OMEGA FLARE – A Clockwarp Machinery

OMEGA FLARE – A Clockwarp Machinery

Confessiamo che, a giudicare dall’artwork molto cupo e metropolitano, ci eravamo fatti l’idea che gli Omega Flare suonassero una musica pesante ed industrialoide. Con nostra sorpresa invece, inserendo "A Clockwarp Machinery" nel lettore, ci siamo trovati davanti ad una sorta di ibrido tra il power, l’hard rock ed il prog, peraltro eseguito piuttosto bene. I bolognesi riescono a costruire un’alternativa credibile e praticabile agli abusatissimi stilemi dell’italian power, tagliando dal proprio sound le melodie stucchevoli ed i virtuosismi fini a sé stessi ed applicando al loro posto soluzioni più moderne, senza disdegnare l’utilizzo di una tastiera che spesso e volentieri vira verso lidi elettronici. Punti di riferimento ce ne sono e rispondono ai nomi di Iron Maiden, Angra, Dream Theater, Nightwish, Edguy, Threshold e chissà quanti altri ancora. Il pregio degli Omega Flare però é quello di non limitarsi ad una mera riproposizione di stilemi vecchi di anni, ma di donare loro nuova linfa grazie ad un songwriting assolutamente convincente. Nel lavoro, accanto a cadute di stile come "Grey", che sembra fatto apposta per cavalcare l’onda lunga del successo dei Nightwish e degli After Forever, ci sono delle piccole perle: "Wreath Of Lust" ad esempio, melodicissima e tamarrissima, che mischia il power prog con il pop ottantiano più becero e che si stampa in testa sin dal primo ascolto. Altri brani eccellenti sono le conclusive "Artificial Antihuman" e "Deviant Addiction": la prima mischia Iron Maiden e Shadow Gallery rivisti in un’ottica sintetica e molto interessante, mentre la seconda é una traccia moderna e strisciante, che si insinua malvagia e melliflua nelle orecchie dell’ascoltatore e non disdegna passaggi maggiormente estremi, evidenziati anche dal growling del tastierista Daniele Lipparini. Proprio Daniele é il vero punto di forza della band, dato che le sue tastiere formano l’ architrave sopra il quale poggiano il lavoro della chitarra e della sezione ritmica. Buono anche l’apporto vocale di Andrea Bigi, forse leggermente monocorde, ma comunque piuttosto espressivo. Ci auguriamo quindi che gli Omega Flare ottengano presto un contratto discografico, in quanto, allo stato attuale delle cose, possono rappresentare veramente una salutare ventata di aria fresca all’interno della scena heavy tricolore.



Informazioni Album

Durata: 00:31:05

Disponibile dal: //2009

Etichetta:

Distributore:

Tracklist

1. Signal Acquired

2. Endorphine Abuse

3. Wreath Of Lust

4. Grey

5. Artificial Antihuman

6. Deviant Addiction


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