Un Trono che giunge da un Mare scuro. Pietra o marmo intagliato. Braccioli scolpiti in forma di bestia, lo schienale adorno di un angelo calpestante alloro, il sedile in una pozza di chiarore. E nella distesa d’acqua infinita, abbacinata da una luce ultraterrena e nebbiosa, un alone di sangue putrido e arrossante il liquido sciabordio.
Così si presenta graficamente “Bloodthrone”, secondo album dei francesi Minushuman, edito dall’ormai solita, ineccepibile Season Of Mist dopo che la band si è fatta conoscere, tre anni orsono, nell’underground autoctono grazie al valido “Watch The World Die”. Un primo ascolto realmente devastante e chiarificatore ha spianato la strada ai Minushuman per assicurarsi il posto migliore fra gli slot disponibili del nostro portale, grazie ad un platter che colpisce sotto tutti i punti di vista, immediato e catchy ma profondo ed elaborato allo stesso tempo, in grado di stupire subito e stupire anche dopo, con un crescendo imperterrito di fruizioni sempre più esaltanti. Groove? Presente, eccome! Melodia? Presente, di quella di classe ma non solo, perché i francesini sanno anche essere brut(t)i e rozzi. Potenza? Cavolo! Velocità? A tratti, ma quando i Minushuman mettono la quarta lo fanno suonando un hard-rock ruvido e blackizzato da suoni bastardi e massacranti. Le voci? Principalmente Cedric Moise usa un growl strozzato e sofferto, ma in qualche episodio sporadico azzarda delle belle clean vocals evocative ed ipnotiche. Riffing: le parti di chitarra di Thomas Billerey – compositore principale – e Lionel Bouyroux si attestano vigorosamente tra il death atmosferico, il post-qualcosa, il black melodico, il rock sanguigno, quadrato e marziale: insomma nessuna staticità, ecco, bensì una libertà d’espressione che però si incanala univoca in una minestra pesantissima e riscaldante, sostegno ed input per le vostre migliori scariche d’adrenalina. Mickael Desmarie e Gaspard Jeanty-Ruard, impulso ritmico dei Minushuman, seguono al meglio le composizioni di “Bloodthrone”, lasciandosi andare quando è il caso, ma preferendo spesso la semplicità dei pattern ad un intrico troppo intricato. Si resta spesso basiti durante l’ascolto della tracklist di questo lavoro, in quanto brani come “The Architect”, “Forgotten Fields”, il singolo “The Day We Died” e la title-track ci conducono in un mood soffocante ma liberatorio allo stesso tempo, quasi come se lo scoprire la Verità della Morte fosse veramente la Salvezza definitiva; di contrasto, le motorheadiane – per impatto, incedere e attitudine – “Evolve”, “Three Mile Island” e “Another All” ci ricordano come spesso convenga ammazzarsi prima di morire. Dunque, non stiamo parlando di un debutto vero e proprio, ma il nome dei Minushuman ci era in precedenza sconosciuto: date una o più chance a “Bloodthrone”, per chi scrive uno degli highlight del 2011, dove vecchio e nuovo, classico ed estremo, cazzaro e riflessivo si uniscono assieme in un impeto di bellezza e armonia che speriamo trascenda il gusto musicale. Dannata poesia per orecchie marcissime.
Informazioni Album
Durata: 00:49:13
Disponibile dal: 19/08/2011
Etichetta: Season Of Mist
Distributore: Audioglobe
Tracklist
1. The Architect
2. The Size Of An Ocean
3. Evolve
4. The Day We Died
5. Forgotten Fields
6. Three Mile Island
7. Godspeed
8. Another All
9. Bloodthrone
10. Kill Me

