SATYRICON – Nemesis Divina

Pubblicato il 21/01/2014 da
SATYRICON-NEMESIS DIVINA-1996
voto
10.0
  • Band: SATYRICON
  • Durata: 00:42:48
  • Disponibile dal: 22/04/1996
  • Etichetta: Moonfog
  • Distributore: Audioglobe

Sicuramente, per moltissimi di coloro che amano il black metal, l’album “Nemesis Divina” dei Satyricon rappresenta il massimo, il miglior esempio di black metal norvegese che sia mai stato creato. Stiamo parlando di un ‘must’ che tutti devono possedere o quantomeno conoscere. Il valore puramente musicale e stilistico di questo capolavoro è arcinoto a tutti, ormai, ed i sette sigilli che lo compongono sono storia della musica. Inutile quindi andare ad investigarne la struttura in questa sede dopo così tanti anni. Possiamo però rimarcare il fatto che “Nemesis Divina” è un prodotto perfetto sotto diversi aspetti. Iniziamo ricordando la produzione da brividi, una delle migliori produzioni black metal di sempre, perché qui i Satyricon sono riusciti a dare una freddezza al sound che ancora oggi rimane pressoché ineguagliata. Il sound è gelido, nordico, ma dotato anche di grande profondità. L’album è sensazionale, qui vi suonano due colonne del black metal internazionale, nonché due tra i migliori chitarristi del genere: Satyr e Nocturno Culto (dei Darkthrone, ovviamente), qui sotto il nickname di Kveldulv. Anche l’artwork riesce a rendere omaggio a questo capolavoro ed è originale e perfetto sotto ogni suo aspetto. La grandezza di “Nemesis Divina” non risiede solamente in una qualità di brani eccelsa e in riff che hanno fatto la storia del black metal (come quelli di “Mother North”), ma è quel senso apocalittico che trasuda da ogni nota della release a rendere tutto incredibile. Si ha la sensazione che il mondo debba finire a momenti e le note di “The Dawn Of A New Age” potrebbero essere le ultime ad essere udite. Qui non c’è spazio per i pensieri, la filosofia, l’escatologia, la religione: tutto è imminente e talmente devastante da travolgervi senza alcuna possibilità di salvezza. L’odio, la distruzione, il fuoco, la mistica esperienza di una fusione con Madre Terra si mescolano nel vostro animo tormentato e vi trascinano via, forse verso un’altra esistenza. Non si può resistere emotivamente ad un album come questo: sin dalle prime parole del disco (‘This is Armageddon…’) si capisce che la guerra della fine dei tempi è alle porte e non risparmierà nessuno. Eppure tutti hanno divorato, consumato questo CD, perché hanno bisogno di un’esperienza che è estrema in ogni suo aspetto. Il mood di “Nemesis Divina” è impreziosito da quel tocco medievale che in realtà dona una dimensione atemporale alla release: il Verbo dell’album, come un oracolo, potrebbe risalire alla Notte dei Tempi sino a diventare mitologico, leggendario, oppure essere tremendamente attuale ed imminente. Satyr sembra a tratti diventare la voce di un Volere Divino in collera con il genere umano. L’epicità presente sui brani di questo album è assolutamente unica e maestosa, grazie anche al sapiente utilizzo dei synth che ad essi donano una dimensione ancor più profonda. A distanza di anni, la grandezza di questa release si misura anche constatando un altro fattore: non esiste un gruppo, compresi gli stessi Satyricon, che sia riuscito a replicarne lo stile, il mood e la violenza nonostante l’album sia un eterno faro illuminante per tutte le band della scena black metal mondiale. A distanza di anni, ancora, ascoltare determinate sfuriate come quelle presenti sulla titletrack o sentire il suono della spada sguainata inserito perfettamente all’interno dell’opener fa ancora venire la pelle d’oca. Per offrire un lascito ai posteri ancor più limpido, i Satyricon hanno deciso anche di girare il videoclip della canzone più rappresentativa del CD, divenuta un vero e proprio inno del black metal: il risultato su “Mother North” non poteva che essere esaltante. Correva l’anno 1996, eravamo nell’età dell’oro del black metal. E’ praticamente impossibile descrivere nel dettaglio lo stile presente su “Nemesis Divina”, i Satyricon qui hanno raggiunto un livello ed uno stile che prima era solo abbozzato e non è mai più stato riprodotto: un unicum stilistico che da un verso lodiamo per la sua originalità, ma dall’altro rimpiangiamo per il fatto di non poter disporre di altri esempi simili, se non uguali. Il motivo di questa recensione è uno ed uno soltanto: ricordare…per non dimenticare quali sono i veri Capolavori del black metal. Mother North united we stand, together we walk.

TRACKLIST

  1. The Dawn Of A New Age
  2. Forhekset
  3. Mother North
  4. Du Som Hater Gud
  5. Immortality Passion
  6. Nemesis Divina
  7. Transcendental Requiem Of Slaves
3 commenti
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