POMBAGIRA – Maleficia Lamiah

POMBAGIRA – Maleficia Lamiah

I Pombagira sono esponenti ormai illustrissimi della gloriosa scena stoner-doom d’Albione, di quel metal sabbathiano occulto e tossicissimo che si rifiuta di contaminarsi con formule più estreme e sperimentali e che rimane sempre ben ancorato al rock psichedelico di cui è diretto discendente. I Nostri sono facilmente accostabili ai loro ben più illustri cugini Electric Wizard, Ornage Goblin, Ramesses, Moss, Conan, eccetera, ma, a differenza dei rispettabilissimi esponenti appena citati, i Pombagira hanno un marcia in meno, ovvero sono revivalisti e tradizionalisti in maniera praticamente irrecuperabile e apparentemente incapaci di proporsi in veste di innovatori in alcun modo. I loro riff sono sempre irreparabilmente stonati e affumicati, e perennemente persi un una lisergica e fumosa nube di feedback che compromette ogni tentativo di dinamismo o eterogeneità stilistica. La sezione ritmica segue a ruota riuscendo solo ad imbastire dei rintocchi comatosi che ipnotizzano senza mai colpire realmente, e alla monotonia e omogeneità dei suoni si aggiunge la struttura dei pezzi che rende la proposta ancor più ostica e di difficile digestione. Le due canzoni che compongono questo estenuante “Maleficia Lamiah” sono infatti lunghe quasi venti minuti la prima, e oltre venticinque la seconda. Un format monolitico e confusionario, dunque, che per via della carenza di diversificazione e variazione, e di elementi in grado di spezzare noia e monotonia, risulta noioso e ripetitivo nella migliore delle ipotesi e addirittura fastidioso se visto con senso ancor più critico e severo. Il lavoro nel complesso non ha grosse esitazioni quando si tratta di snocciolare l’epicità funerea, quel malsano senso di psichedelia e quell’occultismo fumoso che il genere reclama, e anzi, i fan più sfegatati del genere apprezzeranno anche gli sforzi del trio, il problema semmai è che se da un lato i Nostri preservano bene la reputazione del genere, dall’altro la procrastinano negandole un rinnovamento in fin dei conti sempre necessario, e non sempre riescono a sfuggire ad un parossismo sempre in agguato. Oltre a queste valutazioni soggettive, ve ne sono anche alcune platealmente oggettive come il giudizio davvero poco lusinghiero che si potrebbe esprimere nei confronti delle continue stecche del vocalist quando tenta di raggiungere ottave più elevate (assolutamente al di fuori della sua portata), la generale debolezza dell’impianto vocale tutto e la goffaggine onnipresente che domina gli assoli chitarra. Dei titani come gli Sleep eclisserebbero questi Pombagira con una sola nota.



Informazioni Album

Durata: 00:42:35

Disponibile dal: 18/03/2013

Etichetta: Black Axis Records

Distributore:

Tracklist

1. Maleficia Lamiah

2. Grave Cardinal


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