MURKRAT – Drudging The Mire

MURKRAT – Drudging The Mire

Vengono dall’Australia e sono a tutti gli effetti il prodotto della mente di una ragazzina dall’aria imbronciata e cattiva che di nome fa Mandy Andresen (qui ribattezzata Mandy VKS Cattleprod). Loro si chiamano Murkrat e sono pronti a turbare i vostri sonni con il loro cocktail letale di dark e doom funereo. Mandy in realtà è una strega, un essere impalpabile che urla il proprio dolore e lo traduce in musica, metà Anna Varney e metà Diamanda Galas. La sofferenza che trasuda dai microsolchi di “Drudging The Mire” ci arriva diretta, senza filtri e senza abbellimenti vari. L’oscurità che pervade l’album è totale ed è resa ancora più angosciante dall’interpretazione vocale che, lungi dall’essere perfetta, riesce a restituirci in maniera ottimale il senso di sconforto e disperazione sprigionato dalla otto tracce qui presenti. I Murkrat non sono un gruppo funeral, ma siamo convinti che sarebbero moltissime le band di extreme doom che pagherebbero per concepire un lavoro come “Drudging The Mire”! Venendo allo specifico delle canzoni, dopo un’intro pianistica estremamente convincente, veniamo travolti dalle cupe atmosfere della magniloquente “I, Rodent”, cupissimo gothic doom di un’intensità fuori dal comune e che mostra delle venature di una sacralità tipicamente dark che faranno da fil rouge a tutti i brani. “Faceless” è lenta e controllata ed affine al dark doom, con Mandy che mette in mostra anche un cantato tecnicamente niente male. “World” è una liturgia ambient doom che funge da preambolo a “Electric Womb”, brano lunghissimo ed altamente evocativo, dove le tastiere giocano un ruolo non indifferente nell’economia generale. A seguire “The Mighty Spires”, vera e propria trasposizione doom degli incubi dei Sopor Aeternus, che si segnala per l’unica vera concessione al dark italico degli Jacula grazie ad un assolo di Hammond utile a rendere il tutto ancora più “ritualistico”… una vera perla! “Speak” esplora il lato più funereo del sound dei nostri, mentre la conclusiva “Berceuse – Slow Immersion” è un’outro utile a decontaminare il cervello prima dell’inevitabile ritorno alla realtà. Perché “Drudging The Mire” a tutti gli effetti rappresenta una vera e propria fuga dal reale, una fuga spaventosa, una caduta nell’abisso dal quale però non si vuole risalire. Inquietanti e spaventosi ma di una bellezza rara: questi sono i Murkrat, questa è Mandy! Ascoltateli da soli al buio se ne avete il coraggio!



Informazioni Album

Durata: 01:11:57

Disponibile dal: /02/2011

Etichetta: Aesthetic Death

Distributore:

Tracklist

1. Processional: Drudging The Mire

2. I, Rodent

3. Faceless

4. World

5. Electric Womb

6. The Mighty Spires

7. Speak

8. Berceuse - Slow Immersion


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