S.O.D. – Speak English Or Die

S.O.D. – Speak English Or Die

La leggenda vuole che un “certo” Scott Ian, chitarrista e fondatore di un gruppo chiamato Anthrax, una volta terminate le registrazioni di un disco che passò alla storia, intitolato “Spreading The Disease”, si ritagliò un po’ di tempo libero ed iniziò a buttare giù qualche riff dal sapore punk/hardcore, riff che andarono a dare forma ad un altro album che a sua volta fece la Storia… Reclutato l’ex bassista della sua band, Dan Lilker, alla voce venne chiamato Billy Milano, che ai tempi era un roadie degli Anthrax, ma che in seguito divenne il frontman dei M.O.D.; dietro alle pelli venne aggiunto l’altro Anthrax Charlie Benante e così nacquero gli Stormtroopers Of Death. “Speak English Or Die” venne registrato in tre giorni e inizialmente non venne certamente preso sul serio dalla critica: i brani che lo compongono non hanno una durata di più di tre minuti, alcuni dei quali sono una vera e propria presa per il culo (“Anti-Procrastination Song”, “What’s That Noise” o “The Ballad Of Jimi Hendrix”, per fare alcuni esempi); in ultimo, ma non di certo per importanza, i testi: sfrontati, strafottenti, dall’indole “nazistoide” (il titolo “Fuck The Middle East” crediamo che abbia creato non pochi problemi), ma che in realtà hanno il solo obiettivo di sfottere un po’ tutto il mondo del metal che spesso si prende troppo sul serio. “Speak English Or Die”, contro ogni pronostico, divenne ben presto un punto di riferimento in  ambito hardcore-metal e, insieme ai lavori di band quali D.R.I. e Suicidal Tendencies, diedero il la a quel crossover thrash, che nulla ha a che vedere con il crossover adorato dalle masse tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000. In questo album troviamo tutta la rabbia e la velocità del thrash metal di quegli anni, unite a questo spirito hardcore punk degli appena nati Agnostic Front. L’assalto è frontale sin dalle primissime tracce, che costringono l’ascoltatore praticamente ad un’apnea da adrenalina, con riff velocissimi, affilati, frenetici e al contempo cadenzati, con ritmiche quadrate, semplici e terribilmente ricche di groove, dove ogni colpo su qualsiasi piatto, o su qualsiasi pelle, è suonato come se dovesse essere l’ultimo! L’ascoltatore può giusto tirare fiato mentre i Nostri ridono e scherzano con pause tipo “What’s That Noise”, salvo poi venire nuovamente inondato da una valanga di riff fino alla fine del disco, che in tutto dura  poco meno di mezz’ora per un totale di ventuno tracce. In “Speak English Or Die” c’è tutta la genuinità di chi si vuole divertire facendo musica senza volersi prendere sul serio: è il sogno di ogni musicista quello di registrare un disco quasi per scherzo in appena tre giorni e farlo divenire un masterpiece. Purtroppo, in seguito, la band non fu in grado di replicare un album come questo: dopo vari anni di silenzio venne infatti dato alle stampe “Bigger Than The Devil”, che formalmente non ha nulla di realmente sbagliato ma che sostanzialmente difetta di quella magia e di quell’indole – concedeteci il termine – cazzona e fracassona di “Speak English Or Die”. Tramite questa recensione, vorremmo sì far tornare la voglia di riascoltare questo disco a quanti già lo conoscono e lo apprezzano, ma vorremmo anche invitare tutti quei ragazzi che hanno amato il ben più recente metalcore a scoprire questo diamante grezzo, un album che nella sua immediatezza non perde un singolo milligrammo della rabbia che ha intenzione di trasmettere e che ha influenzato parecchio un genere che ha avvicinato al metal una generazione di hardcore kid.



Informazioni Album

Durata: 00:28:36

Disponibile dal:

Etichetta: Megaforce Records

Distributore:

Tracklist

1. March of the S.O.D.

2. Sargent "D" & The S.O.D.

3. Kill Yourself

4. Milano Mosh

5. Speak English or Die

6. United Forces

7. Chromatic Death

8. Pi Alpha Nu

9. Anti-Procrastination Song

10. What's That Noise

11. Freddy Krueger

12. Milk

13. Pre-Menstrual Princess Blues

14. Pussy Whipped

15. Fist Banging Mania

16. No Turning Back

17. Fuck the Middle East

18. Douche Crew

19. Hey Gordy!

20. Ballad of Jimi Hendrix

21. Diamonds and Rust


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  • I was a stagediver

    10+… e ho detto tutto!!!

  • Daniele Marchese

    ogni tanto lo rispolvero, gran bella recensione …