SAILLE – Ritu

SAILLE – Ritu

Probabilmente, per gli amanti del symphonic black metal, i Saille non sono più una sorpresa già da qualche tempo. Il gruppo belga ha in effetti le idee chiare sin dall’inizio… da quel debut album, “Irreversible Decay”, nel quale riversava nostalgia anni Novanta e sognante abbandono dalle tinte fosche, riesumando dalla memoria realtà come i Dimmu Borgir e i Keep Of Kalessin di una volta. Sostanzialmente, la stessa atmosfera si respira nel nuovo “Ritu”, che non sembra appunto discostarsi molto dall’opera precedente e che trova la sua personale quadratura del cerchio pescando (spesso) il miglior compromesso possibile tra frustate black-death, un incedere elastico nelle parti atmosferiche e un tocco di sana epicità che puntualmente va a sciogliersi come neve al sole in melodie anche piuttosto soavi. La formula di base rimane dunque questa, anche se certe chitarre sembrano qui avere un’impronta più decisa del solito, mentre alcune punteggiature di synth dei toni maggiormente vellutati, quasi come se i Saille avessero voluto creare un ibrido dall’impatto più intenso, mischiando i due estremi. Gradevole il risultato finale, anche se a volte diventa difficile distinguere un brano dall’altro: trovata una formula, sembra che i Nostri non vogliano staccarsene e così qualche brano risulta messo lì un po’ come riempitivo, seppure non vengano mai toccati livelli scadenti. L’impressione generale è quella di un gruppo molto attento a non uscire da quello che gli riesce meglio e, pur non annoiando, affiorano momenti di stanchezza dovuta al ripetersi della ricetta. Inoltre, a nostro avviso sarebbero da rivedere alcuni interventi di voce pulita/femminile, che a tratti danno l’idea di stonare un po’, soprattutto quando applicati sulle trame più serrate. Comunque, nel platter vi sono appunto anche lampi di vera eleganza e raffinatezza, quali, ad esempio, quelli contenuti in “Upon The Idol Of Crona”, pezzo ricchissimo di sfumature ma sempre misurato, lontano da quell’ampollosità forzata che è spesso il primo motivo di amarezza davanti a prodotti di questo genere. In definitiva, “Ritu” è un disco che trasuda abilità e sentimento, ma anche un po’ di mestiere che forse poteva essere evitato; onestamente, non riusciamo ad apprezzarlo senza riserve, tuttavia è indubbio che coloro che stravedono per queste sonorità dovrebbero perlomeno provare a dargli un ascolto.



Informazioni Album

Durata: 00:48:29

Disponibile dal: 18/01/2013

Etichetta: Code666

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. Blood Libel

2. Subcutaneous Terror

3. Fhtagn

4. Upon The Idol Of Crona

5. Sati

6. A Titan's Sacrifice

7. Haunter Of The Dark

8. Runaljod

9. Ritual Descent


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