METALLICA – Ride The Lightning

METALLICA – Ride The Lightning

Il 1983 è stato un anno fondamentale per tutto il movimento heavy metal, a causa di un impetuoso e ultra-violento debut album intitolato “Kill’Em All”, inciso da una giovanissima band trapiantata a San Francisco e chiamata Metallca. I Nostri hanno masticato, metabolizzato e proiettato alla velocità del suono una commistione caustica, ma incredibilmente matura, fatta di NWOBHM, rock’n'roll e hardcore-punk, meglio codificata come thrash metal. Questa inaudita violenza sonica ha espanso i limiti del rock sino ad allora conosciuti, generando un esercito agguerrito sparso in tutto il globo occidentale, che ha reso celebre e altrettanto temuto questo genere nel giro di tre anni. Consapevoli del proprio talento, i Metallica hanno acquisito rapidamente una notevole esperienza on stage, macinando una indiscutibile mole di concerti e conquistando progressivamente ed inesorabilmente una schiera di fan sempre più entusiasti e devoti. Giunto il momento di entrare in studio per coniare un nuovo lotto di inediti, i Four Horsemen si trasferiscono in Danimarca negli Sweet Silence Studios, guidati in cabina di regia dal produttore Flemming Rasmussen (già al lavoro su “Difficult To Cure” dei Rainbow di Ritchie Blackmore ed in seguito con i Blind Guardian), al quale spetta il compito di ottimizzare al meglio l’incredibile dose di energia espressa sul precedente lavoro. Dopo un febbricitante periodo trascorso in studio, il 30 luglio 1984 fa la sua comparsa nei negozi di dischi “Ride The Ligthning”, un album che assume la forma concreta di un miracolo vero e proprio inchiostrato sul pentagramma, in quanto riesce a bissare con disarmante semplicità la già ottima qualità dei pezzi presenti nell’esordio, ma soprattutto compie un’evoluzione sonora raramente conquistata da altri gruppi dello stesso genere. Presentato da una copertina tanto inquietante quanto magnetica, al suo interno troviamo otto composizioni cangianti, tirate a lucido da un songwriting incredibilmente maturo, ricco di affascinanti intuizioni melodiche, esaltate da una produzione professionale (distante anni dal sound garage forgiato pochi mesi prima su “Kill’Em All”). Questa profonda evoluzione tocca di conseguenza anche le tematiche trattate nelle lyrics, le quali assumono una fisionomia più drammatica e colta. Non a caso vengono citati un paio di autori di spicco della letteratura moderna come Ernest Hemingway e Howard Phillips Lovecraft, rispettivamente in “For Whom The Bell Tolls” e “The Call Of Ktulu”. Le novità prendono subito vita sin dal soffuso arpeggio chitarristico di “Fight Fire With Fire”, che dopo alcuni secondi sfocia in un eccitante assalto thrash all’arma bianca guidato dall’arrembante ma espressivo cantato del carismatico frontman James Hetfield. Sin dalle prima battute va rimarcato che il suo approccio vocale risulta meno istintivo ed isterico rispetto al passato, guadagnando punti in potenza e profondità. La genialità compositiva della band, però, traspare in pompa magna dalle note della title track (nella quale troviamo lo zampino di Dave Mustaine), architettata su un tumultuoso tour de force generato da una combinazione vincente strofa-bridge-ritornello, che affluisce in un affresco solista di gran gusto ad opera di un Kirk Hammett estremamente intenso ed ispirato nell’esecuzione delle sue partiture. “For Whom The Bell Tolls”, al contrario, smorza temporaneamente il ritmo anticipando di qualche anno la svolta decisiva intrapresa con il cosiddetto e perennemente discusso “Black Album”. Trattasi di un mid tempo tanto semplice quanto efficace, dettato dalle battute secche e quadrate di Lars Ulrich, colorato al tempo stesso dalla classe applicata alle quattro corde del mai troppo rimpianto e geniale Cliff Burton. “Fade To Black” inaugura una serie di semi-ballad che faranno la fortuna di una band che sceglie con astuzia di smarcarsi in largo anticipo sui tempi dai canoni tipici del genere, facendo emergere un latente approccio rock-oriented. Da essa brilla un palpabile mood malinconico ed oscuro, esaltato da una toccante performance vocale e da una serie di fraseggi chitarristici da antologia. L’anfetaminica “Trapped Under Ice” riporta il contagiri oltre il limite consentito senza sacrificare il gusto melodico delle vocals, mentre “Escape” spesso viene classificato come un episodio minore nella discografia della band; il brano offre invece un lampante esempio di come questi ragazzi siano in grado di destreggiarsi abilmente su lidi molto vicini all’hard rock venato di melodia. Il monumentale pathos espresso da “Creeping Death” ha pochi eguali nella storia della musica pesante, grazie al suo riff arcigno e durissimo che fa da ponte ad una magistrale interpretazione vocale di Hetfield, incastonata in un continuo e frastagliato saliscendi di note dettate dalle due chitarre. La conclusiva “The Call Of Ktulu” è un’elegante suite strumentale insaporita da un forte retrogusto progressivo, straordinaria testimonianza del travolgente eclettismo di questi ragazzi, consapevoli di aver innescato una rivoluzione culturale consacrata dal successivo “Master Of Puppets”. Un disco che a quasi trent’anni di distanza sa di miracolo.



Informazioni Album

Durata: 00:47:47

Disponibile dal: 30/07/1984

Etichetta: Megaforce Records

Distributore:

Tracklist

1. Fight Fire With Fire

2. Ride The Lightning

3. For Whom The Bell Tolls

4. Fade To Black

5. Trapped Under Ice

6. Escape

7. Creeping Death

8. The Call Of Ktulu


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  • DiscipleOfTheWatch

    Un pezzo della mia vita.

  • HSB

    gran disco e gran recensione

  • davidgilmour

    esattamente la frase che volevo scrivere! Questo disco mi sconvolse la vita all’epoca. Per me il capolavoro assoluto dei Metallica, sarà anche questione di valore affettivo, ma io amo questo disco in maniera morbosa!

  • DiscipleOfTheWatch

    Ahahah, vale lo stesso per me… Ricordo che la prima volta che l’ho ascoltato (forse un po’ dopo di te) mi sono chiesto come fosse possibile una cosa del genere! Mi associo, sicuramente la questione riguarda il vissuto ma pure per me è il loro apice, nonché uno dei (non molti) dischi che ha stravolto il mio modo di vivere la musica.

  • davidgilmour

    ahahaha guarda io ero proprio all’inizio con il metal, nel senso che conoscevo veramente poco. Avevo 13 anni e all’epoca ascoltavo iron maiden motley crue scorpions helloween ac/dc nirvana e GnR penso basta.. mio zio una sera arriva a casa e mi piazza sta cassetta, senti se ti piacciono mi dice… Parte Fight Fire with Fire.. sconvolto! e ti dico ho pensato la stessa cosa, com’è possibile una cosa del genere, ma chi cazzo sono questi pazzi che suonano così!?! L’ho ascoltato a ripetizione con il mio vecchio walkman fino a tarda notte ed il giorno dopo avevo gli esami di terza media ahahaha ero molto incarognito quella mattina! Ricordo che non vedevo l’ora di portare via le balle da quel banco per potermi sfondare le orecchie con quel capolavoro.. amore immutato
    dopo tanti anni, che bei tempi XD
    ps: quanti anni hai? magari siamo coetanei..

  • DiscipleOfTheWatch

    Beh, anche io venivo da Nirvana ed affini ma ho dovuto fare da autodidatta… E poi nel mio caso era (è ancora, giusto un po’ segnato XD) un cd, ad essere precisi io ricordo di essermelo chiesto sull’assolo di Creeping Death, ma ero rimasto senza parole da principio, ahah… E da lì quanti ascolti, ormai è una buona decina d’anni che mi tiene compagnia.
    Non saprei, i miei sono 25… I tuoi?

  • davidgilmour

    ah no, io ne ho 30 :)

  • DiscipleOfTheWatch

    Te l’avevo detto che forse ci ero arrivato dopo!
    Beh vuol dire che la sindrome da Ride the Lightning è intergenerazionale, ahah! Un saluto ;)

  • davidgilmour

    ahahaha assolutamente si! un saluto anche a te :)

  • Galilee

    Mai stato fan di questa band, sempre considerata molto sopravvalutata in tutti i suoi dischi. In ogni caso i primi 3 mi piacciono abbastanza, dopo qualcosa si è proprio perso per strada. Ride the lightning è comunque il mio preferito.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1667466487 Fabio Human Improvement Proces

    chiunque non consideri questo disco un pezzo di storia imprescindibile dovrebbe essere bannato da metalitalia.com XD

  • SeventhSonOfTheBeast

    Il migliore dei Metallica a mio parere, oscuro e potente: voto 9,5

  • http://www.facebook.com/stefano.pani.58 Stefano Pani

    Ma un 10 non lo date mai? Se non se lo merita questo disco….

  • Gennaro Dileo

    Personalmente non ho mai dato 10 ad un disco, perché sono convinto che la perfezione non sia di questo mondo :)

  • Gennaro Dileo

    Grazie!

  • Syward77

    Storia punto e basta

  • Dario Cattaneo

    L’assolo di “Fade To Black” è qualcosa che non puoi pensare che esiste. I minuti finali della canzone, quando dopo l’ultima carica ripetizione dell’ultimo riff la ritmica si scioglie in un liquido fraseggio sui cui si poggerà l’assolo è un magia. E l’assolo stesso, dopo che l’hai sentito, chiudi gli occhi e lo risenti ancora, anche se la musica ha già smesso… bellissimo. Uno dei motivi per i quali, a 15 anni, ho deciso che avrei suonato la chitarra, sognando di diventare rockstar. Ora, a 33 anni, sono impiegato e la chitarra la strimpello ogni tanto con gli amici, ma l’assolo di “Fade To Black” risuona ancora, con tutte le sue emozioni, ogni volta che ci penso. Ecco cosa è per me la musica immortale. Siamo anche noi, a renderla tale.

  • davidgilmour

    gran bel commento!

  • fabiostarchild

    eheheheh pivelli!…. :-)
    Io ne ho quasi 40 e sono davvero cresciuto con i Metallica.
    For whom e Fade to black le mie preferite di quest’album meraviglioso!

  • http://www.facebook.com/alberto.biffi Alberto Biffi

    A mio modesto parere, decisamente superiore a Master Of Puppets!!!!! Bella rece e disco INCREDIBILE. Trasuda ancora molta della genialità di Mustaine, vera nemesi ed allo stesso tempo, parte di James. Brividi.

  • DiscipleOfTheWatch

    Vecchietto :) Questo disco ci riporta tutti indietro nel tempo! (beh, chi più chi meno eheheheh!)

  • fabiostarchild

    :-):-)

  • Henry

    Disco imprescindibile, dotato di un’atmosfera unica…la ragione che mi ha spinto ad amare il metal!

  • http://www.facebook.com/edoardo.delprincipe Edoardo del Principe

    ma se non prende 10 sto cd…