OBSCURE SPHINX – Epitaphs

Pubblicato il 29/11/2016 da
voto
8.0
  • Band: OBSCURE SPHINX
  • Durata: 00:56:25
  • Disponibile dal: 12/09/2016
  • Etichetta:
  • Distributore:

Gli Obscure Sphinx non dovrebbero essere più una sorpresa, ormai; ma assai probabilmente per molti lo sono ancora. Scoperto dai più durante la felicissima partecipazione al Summer Breeze Festival Open Air del 2012, durante il quale i polacchi vinsero il concorso New Blood Award e aprirono la manifestazione stupendo chiunque fosse sotto il palco quel plumbeo giovedì mattina (e noi c’eravamo eccome!), nell’arco di pochi anni e due full-length album il quintetto di Varsavia ha consolidato il suo successo in madrepatria e, in qualche modo, sfondato anche in Germania, mercato assai considerevole in ambito metal, come tutti voi saprete. Dopo “Anaesthetic Inhalation Ritual” e “Void Mother”, e una serie di live di qualità sopraffina, arriva per la Sfinge Oscura il fatidico passo del terzo album, il qui presente, e dal titolo quantomai emblematico ed enigmatico, “Epitaphs”. Ci troviamo di fronte, ancora una volta, ad una autoproduzione completa, ma ciò non inficia assolutamente la bontà del prodotto, professionale e dai suoni precisissimi per il genere di competenza e per le emozioni che filtrano dalle composizioni della band. Il post-progressive-doom metal degli Obscure Sphinx, infatti, si compone di continui chiaroscuri di suono e di atmosfera, imperniati sulla prestazione vocale della carismatica frontgirl Zofia ‘Wielebna’ Fras, in grado di passare da interpretazioni limpide e sciamaniche ad aggressive modulazioni tra il growl pieno ed uno scream strozzato e sofferente. La catarsi che la psichedelia degli arpeggi reiterati e il tribalismo dei tamburi, uniti alle cantilene prolungate della Fras, iniettano nell’ascoltatore è solo lo specchietto per le allodole, il metodo per intontire il fruitore e per farlo arrivare impreparato alle esplosioni groovy e (spesso) melodiche che rimpolpano di violenza sonorità sì oscure e cupe, ma anche dolci e suadenti. Rispetto ai precedenti lavori, “Epitaphs” segna un approccio ancor più maturo alla scrittura, raggiunto tramite la preparazione di brani curatissimi in ogni dettaglio, mai troppo ‘pieni’ e quasi sempre minimali, ma dotati di una profondità non comune e di uno spessore marmoreo. Sei sole tracce per quasi un’ora di musica significa canzoni non esattamente brevi ed immediate, ma che come ondate di infinita risacca si plasmano, distruggono e riformano in crescendo e decrescendo logici ed organici, mai danti l’impressione di canzoni-puzzle senza senso. Ne è fulgidissimo esempio la maestosa opener “Nothing Left”, probabilmente il pezzo più importante presentato ad oggi dagli Obscure Sphinx, potentissimo andirivieni carico di sbalzi ritmici tra Cult Of Luna, Meshuggah, The Ocean e – perchè no? – Gospel Of The Witches, con un outro intensissimo di pianoforte e chitarra spagnola. A ruota segue il più lento a dipanarsi “Memories Of Falling Down”, la cui prima parte ci culla a lungo fino a raggiungere una seconda parte più movimentata ed abrasiva. “Nieprawota” abbassa il minutaggio e diventa subito il brano più accessibile, con un riffing relativamente orecchiabile e fluido ed una costante cattiveria balenante nell’aria. Segue l’episodio più tetro e drammatico, una “Memorare” che, funerea, non convince in pieno ma solo per un’indifesa debolezza se messa a confronto con gli altri cinque ottimi elementi della tracklist, a partire dall’epica “Sepulchre”, la più breve del lotto, che segue le orme di “Nieprawota” lambendo ancora più da vicino qualche groove à la Meshuggah. Chiude i giochi l’altro capolavoro del disco, “At The Mouth Of The Sounding Sea”, notturno moto ondoso dai variopinti colori prelevati da una tavolozza non troppo fantasiosa ma sinceramente ispirata e dall’altissima qualità. Questi ragazzi, dunque, sono ormai più che pronti per diventare uno dei nomi più importanti della scena post europea: la classe, le capacità, la personalità, l’attitudine e la presenza on stage sono tutte dalla loro parte. Che questi ‘epitaffi’ segnino davvero la fine della navigazione nell’underground e il sorgere di una nuova, splendida stella nel cielo di metallo. Ottimi, Obscure Sphinx!

TRACKLIST

  1. Nothing Left
  2. Memories Of Falling Down
  3. Nieprawota
  4. Memorare
  5. Sepulchre
  6. At The Mouth Of The Sounding Sea
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