SISTER – Stand Up, Forward, March!

Pubblicato il 09/01/2017 da
voto
5.5
  • Band: SISTER
  • Durata: 00:43:03
  • Disponibile dal: 25/11/2016
  • Etichetta: Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

Con viva curiosità ci accingiamo a recensire il nuovo full length dei Sister, promettente collettivo che, fino ad oggi, non è mai riuscito a forgiare nel fuoco dischi memorabili rimanendo, suo malgrado, confinato tra le promesse non mantenute della frangia più ‘estrema’ dello sleaze rock scandinavo. Giunti alla fatidica prova del tre, gli agguerriti protagonisti rilasciano un album formalmente ineccepibile dal quale latita, per l’ennesima volta, la necessaria personalità in sede compositiva ed interpretativa. Sin dall’iconica immagine di copertina, che richiama (involontariamente?) la celebre “Queen II” scolpita lustri or sono dalla defunta regina britannica, “Stand Up, Forward, March!” si palesa come un nitido manifesto programmatico, concepito da un gruppo tuttora incapace di trovare il cosiddetto bandolo della matassa. Non mancano un paio di episodi estremamente efficaci nella loro cruda efferatezza come “Destination Dust” e “Piece Of Shame”, ma il resto dell’opera vivacchia tra sfacciate citazioni dei gloriosi tempi andati, sovente alternate da improvvisi cali di tensione che di certo non aiutano a risollevare il morale. I primordiali Guns’N’Roses vengono chiamati in causa all’altezza della furba “Carved In Stone”, appiccicosa sincope in cui le aspre corde vocali di Jamie Anderson sono costantemente impegnate ad emulare quelle del capriccioso frontman statunitense. “Lost In Line” invece si palesa ai nostri timpani come un grottesco anthem preso in prestito dal songbook dei Wednesday 13 in crisi creativa. Incredibilmente “Liberation Song” riesce a peggiorare le cose, palesandosi come un maldestro tentativo di fare il verso agli Hardcore Superstar annebbiati da sostanze più o meno lecite. Appaiono un pelo più convincenti le frizzanti dinamiche dettate da “Trail Of Destruction” e “Dead Man’s Dirt”, le quali devono più di un favore ai Lordi all’altezza del chorus. “Carry On” è una convincente semi ballad dal marcato gusto evocativo, che al contempo pone un serio punto di domanda sul futuro di un gruppo puntualmente incapace di graffiare a dovere. Peccato.

TRACKLIST

  1. Destination Dust
  2. Carved In Stone
  3. Lost In Line
  4. Trail Of Destruction
  5. Carry On
  6. Unbeliever
  7. Let It Bleed
  8. Liberation Song
  9. Dead Man’s Dirt
  10. Endangered Species
  11. Piece Of Shame
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