MORBID ANGEL – Gateways To Annihilation

Pubblicato il 17/10/2000 da
voto
9.0
  • Band: MORBID ANGEL
  • Durata: 00:44:28
  • Disponibile dal: 17/10/2000
  • Etichetta: Earache
  • Distributore: Self
“When you look into the abyss
the abyss looks back at you”

Dopo l’abbandono del carismatico Dave Vincent, i Morbid Angel avevano la necessità di dimostrare a tutto il mondo che erano ancora in grado di fare da guida al movimento death metal; condotti quindi dalla folle mente di Trey Azagthoth e con il nuovo arrivato Steve Tucker dietro al microfono, diedero alle stampe il portentoso “Formulas Fatal To The Flesh”. Il lavoro necessariamente doveva mostrare che lo scettro del comando era sempre stato in mano a Trey ed il risultato finale quindi doveva essere Morbid Angel al 100%. La band macina dunque insieme tutto quanto fatto in passato, con un occhio di riguardo per “Covenant” e sputa fuori un lavoro che è canonicamente ed intensamente targato Azagthoth. Una volta mostrato al mondo intero che la band è più viva e vegeta che mai, Trey, Pete Sandoval, Steve Tucker ed Erik Rutan possono guardare al futuro e permettersi di pubblicare un lavoro claustrofobico, enorme e disturbante come “Gateways To Annihilation”. Se fino a questo momento la band era ferma sull’orlo dell’abisso e descriveva con dovizia di particolari il mostruoso inferno che la circondava, con il nuovo album finalmente trova il coraggio di guardare dentro quell’abisso. Però, contrariamente al motto posto in apertura di recensione, l’abisso non si limita a guardare dentro i Morbid Angel, tutt’altro! Le due componenti si compenetrano a vicenda in uno scambio di abominevoli sensi e la band stessa diventa l’abisso… e “Gateways To Annihilation” è il manifesto di questa blasfema unione, è il cantico degli abissi, il caos primitivo, l’infinitamente piccolo Trey Azagthoth che diventa l’infinitamente grande Dio cieco ed idiota che gorgoglia al centro dell’universo, andando a chiudere un cerchio cosmico aperto a suo tempo da H.P. Lovecraft. Più prosaicamente il lavoro è il più cupo ed opprimente mai scritto dalla band, che esalta la propria componente doomy, la stessa presente in nuce in “Blessed Are The Sick” e venuta a galla in “God Of Emptiness”. Questo è il death metal, una musica pericolosa, che sa colpire non solo con la velocità, ma soprattutto con la potenza sprigionata dall’incedere dei riff enormi della coppia Azagthoth/Rutan. “Summoning Redemption” è uno dei brani migliori mai scritti dai Morbid Angel, un moloch sonoro di sette minuti guidato da quel metronomo umano di Pete Sandoval (straordinario come sempre) e vomitato addosso all’ascoltatore da un Tucker decisamente in palla. Con la successiva “Ageless, Still I Am” (che doppietta!) la band ci proietta in una realtà oscura e senza possibilità di uscita. La descrizione dell’abisso continua con la mefitica e doomeggiante “He Who Sleeps”, uno dei brani più lenti mai composti dalla band, un monumento nero e melmoso eretto da Azagthoth (e da Tucker, molto presente in tutto l’album) in onore dell’omonima divinità. Splendida anche la maggiormente tecnica “To The Victor, The Spoils”, dove le ritmiche salgono di tono ed il mood generale torna ad essere quello di “Covenant”. “At One With Nothing”, anch’essa lentissima e portentosa, si segnala perlopiù per un lavoro di chitarra solista entusiasmante, mentre “Opening The Gates” è un classico Morbid Angel tune, con cambi di ritmo, rallentamenti ed accelerazioni, il tutto letto nell’ottica deformante che inquadra tutto l’album. Trey aggiunge il suo tocco vocale personale in “Secured Limitations”: il suo screaming perverso ed i synth mai invasivi in sottofondo fanno per un attimo pensare ad una congiunzione tra il death ed il black, ma la sensazione è subito spazzata via dalla floridiana “I”, che gode di un break centrale malatissimo, nel quale Trey sacrifica la sua sei corde in favore di un suono sintetico ed alieno. La conclusione è affidata alla veloce “God Of The Forsaken”, quasi che la band si sia resa conto dell’abominio nella quale si era infilata e cercasse di uscirne al più presto, peraltro non riuscendoci. “Gateways To Annihilation” è quindi un lavoro portentoso, un vero e proprio capolavoro del death, che si lancia ad esplorare le componenti più profonde del genere. I Morbid Angel con questo lavoro hanno cercato di aprire nuove strade, strade che poi altri hanno emulato, ma mai nessuno è arrivato così vicino a quello che chi scrive ritiene la vera essenza del death metal, quella particella putrescente che sta al centro dell’universo e che se esplodesse causerebbe un Big Bang di materia oscura che porterebbe la musica in una nuova ed agghiacciante era.
Ageless, Still They Are!

“The sciences, each straining in its own direction, have hitherto harmed us little; but some day the piecing together of dissociated knowledge will open up such terrifying vistas of reality, and of our frightful position therein, that we shall either go mad from the revelation or flee from the deadly light into the peace and safety of a new dark age”.

TRACKLIST

  1. Kawazu
  2. Summoning Redemption
  3. Ageless, Still I Am
  4. He Who Sleeps
  5. To The Victor The Spoils
  6. At One With Nothing
  7. Opening Of The Gates
  8. Secured Limitations
  9. Awakening
  10. I
  11. God Of The Forsaken
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