OBLITERATED – Fragments Of Infinity

Pubblicato il 03/09/2016 da
voto
7.5
  • Band: OBLITERATED
  • Durata: 00:29:07
  • Disponibile dal: 21/05/2016
  • Etichetta:
  • Distributore:

Si presentano sotto l’impegnativa definizione di ‘progressive thrash’ i marchigiani Obliterated, approdati con questo “Fragments Of Infinity” al secondo EP autoprodotto. Un’avventura ancora giovane quella del quartetto, già passato attraverso gli obbligatori cambi di line-up e un necessario processo di chiarificazione degli intenti. Affrontare gli sbilenchi tracciati del metal ipertecnico denota innanzitutto un forte spirito di intraprendenza, esemplificato anche dal ponderoso minutaggio cui sono sottoposte le singole tracce dell’EP. Il quale si apre con la track più ambiziosa del lotto, “Creator Of Void”, quasi dodici minuti di astrazioni e farneticazioni cosmiche, che fondono sciami chitarristici arzigogolati e scintillanti a ritmiche assatanate e impellenti voglie distruttive. Si guarda ai campioni assoluti del techno-thrash moderno, i Vektor, ma il peso specifico del riffing e le tonalità volgono a un quadro più aspro, asfittico, ricordando i Pestilence di “Testimony Of The Ancients”, gli Atheist dei primi due album, pure i Machine Head degli inizi spogliati dei caratteri groovy. C’è molta pressione e urgenza nella musica degli Obliterated, che tendono a frapporre ad attimi raffinati, colmi di dissonanze filamentose e intrecci pregevoli, perigliose tirate di thrash/death ferino, selvaggio ed efferato. Non si perdono gli equilibri, fortunatamente, andando giusto un po’ fuori contesto con la rozza voce di Stefano Viola, secondo noi leggermente monocorde, anche se nient’affatto debole o sciatto. Intrigante la pausa arpeggiata, omaggiante sia gli autori di “Terminal Redux” che i Metallica “Master Of Puppets”-era. Gli altri brani presenti asciugano la ricca lista di input e rimandi dell’opener, mettendo comunque in luce un bagaglio tecnico-compositivo di tutto rispetto, con un occhio di riguardo alla scorrevolezza anche nei passaggi a maggior parossismo strumentale e vocale. “Ouroboros” si candida al ruolo di composizione più accessibile, tramite stop-and-go schietti e ficcanti e un ottimo amalgama di strappi alla Coroner e contorsioni abbastanza digeribili, come a suo tempo ci avevano insegnato Megadeth e Annihilator, portatori di un modo di intendere il verbo del thrash progressivo piuttosto ‘umano’. “The Shores Of Chaos” prosegue su coordinate simili, dimostrando una notevole capacità di sintesi: bastonate nei denti e tempi diretti per buona parte della durata, stacchi fantasiosi fungenti da raccordo fra le varie sezioni e riff incalzanti sono gli ingredienti utilizzati per far attecchire nei cuori dei thrasher un altro pezzo assolutamente riuscito. E non è da sottovalutare nemmeno il finale di “Wings Of Macrocosm”, vicina a certe tendenze ‘vektoriane’ di un episodio brevilineo come “Dark Creations, Dead Creators”, anche se nel caso degli Obliterated c’è una sporcizia di fondo che ne amplia il potenziale bacino d’utenza. In Italia ultimamente si sta sviluppando un piccolo filone di sonorità elaborate e dal concept fantascientifico (interessante a questo proposito il Void Fest di giugno, all’insegna proprio dello speed/thrash orientato a tematiche sci-fi, con gli Obliterated tra i partecipanti), speriamo che il discorso si evolva in senso positivo per la band marchigiana e si possa avere a breve tra le mani un intero full-length. Più in generale, auspichiamo che i ragazzi che oggi si cimentano con questi suoni così ostici non demordano e possano regalarci materiale di pregio nei prossimi anni.

TRACKLIST

  1. Creator of Void
  2. Ouroboros
  3. The Shores of Chaos
  4. Wings of Macrocosm
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