Il responso oracolare di Delfi – Rhetra, appunto – stavolta è alquanto inquietante e di cattivo auspicio. Il debut album, intitolato “Ego Sum Mors Vestra”, del duo italiano Rhetra non nasce sotto una buona stella. La release, infatti, è ammantata dalle tenebre in modo soffocante: da tanto non si raggiungeva, per lo meno nell’underground nostrano, un estremismo sonoro di questi livelli. Siamo nel cupo mondo del black metal underground, il più bestiale e intransigente che si possa immaginare; un black metal delle origini che sembra esser stato partorito direttamente dal passato, tanto stretto è il legame che lo lega musicalmente ad un preciso periodo storico della musica nera per eccellenza. Ovviamente i Rhetra si rifanno ai ‘padri’ del black metal, ma anche se lo stile li vorrebbe più vicini ai Darkthrone, il caos primordiale scatenato dalla registrazione underground li fa avvicinare maggiormente al turbine devastante di “Pure Holocaust” degli Immortal. I Rhetra presentano una cantante/chitarrista femminile di indubbie doti: lo screaming è più che convincente e i riff sono pregevoli, alcuni assai trascinanti. La produzione è assai estrema e di certo potrebbe risultare indigesta anche a molti appassionati del genere, che purtroppo negli ultimi anni sono stati fin troppo ben abituati a produzioni più che ‘pulite’ di gruppi considerati ‘true’. Qui, invece, come si suol dire, bisogna ‘rifarsi le orecchie’ prima di comprendere appieno il nesso che esiste all’interno del caos primordiale dei brani di “Ego Sum Mors Vestra”. Certo che, per rendere il tutto un po’ meno caotico, le chitarre avrebbero potuto sferragliare un po’ di meno e la base ritmica, per dare più spessore al sound dei Rhetra, avrebbe potuto essere posta maggiormente in primo piano. Le strutture dei brani sono molto lineari e tutto l’album è piuttosto piatto in tal senso: con un po’ più di incisività e qualche piccola variante per rendere i brani meno simili, i Rhetra potrebbero davvero fare un salto di qualità. Per il momento la prova del fuoco del debutto è superata, speriamo che la band rimanga a questi livelli estremi, ma sappia anche migliorarsi ed arricchire/personalizzare il proprio sound senza snaturarlo.
Informazioni Album
Durata: 00:36:40
Disponibile dal: 01/03/2012
Etichetta: Heder Music
Distributore:
Tracklist
1. Perpetual Reflorescence Of Pith
2. Arising Essence
3. Death Of The Misusers
4. No Mercy For The Vile
5. Slating
6. Vengeance Of The Moon
7. Beyond Every Lie