MADDER MORTEM – Red In Tooth And Claw

Pubblicato il 08/11/2016 da
voto
8.5
  • Band: MADDER MORTEM
  • Durata: 00:50:54
  • Disponibile dal: 28/10/2016
  • Etichetta: Dark Essence Records
  • Distributore: Audioglobe

Dopo il più che buono ritorno sulle scene degli In The Woods…, un’altra formazione proveniente dalle lande norvegesi, leggermente più ‘giovane’ dei loro conterranei ma altrettanto atipica e originale, si è da pochissimo riaffacciata sul mercato metallico dopo un decisamente opprimente lasso di tempo. E’ del 2009, difatti, l’ultima testimonianza artistica della carriera dei Madder Mortem, quell'”Eight Ways” che, come i precedenti “Desiderata” e “Deadlands”, ci aveva ottimamente impressionato e stupito. Mai più di tanto avvezzi a grosse campagne promozionali e/o di gossip, i ragazzi di Oslo hanno lasciato tempo fa la Peaceville Records senza fare una piega, si sono presi sei-sette anni di silenzio pressochè totale e poi, all’improvviso, eccoli ricomparire nel roster dell’etichetta underground Dark Essence Records con un album nuovo di pacca e inaspettato. “Red In Tooth And Claw” è il sesto full-length degli scandinavi, che nel 2017 festeggeranno il proprio ventennale: sei dischi in due decadi denotano quanto i Madder Mortem scrivano musica non certo per tirare a campare, bensì per dar voce ad un estro compositivo certamente trasversale e vario in modo impressionante, che per questo nuovo lavoro pare proprio rinvigoritosi e riaccesosi. Messi da parte gli abbacinanti chiaroscuri, le marcate influenze Korn/Tool, l’esagerata complessità di brani (grandiosi) a cui servivano decine di ascolti per essere compresi completamente, i Nostri hanno lucidato a fondo gli strumenti e le voci per dar vita ad un’ispirazione cristallina e dal gusto sopraffino, che fa diventare questo “Red In Tooth And Claw” il loro album migliore e più riuscito, presentante una tracklist spettacolare e avvincente, talmente variegata e cangiante atmosfera da lasciare spesso a bocca aperta. Se possibile, Agnete M. Kirkevaag, una delle vocalist più sottovalutate dell’intero panorama metal, è diventata ancora più incisiva ed espressiva: la Mike-Patton-in-gonnella, per chi conosce la band, non dev’essere una novità, ma chiunque la senta nominare per la prima volta farebbe bene ad andare ad approfondire il personaggio. Suo fratello BP, al solito al timone del songwriting, pare abbia deciso di snellire lo stile dei Madder Mortem, da una parte, e di appesantirlo dall’altra, creando i presupposti per un platter che abbraccia avantgarde, progressive, modern metal, psichedelia, gothic e schizofrenia come concept generale. Brani per nulla semplicistici – se si esclude il singolo “Fallow Season”, un pezzo di puro hard rock dalla carica micidiale e trascinante – ma che come d’incanto si infilano sottopelle in un batter d’occhio, non se ne vanno più e, anzi, ad ogni ascolto rivelano arrangiamenti sempre più profondi e certosini, che comunque non fanno perdere niente in immediatezza e alta fruibilità. Certo, stiamo scrivendo dei Madder Mortem, non degli AC/DC, un minimo di apertura verso stili non propriamente codificati è necessaria per amare questo lavoro, ma davvero mai come oggi questa band sembra aver compreso anche come vendersi un minimo. Citata la fantastica “Fallow Season”, il resto della tracklist non è da meno, con “Blood On The Sand” e “If I Could” ad aprire le danze con i loro ossessivi chorus catartici, ‘wait for me’ per la prima e ‘I’m so sorry’ per la seconda. “Pitfalls”, a seguire, è un’altra bella manata dalle mille sfaccettature e addirittura ci si sentono dentro echi di Queen (epoca “A Night At The Opera” / “A Day At The Races”), per strutture e linee vocali. “All The Giants Are Dead” e “The Whole Where Your Heart Belongs” esplorano un po’ il passato della formazione, tra rimandi a ritmiche più prettamente doom-gothic e concessioni ad un avant-prog raffinato e di classe. Mentre “Stones For Eyes” e soprattutto “Parasites”, che rasenta il thrash-death metal melodico, mettono a nudo il lato violento del gruppo, “Returning To The End Of The World” è forse l’episodio più ermetico e oscuro, quello più indefinibile e fascinoso. Chiude il tutto la magniloquenza e l’intensità di una “Underdogs” eccezionale, con ancora la Kirkevaag sugli scudi e lasciata a briglia sciolta. Un compendio di tracce, quindi, davvero ben amalgamate fra loro, con un’identità definita ed una spiazzante superiorità. Una pausa pluriennale che ha fatto realmente bene ai Madder Mortem, tornati alla carica con il loro personale masterpiece. Fateci un serissimo pensierino.

TRACKLIST

  1. Blood On The Sand
  2. If I Could
  3. Fallow Season
  4. Pitfalls
  5. All The Giants Are Dead
  6. Returning To The End Of The World
  7. Parasites
  8. Stones For Eyes
  9. The Whole Where Your Heart Belongs
  10. Underdogs
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