SANGUINE VESCOR – The Temple Of Elemental Evil

Pubblicato il 14/07/2016 da
voto
7.0
  • Band: SANGUINE VESCOR
  • Durata: 00:45:20
  • Disponibile dal: 04/03/2016
  • Etichetta:
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Per capire e apprezzare pienamente i contenuti di “The Temple Of Elemental Evil” bisogna avere passato come minimo i trent’anni. Magari avvicinarsi ai quaranta, che è meglio. Aver vissuto in prima persona gli anni ’80 o al massimo i primi anni ’90 e aver attraversato l’epoca dell’esplosione dei giochi di ruolo e dei primi videogiochi. Perché è da lì, dall’immaginario di Dungeons & Dragons, dalle colonne sonore minimali delle prime esperienze ludiche elettroniche, che deriva questo arcano assemblato di synth, effettistica e sinfonie analogiche. Di derivazione dungeon synth, definizione volta a spiegare contenuti musicali strettamente connessi a un articolato mondo fantasy imperscrutabile per chi non ne sia avido cultore, il disco rivisita le ambientazioni di Mortiis, Wongraven e le pubblicazioni Cold Meat Industry, togliendoci dalle orecchie il grosso dei nostri riferimenti familiari. Suoni spogli e disadorni, magniloquenti e inflessibili nel loro rigore formale, offrono lo sfondo ideale per vicende crudeli, eroiche e misteriose, calibrando ogni movimento in modo da essere un logico commento alle azioni dei giocatori in quello che al tempo è stato uno dei moduli di Dungeons & Dragons di maggiore successo. Contemplato per essere ascoltato tutto d’un fiato, rispettando rigorosamente l’ordine delle tracce per godere appieno di tutti i significati infusi nell’esperienza sonora, “The Temple Of Elemental Evil” suggestiona un poco per volta. Se, come chi scrive, avete poca dimestichezza con minacciosi sintetizzatori ‘di una volta’, arie contemplative in espansione nel drone ma tenebrosamente eleganti, punteggiature di bassi gelidi e peccaminosi, rintocchi di campane che definire funeree è poco, il rischio di rifiutare un contenuto così algido e refrattario a farsi piacere è alto. Va posta, come suggerito nella presentazione dell’album, un’attenzione vera e non di facciata allo svolgersi apparentemente immobile delle singole tracce, eliminando i disturbi esterni e ponendosi – meglio se in cuffia – a completa disposizione del suono. Arrendendosi ad esso, a quel suo essere black metal senza chitarre – c’è tanto dello spirito black metal sinfonico di metà anni ’90 qua dentro – una traccia come “Entering The Temple” assume finalmente il suo vero significato, fra passi in una cattedrale sconsacrata, un organo temibilissimo e sospiri tastieristici che lasciano atterriti, anche quando sembrano alleggerire il peso e volgere lo sguardo a una dimensione più alta. È un orrore latente e non manifesto quello che pervade la nostra mente e anima quando ascoltiamo il pianoforte netto e struggente di “One By One (They All We Die”, ultimo capitolo di un viaggio ambiguo, sospeso in un mondo cupo dal quale sembra non esserci alcuna possibilità di ritorno e non vi è rifugio al maligno. Lo si può osservare, ammirare, esserne sedotti, non rifiutarlo e la musica, nella sua armoniosità, sembra suggerirci che non vi sia altra strada se non abbracciare il Male in toto. Non è semplice dare una valutazione esaustiva e perfettamente comprensiva di quanto si sia sentito in “The Temple Of Elemental Evil”, tanto è lontano – seppure vicino, negli intenti e nelle sensazioni evocate – dal ‘normale’ metal un disco di questo tipo. Ci sentiamo però di dire che L., unico membro del progetto, abbia centrato il suo obiettivo, ovvero quello di celebrare un significativo pezzo della sua giovinezza e un’ispirazione importante per tutto il suo vissuto. Se poi, arrivando a quest’opera in totale ignoranza del genere frequentato, ci si accorge che vi sia del fascino ambiguo al suo interno, e si finisca per farsela andare in loop per carpirne tutti i segreti, allora possiamo dire che la missione sia stata compiuta anche da un altro punto di vista, quello di tentare di aprirsi un varco verso un pubblico che non sia solo quello, molto di nicchia, degli appassionati di certa synth music. Per esploratori delle tenebre. Fuori e dentro di sé.

TRACKLIST

  1. The Journey From The Wild Coast Ends
  2. The Broken Tower
  3. Ruins And Rats
  4. Entering The Temple
  5. The Power Of Elemental Death Brings Mortals Low But Raises The Nameless One High
  6. The Great Bronze Gate
  7. One By One (They all will die)
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