MISANTHROPE – Ænigma Mystica

MISANTHROPE – Ænigma Mystica

Cinque anni sono passati ormai dalla riuscitissima release di “IrréméDIABLE”, uno dei migliori dischi, se non probabilmente il più complessivamente riuscito, della lunghissima carriera dei francesi Misanthrope, combo di cui si sa pochissimo al di fuori del Paese natio e che, evidentemente, non tiene neanche tanto a far sapere ciò che combina, considerata la scarsezza di informazioni che giungono a noi attraverso i soliti canali. Gli ormai soli gestori (e membri del roster) dell’una volta lungimirante Holy Records, label attraverso la quale, fra gli altri, sono passati anche Septicflesh, Orphaned Land e Heidevolk, ritornano ora con il decimo full-length album della storia della loro band, un’icona ben stabile fra i cugini d’Oltralpe ma pressoché impalpabile in altri posti. E ciò ci dispiace, essendo discreti fan della formazione in questione. Ma tant’è, veniamo dunque al nuovo “Ænigma Mystica”: era molto difficile per i Misanthrope ripetere l’exploit del concept-album su Charles Baudelaire, quindi un quasi inevitabile passo indietro è stato compiuto dall’esperta compagine parigina. A metà strada, però, tra la fantasia e la varietà proprio di “IrréméDIABLE” e la staticità quasi noiosa dell’ancor precedente “Metal Hurlant”, “Ænigma Mystica” si assesta comunque su buoni livelli, confermando l’assodato stato di compositori sopraffini di S.A.S. De L’Argiliere, Jean-Jacques Moreac e del virtuoso chitarrista Anthony Scemama, che, dandosi da fare alla ricerca del riffing tecnico-melodico più ardito possibile, a volte cadono in qualche ripetitivo deja-vù, mentre altre volte centrano meglio il bersaglio. Il progressive death metal della band è sempre non facilissimo da assimilare, in prima istanza perché i brani sono al solito più prolungati di quanto basterebbe e poi perché, pur essendo decisamente melodiche, le strutture compositive di quasi tutti gli episodi non sono propriamente orecchiabili. E’ infatti piuttosto normale che, dopo i primi ascolti, poco resti in mente di quanto sentito, eccezion fatta per il capolavoro “Desponsation”, traccia di melo-death malinconico che ci ha davvero ammaliato. Il basso di Moreac si ritaglia i propri spazi come di consueto, stupendo soprattutto all’altezza di alcuni incipit ad esso dedicati, ad esempio quelli sbarazzini di “L’Arborescence Du Lys” e di “Nouvelle Parole”. Il digrignare in francese di S.A.S. è riconoscibile fra mille altri vocalizzi, può piacere come essere detestabile, ma il suo acume lirico e interpretativo resta invariato negli anni, trade-mark dei Misanthrope. “Forces Conspiratrices” e “Les Ombres De Dante” sono altri due brani piuttosto riusciti, che ci ricordano come i Misanthrope siano soliti vagare anche in territori symphonic-black e thrash metal, sebbene sia da rimarcare una contenuta profusione di tastiere in questo nuovo lavoro, fra l’altro contornato da un artwork piuttosto atipico per la band, legata spesso al colore rosso e ad immagini teatrali e artistiche, più che a rimandi alla Natura come nel presente. Ebbene, ci fosse stato un 7+ da poter assegnare, forse avremmo dato tale voto; invece non ce l’abbiamo, perciò ci limitiamo ad un moderato, ma positivo, sette pieno.



Informazioni Album

Durata: 01:06:01

Disponibile dal: 14/01/2013

Etichetta: Holy Records

Distributore:

Tracklist

1. L’Art Chorégraphique De La Transe

2. Forces Conspiratrices

3. La Bonté Du Roi Pour Son Peuple

4. Les Ombres De Dante

5. L’Arborescence Du Lys

6. Desponsation

7. Gigantomachie

8. Nouvelle Parole

9. Charmantes Castratrices

10. Suis-Je Misandre?

11. Lycaon (Omophagie Communiante)

12. Ænigma Mystica


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