SATYRICON – Nemesis Divina

SATYRICON – Nemesis Divina

Sicuramente, per moltissimi di coloro che amano il black metal, l’album “Nemesis Divina” dei Satyricon rappresenta il massimo, il miglior esempio di black metal norvegese che sia mai stato creato. Stiamo parlando di un ‘must’ che tutti devono possedere o quantomeno conoscere. Il valore puramente musicale e stilistico di questo capolavoro è arcinoto a tutti, ormai, ed i sette sigilli che lo compongono sono storia della musica. Inutile quindi andare ad investigarne la struttura in questa sede dopo così tanti anni. Possiamo però rimarcare il fatto che “Nemesis Divina” è un prodotto perfetto sotto diversi aspetti. Iniziamo ricordando la produzione da brividi, una delle migliori produzioni black metal di sempre, perché qui i Satyricon sono riusciti a dare una freddezza al sound che ancora oggi rimane pressoché ineguagliata. Il sound è gelido, nordico, ma dotato anche di grande profondità. L’album è sensazionale, qui vi suonano due colonne del black metal internazionale, nonché due tra i migliori chitarristi del genere: Satyr e Nocturno Culto (dei Darkthrone, ovviamente), qui sotto il nickname di Kveldulv. Anche l’artwork riesce a rendere omaggio a questo capolavoro ed è originale e perfetto sotto ogni suo aspetto. La grandezza di “Nemesis Divina” non risiede solamente in una qualità di brani eccelsa e in riff che hanno fatto la storia del black metal (come quelli di “Mother North”), ma è quel senso apocalittico che trasuda da ogni nota della release a rendere tutto incredibile. Si ha la sensazione che il mondo debba finire a momenti e le note di “The Dawn Of A New Age” potrebbero essere le ultime ad essere udite. Qui non c’è spazio per i pensieri, la filosofia, l’escatologia, la religione: tutto è imminente e talmente devastante da travolgervi senza alcuna possibilità di salvezza. L’odio, la distruzione, il fuoco, la mistica esperienza di una fusione con Madre Terra si mescolano nel vostro animo tormentato e vi trascinano via, forse verso un’altra esistenza. Non si può resistere emotivamente ad un album come questo: sin dalle prime parole del disco (‘This is Armageddon…’) si capisce che la guerra della fine dei tempi è alle porte e non risparmierà nessuno. Eppure tutti hanno divorato, consumato questo CD, perché hanno bisogno di un’esperienza che è estrema in ogni suo aspetto. Il mood di “Nemesis Divina” è impreziosito da quel tocco medievale che in realtà dona una dimensione atemporale alla release: il Verbo dell’album, come un oracolo, potrebbe risalire alla Notte dei Tempi sino a diventare mitologico, leggendario, oppure essere tremendamente attuale ed imminente. Satyr sembra a tratti diventare la voce di un Volere Divino in collera con il genere umano. L’epicità presente sui brani di questo album è assolutamente unica e maestosa, grazie anche al sapiente utilizzo dei synth che ad essi donano una dimensione ancor più profonda. A distanza di anni, la grandezza di questa release si misura anche constatando un altro fattore: non esiste un gruppo, compresi gli stessi Satyricon, che sia riuscito a replicarne lo stile, il mood e la violenza nonostante l’album sia un eterno faro illuminante per tutte le band della scena black metal mondiale. A distanza di anni, ancora, ascoltare determinate sfuriate come quelle presenti sulla titletrack o sentire il suono della spada sguainata inserito perfettamente all’interno dell’opener fa ancora venire la pelle d’oca. Per offrire un lascito ai posteri ancor più limpido, i Satyricon hanno deciso anche di girare il videoclip della canzone più rappresentativa del CD, divenuta un vero e proprio inno del black metal: il risultato su “Mother North” non poteva che essere esaltante. Correva l’anno 1996, eravamo nell’età dell’oro del black metal. E’ praticamente impossibile descrivere nel dettaglio lo stile presente su “Nemesis Divina”, i Satyricon qui hanno raggiunto un livello ed uno stile che prima era solo abbozzato e non è mai più stato riprodotto: un unicum stilistico che da un verso lodiamo per la sua originalità, ma dall’altro rimpiangiamo per il fatto di non poter disporre di altri esempi simili, se non uguali. Il motivo di questa recensione è uno ed uno soltanto: ricordare…per non dimenticare quali sono i veri Capolavori del black metal. Mother North united we stand, together we walk.



Informazioni Album

Durata: 00:42:48

Disponibile dal: 22/04/1996

Etichetta: Moonfog

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. The Dawn Of A New Age

2. Forhekset

3. Mother North

4. Du Som Hater Gud

5. Immortality Passion

6. Nemesis Divina

7. Transcendental Requiem Of Slaves


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  • Galilee Mater

    Da amante del Black norvegese non ho mai apprezzato granchè questo disco. L’aspetto che mi ha sempre coinvolto di più del Norway sound è il suono grezzo e marcio che esce dalle casse. Qui il suono secondo la mia opinione è molto più raffinato tanto da sembrare quasi una band svedese.
    Il freddo, il marciume, la malvagità e spesso anche l’ignoranza(in senso positivo) su questo disco non li ho mai percepiti.
    Lungi da me a voler criticare band e lavoro, ma non hanno un sound che fa per me. Io resto con Darkthrone, Emperor, immortal , Burzum etc..

  • kroky78

    Il commento precedente è condivisibile in parte: la produzione di Nemesis Divina non è l’ esempio più rappresentativo del norvegian sound, che viene solitamente esemplificato da album come Transilvanian Hunger, Filosofem e via discorrendo; ma Vidmar non dice che si tratta della migliore produzione norvegese, ma una delle migliori del black metal mondiale ed è veramente difficile dargli torto. Il sound di N. D. rappresenta uno dei primi esempi di evoluzione sonora rispetto allo standard lo-fi di quegli anni, è nitido e potente, ma allo stesso tempo assolutamente raggelante, niente a che vedere con le produzioni ruffiane e plastificate che vanno di moda oggi. Un compromesso veramente perfetto, l’ ennesimo pregio che contribuisce a rendere immortale ed imprescindibile questo capolavoro assoluto. Comunque anche io tendo a preferire gli album più crudi e spontanei, per questo il mio podio ideale nella discografia dei Satyricon è 1 Dark Medieval Times, 2 The Shadowthrone, 3 Nemesis Divina. Non si tratta assolutamente di differenze di valore che attribuisco agli album, ma di sfumature differenti nel gelo e nell’ oscurità che i tre dischi emanano.

    P.S. Da qualche tempo mi vengono inibiti i commenti, tranne qualche sporadica finestra utile concessa qua e la, come quella che sto sfruttando. Non vorrei che fosse la punizione per aver criticato, anche aspramente, una precedente recensione, sempre di Paolo Vidmar, col quale mi pareva comunque di essermi chiarito.
    Perchè se do fastidio basta dirlo chiaramente, di portali metal ce ne sono ancora…

  • SavageNemesis

    Ciao kroky,
    ti rispondo riguardo ai commenti: se li hai scritti, sono stati pubblicati e non li hai più trovati significa che sono stati cancellati perchè non rispettavano il regolamento. Se invece non riesci a commentare proprio sia un problema di Disqus…in ogni caso le tue opinioni su precedenti dischi di chicchessia non c’entrano nulla, ovviamente!

    Saluti!