SINTONIA DISTORTA – Anthemyiees

SINTONIA DISTORTA – Anthemyiees

Anche se sono presenti difetti tecnici abbastanza evidenti su questa demo dei lodigiani Sintonia Distorta, vogliamo subito specificare che il prodotto (nella sua semi-amatorialità) ci è piaciuto. E’ un giudizio soggettivo, un apprezzamento personale, slegato dall’analisi più tecnica che faremo nel seguito della recensione; ma ci è sembrato onesto specificarlo in apertura perché vi dovrebbe suggerire il fatto che il punto forte della band risiede dunque in una buona potenzialità dal punto di vista compositivo, qui in parte già sfruttata. “Anthemyiees” si pone come uno scrigno un po’ ermetico, un gioco impegnativo ma a tratti appagante, che ci costringe in qualche modo a rincorrere l’album stesso, a sentirlo più volte per capirlo meglio, con il risultato in ultima battuta di non bollarlo subito come prodotto troppo amatoriale. Nulla di ingenuo o raffazzonato è trovabile nella stesura delle canzoni del gruppo, e sarebbe sbagliato pensarlo. Partendo da una base marginalmente definibile come power/progressive, i Sintonia Distorta ricamano sopra di essa diversi strati di belle e inaspettate suggestioni: di indubbio interessa si rivela fin da subito il cantato in madrelingua, e il conseguente approccio alla Renga del cantante Pesatori; entrambi gli elementi sono poi arricchiti da una prestazione strumentale che fa trasparire una genuina bravura di fondo e non soltanto del mestiere. L’originalità che ritroviamo nelle sei composizioni presenti su questo disco è poi un’altra delle perle splendenti che il gruppo potrebbe offrirci, una volta ripulite dal fango che attualmente le ricoprono. Non è un’originalità ‘di rimbalzo’, mutuata solamente dalla peculiarità del cantato in italiano in un contesto così vicino al power nordico; piuttosto essa è l’attestazione di una personalità ben definita, marcata. Elemento importante, questo, che ci permette di tracciare senza difficoltà un fattore comune tra le sei composizioni e di parlare quindi di una band con una propria fisionomia, non assimilabile alle decine di bandicciole anonime che affollano la scena metal tricolore. L’approccio notturno e malinconico di alcune canzoni (“No Need A Show”,”Pioggia Di Vetro” su tutte) ci piace, e si sposa con melodie alla Timoria; mentre nei frangenti più power (“Anthemyiees”) o in quelli progressivi (“Il Canto della Fenice”), la band non ci fa mancare il necessario coinvolgimento, attribuendo però sempre il ruolo di caratteristica portante del sound al cantato ed alle melodie. Grazie a questi elementi, le sei canzoni di “Anthemyiees” si sono a poco a poco infilate nella nostra testa, ricavandosi un loro spazio e convincendoci della capacità compositiva del gruppo, ma ci sono voluti diversi ascolti. Questo per colpa di diversi difetti tecnici che inficiano, soprattutto le prime volte, la fruizione dell’album stesso. La registrazione effettuata non risulta ad esempio in linea con la qualità che è possibile ottenere anche senza esagerare con le spese, e più grave ancora è il fatto che non risulta in linea nemmeno col genere proposto, il quale richiederebbe una migliore separazione dei suoni su voce, chitarra e tastiera, troppe volte qui mischiate e sovrapposte, inficiate da una non ottimale cura posta sulla regolazione dei volumi. Per questo motivo le chitarre ‘frusciano’ sul sottofondo sonoro dei pezzi più power e non mantengono il suono liquido che devono avere nei passaggi in arpeggio; la voce si muove a fatica sulla gamma di frequenze condivise dalla saturazione sbagliata della chitarra, e quando sale di tonalità finisce per gracchiare, senza per fortuna perdere l’intonazione, ma evidenziando dei limiti nella gestione della voce stessa. Il suono della batteria non picchia e non incalza, nonostante i ritmi alti della canzone “Anthemyiees” lo richiederebbero. Inutile girarci intorno, siamo in presenza di un prodotto che avrebbe potuto essere di gran lunga migliore, ma che inspiegabilmente è declassato a prodotto amatoriale e anonimo dalle mani della band stessa. Noi probabilmente continueremo ad ascoltare questo demo ogni tanto, visto che oramai abbiamo ‘fatto l’orecchio’ alla registrazione indecorosa e ci concentriamo sulle belle melodie, e sulle soluzioni intelligenti e mai scontate; ma per chi li ascolta per la prima volta, o con poca attenzione, non c’è possibilità di passare oltre ai già citati limiti tecnici. Peccato.



Informazioni Album

Durata: 00:40:02

Disponibile dal:

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Distributore:

Tracklist

1. Anthemyiees

2. Il Vento Dei Pensieri

3. Il Canto Della Fenice

4. Miraggi D'Amore

5. No Need A Show

6. Pioggia Di Vetro


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