Si presentano a noi con un moniker assolutamente intrigante, questi Mass Murder Agenda, band nord-europea composta da membri di comprovata professionalità ed esperienza, già elementi di band come Face Down, Sexy Death, Kaamos e The Resistance. Questi terroristi musicali ci colpiscono con un industrial metal assolutamente d’impatto ma che nasconde in realtà influenze ben più “alte” e che non sono riconducibili alla sola testosteronica ed adrenalinica violenza sonica. Un disco che fa del dinamismo la propria arma può essere una lama a doppio taglio, ma grazie alla qualità delle composizioni ed al talento di Joakim Hedestedt dietro al microfono, riusciamo a seguire questo saliscendi emozionale senza sentirci persi od abbandonati a noi stessi, ben consci che dopo una carezza seguirà un metallico schiaffo, ma masochisticamente felici di questa consapevolezza. Si odono echi degli Slayer più industriali e sperimentali (leggi: “Divine Intervention”) nei momenti in cui la band si lancia in riff serratissimi sovrastati dalla voce filtrata del buon singer, così come non possiamo non pensare alla timbrica del poliedrico Corey Taylor ed ai suoi Stone Sour quando i Mass Murder Agenda calcano la mano sul lato più melodico e “commerciale”. Sono i Ministry invece che rispondono all’appello, se i Nostri giocano a fare i duri su ritmiche marziali ed utilizzano suoni “metallari” e “metallurgici”, in cui ci sembra di sentirli suonare con fiamma ossidrica e presse pneumatiche. Stupendo il singolo “Drawing Flies” (ed oculatamente selezionato) in cui la band mostra i muscoli senza dimenticarsi di stamparci in testa (con una della presse sopra-citate?) un ritornello che non stonerebbe in un futuro disco dei mascherati dell’Iowa. Notevole l’evidente cura nella composizione, nell’arrangiamento e nella ricerca del refrain “facile” ma incastonato con maestria tra lamiere metalliche ed influenze “aliene”. Citiamo ancora la bella “One More Day”, versione 2012 di quella bella “Timelessness” posta in chiusura del cibernetico “Obsolete” di “fearfactoriana” memoria. Quando la band non si dimentica le chitarre a casa (“Sucker”) o si perde giogionescamente tra troppa elettronica (e troppi brani) a volte utilizzata in modo esageratamente forzato, questa riesce a proporci un lavoro più che buono, che potrebbe fare la felicità di chi cerca qualcosa di rinfrescante in questa calda estate.
Informazioni Album
Durata: 00:43:00
Disponibile dal: 25/05/2012
Etichetta: Black Lodge
Distributore: Audioglobe
Tracklist
1. Feeder
2. Gagball
3. Sucker
4. Man Kill Man
5. Drawing Flies
6. Becoming God
7. Never Again
8. #1 With A Bullet
9. One More Day
10. Ad Nauseam
11. Piece Of Shit