SEPTEM – Septem

SEPTEM – Septem

Primo disco ufficiale per i Septem, formazione della zona di La Spezia dedita ad un heavy metal potente e oscuro, che guarda apertamente alla struttura e alle sonorità del miglior metal britannico anni ’80 (Iron Maiden, Saxon), ma strizza un occhio anche a contaminazioni esterne più oscure e pesanti quali alcune ritmiche di chiara ispirazione power-thrash o alcuni, nemmeno tanto sporadici, passaggi in growl ad opera del chitarrista Scontrini. Insomma, un cocktail basato su ingredienti noti e di sicuro successo, ma rivisitato secondo un’ipotetica ricetta segreta, che permette a noi di parlare di “Septem” come di un prodotto un po’ particolare, non bollandolo subito come un classico prodotto che esce dalla mai spenta fonderia dell’heavy più classico. Grazie al fatto che i cinque membri dei Septem non sono assolutamente musicisti alle prime armi o alla prima esperienza (anche se l’album è in effetti un debutto), troviamo senz’altro anche un certo mestiere a supporto di una musica sicuramente difficile. Questo permette alla band di districarsi con successo tra i meandri musicali che conseguono alla scelta di proporre un metal meno convenzionale del solito, e rende in grado soprattutto i due chitarristi di prodursi in un’ottima prestazione, con menzione particolare per il bravo axeman Montaperto e la sua serie di assoli lunghi e complessi, veramente interessanti. L’apertura del disco è veramente indicativa del bilanciamento tra sonorità heavy, thrash e power dell’intero album: il trittico costituito dalla maideniana “Mind Loss”, dalla più pesante “The Stranger” e dalla power-oriented “Purified (by the pain)” rappresenta infatti perfettamente tutti e tre i volti della band e ci presenta nel solo quarto d’ora iniziale già un perfetto spaccato di tutto quello che troveremo nel seguito. Ciò nonostante, le sorprese non risultano essere finite, e possiamo godere nel seguito ad esempio ad un inaspettato e molto tecnico strumentale dal programmatico titolo di “Septima”, oppure di una canzone un po’ ‘fuori dal coro’ come “Rebirth”, tour de force ad alta velocità dove l’importanza del growl cresce e porta il già citato Scontrini a somigliare per certi versi a Fridén degli In Flames. La chiusura del disco, invece, risulta affidata a momenti di metal più classico: il vocalist Armanini sale qui in cattedra, dicendo la sua sopra la già citata ottima prestazione delle due asce e imponendosi all’attenzione dell’ascoltatore grazie a delle melodie vocali incisive e significative. Prodotto da Tommy Talamanca (Sadist) per la nostrana Nadir Music, “Septem” rappresenta il buon prodotto italiano che scava nei ricordi di un’era e di una musica grandiosa, senza avere però timore di riproporla in maniera più originale, aggiungendo alla base spunti ed idee più personali che sicuramente aiutano il risultato finale ed accrescono l’interesse. Qualche piccola sbavatura o ombra la possiamo trovare anche qui, soprattutto all’interno di alcune parti solistiche che, per quanto come già detto siano di qualità eccellente, risultano ogni tanto forse un po’ troppo lunghette, ma dobbiamo ammettere che il centro è stato ampiamente colpito. Si tratta comunque del primo disco, e quanto abbiamo udito in esso ci mostra una band già in forma e matura, ma certamente con il prossimo disco ci dovranno dare conferma di queste belle parole. Per ora, però, possiamo certamente fare i complimenti a questa buona band nostrana e alla Nadir che ha deciso di investire su questo nuovo nome.



Informazioni Album

Durata: 01:00:16

Disponibile dal: 04/03/2013

Etichetta: Nadir Music

Distributore: Audioglobe

Tracklist

1. Mind Loss

2. The Stranger

3. Purified (by the pain)

4. Rebirth

5. Journey To Eternity

6. Cold Dead Heart

7. Septima

8. A Different Day

9. Choose Your Death

10. Keep metal Alive


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