RAVEN BLACK NIGHT – Barbarian Winter

RAVEN BLACK NIGHT – Barbarian Winter

Mettendo sotto contratto questi Raven Black Night la Metal Blade é andata ad esplorare una fetta di mercato che ancora non aveva coperto, nonostante un roster amplissimo e quasi onnicomprensivo. La band australiana infatti batte territori affini ad un epic doom metal smaccatamente ottantiano, piuttosto elegante nella sostanza, ma assolutamente rozzo e minimale nella forma. Attivi ormai da quasi quindici anni, i Raven Black Night arrivano solo oggi alla pubblicazione del secondo album, piacevole punto d’incontro tra Manilla Road, Black Sabbath era Dio, Cirith Ungol, Candlemass, Manowar (quelli di “Into Glory Ride”) ed Iron Maiden di “Killers”. Ciò che convince senza se e senza ma di questo “Barbarian Metal” é l’assoluta aderenza ai canoni, che porta il quartetto a scrivere brani discretamente elaborati, ricchi di cambi di ritmo e di soluzioni soliste mai semplici o scontate; in aggiunta a ciò segnaliamo un singer come Jim The White Knight, perfetto nella propria rudezza e nella propria insistenza sui toni acuti, ed una produzione magnificamente lo fi, grezza e sporca ma perfettamente mixata. Una volta avuto modo di valutare ed apprezzare l’ortodossia musicale del quale é intriso “Barbarian Winter”, va altresì segnalato che la band svolge sicuramente bene il proprio compito, senza però alcuno spunto particolare che permetta loro di emergere appieno in una scena sempre molto statica. Insomma, manca quel quid nel songwriting che permetterebbe ai Nostri di fare il salto di qualità. Invece ci troviamo davanti ad un album certamente buono ma piuttosto carente a livello di carisma e di personalità, che in molti casi non riesce a colpire nel segno. Non basta certo cercare di irrobustire il sound con dosi generose di death come accade nella title track, oppure giocare la carta della cover di “Changes” dei Black Sabbath – in una pessima riproposizione, peraltro – per colpire nel segno. Anzi, i momenti migliori dell’album si hanno proprio quando i ragazzi giocano sul sicuro, come nell’ottima “Morbid Gladiator”: complessa, strutturata, eppure grondante quella semplicità e quell’innocenza tipica dei primi eighties. La maggior parte dei brani però passa senza riuscire a colpire come dovrebbe, persi nel loro formalismo di facciata. Senza dubbio gli amanti delle sonorità epic doom rimarranno piacevolmente colpiti dai Raven Black Night; secondo noi “Barbarian Winter” é un platter discreto che con un po’ più di impegno sarebbe potuto diventare veramente molto buono. Benino.



Informazioni Album

Durata: 00:59:08

Disponibile dal: 19/02/2013

Etichetta: Metal Blade Records

Distributore: Sony

Tracklist

1. Fire In Your Eyes

2. Morbid Gladiator

3. Mystery Woman

4. Fallen Angel

5. Black Queen

6. If You Choose The Dark

7. Warriors Call

8. Barbarian Winter

9. Changes

10. Lips Of Desire

11. Nocturnal Birth

12. Angel With A Broken Wing


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