque niente di male, in musica è bello anche avere idee molto contrastanti, è simbolo di passione per ciò che in fondo ci unisce anche, quindi ben venga…in ogni caso grazie ancora per aver perso un po’ del tuo tempo a spiegarmi :)